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Un Yankee per amico recensione di Marco Zucchi Nome: Esse Esse. Professione attuale: agente privato. Stato attuale: scomparso. Chi se non il prode Mister No lo salverà?
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Il prode Mignacco questa volta ci porta nella giungla peruviana, sulle tracce di Esse Esse, che deciso a fare soldi si è fatto assumere nella polizia privata di New Eldorado, città costruita ex novo appunto nella giungla peruviana per sfruttare le miniere d'oro poste nei dintorni. Fino a qui nulla di nuovo, come nulla di nuovo nel fatto che Esse Esse sia scomparso, apparentemente morto, come nulla di nuovo nel fatto che la polizia privata è marcia e corrotta fino al midollo delle ossa, come nulla di nuovo nel fatto che ci siano dei poveracci che lavorano per un tozzo di pane, come nulla di nuovo nel fatto che ci sia chi trama alle spalle dei poveracci e dei vertici dell'azienda. Beh, e allora cosa c'è di nuovo?
Un bel racconto, fuori dal solito canone di Manaus, pur rimanendo l'ambientazione prevalentemente urbana, con i soliti messaggi: tutto si risolve, ma nulla cambia e cambierà.
Standing ovation per mastro Diso che ci offre una grande prova con una descrizione essenziale degli ambienti propri di questa fantomatica città, con un tratto che contraddistingue le personalità dei vari personaggi che vediamo circolare, con ovvie somiglianze se le personalità sono le stesse (penso ai poliziotti ingabardati con tanto di cappello da gangster), con abili ritratti delle figure femminili presenti, prestando un occhio di riguardo alla figura di Valeria, con un tratto decisamente ferino nella presentazione della Oncã. Decisamente un bella prova dove la situazione di ovatta, di chiuso, di costruito, proprio della città calata dall'alto contro la volontà della giungla, risalta in maniera essenziale. La Oncã, presentata nella prima pagina del primo dei due albi in cui si snoda la storia, la ritroviamo anche sul finale: costituisce una sorta di filo di riferimento, se vogliamo di elemento protettore dei nostri (la ritroviamo anche nell'ultima pagina del primo albo a vegliare su Mister No e Valeria). Un espediente che si inserisce come ulteriore elemento nello svilupparsi della vicenda, e che porta a sottolineare come a volte l'istintività animalesca prevalga in termini di buon senso, di razionalità, sulle capacità conoscitive degli esseri umani.
Un occhio di riguardo in termini di copertine lo presterei a quella dell'albo
N.311, dove il senso di notturno, non solo in termini di condizione oraria,
ma anche di senso della vicenda, è già ben descritto appunto nella copertina
stessa e lo ritroveremo pari pari all'interno.
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