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J for Vendetta recensione di Marco Zucchi Lampi di battaglia nello stato di Roraima, quando i garimpeiros decidono di eliminare gli indios a tutti i costi, per avere via libera nella ricerca dell'oro. Ma uno spettro dal recente passato allunga la sua ombra su di loro..
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In questa avventura di Mister No, che cronologicamente si pone ad un anno di distanza dagli avvenimenti raccontati nell'albo La rivolta, il nostro si trova coinvolto in una ribellione di indios, che agiscono contro le violenze dei garimperios.
La storia, l'essenza, lo scheletro della storia, è vecchia: i bianchi, più o meno autorizzati,
credono di potere fare il bello ed il cattivo tempo; gli indios accetterebbero anche la loro
reclusione nelle riserve, ma Juanito, duramente colpito negli affetti, fugge dal carcere,
li organizza, li riunisce e li guida alla rivolta. I temi toccati sono già stati affrontati, sicuramente: la dura vita dei garimpeiros, la durezza della reclusione degli indios nelle riserve, l'ottusità e strafottenza di certi vertici militari; qui vengono ripresi e mostrati con una durezza che va dalla prima all'ultima tavola della storia. Il tutto chiuso da una amara riflessione: la censura nei confronti della stampa, onde evitare che certe situazioni (qui il selvaggio massacro degli indios e perché no, anche l'efferato massacro compiuto nei confronti dei bianchi) vengano diffusi all'opinione pubblica.
I Di Vitto offrono sicurezza alla serie e qui, in una storia praticamente verde, ambientata all'interno della foresta, dimostrano la loro abilità. Sia che descrivano i garimpeiros, sia che descrivano gli indios (nella durezza dei loro visi dipinti per lo scontro), sia che descrivano scene di battaglia (attacco degli indios ai garimpeiros, il fuoco della mitragliatrice, l'attacco con gli elicotteri), sia che descrivano scene ambientali (in una foresta bagnata, difficile da praticare, che ben rappresenta la situazione che si sta sviluppando), il risultato è quello di trasmettere, con i loro disegni, un grande senso di durezza. In questa storia non c'è spazio per il relax, c'è tensione dalla prima all'ultima tavola. Non ci sono battute o scene che possano spezzare il senso di allerta che testo e disegni, in un'ottima simbiosi, trasmettono. Nella storia precedente aveva colpito la figura di padre Santana, qui citato solo di sfuggita; aveva colpito per la sua caratterizzazione fuori dai canoni; restiamo in attesa di vederlo ricomparire. Un'ultima considerazione prima di chiudere: gli argomenti affrontati si collegano a quelli affrontati da Tex nella storia conclusasi nel mese di dicembre. Viene quindi spontaneo fare alcune similitudini: gli indios come i Sioux, l'esercito brasiliano come quello statunitense, la strafottenza dei vertici di entrambi gli eserciti e soprattutto Mister No come Tex, difensori dei deboli, stando, spesso faticosamente, dalla parte della giustizia.
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