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Sog. e Sce. Luigi Mignacco
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Desidero iniziare questa recensione con un discorso sulla fortuna del nostro eroe. Se da un lato l'incontro con lo stormo di volatili di pag. 6 potrebbe far pensare il contrario il bravo Mister No sembra davvero essere nato con la camicia: non credo sia così semplice tentare un atterraggio di fortuna nella folta vegetazione della giungla amazzonica, eppure il nostro eroe riesce sempre a trovare
una radura in cui planare dolcemante o quasi con il suo veicolo; non solo, Jerry è così fortunato da avere per amica una veggente che riesce senza problemi a rintracciarlo appena in tempo in quell'immenso intrico di vegetazione non a caso chiamato "inferno verde"...Se questa non è fortuna non saprei come altro chiamarla.
Sorvolando su questo francamente improbabile espediente narrativo ritengo il soggetto abbastanza riuscito e coinvolgente e la sceneggiatura ricca di cambi di locazione e di colpi di scena che riescono a rendere la storia godibile per un lettore che non voglia stare a cercare il pelo nell'uovo.
"Jerry è così fortunato da avere per amica una veggente (..)"
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La storia è palesemente ispirata al romanzo "Il signore delle mosche", scritto nel 1954 da William Golding, che racconta di un gruppo di ragazzi finiti in un'isola deserta per un incidente aereo
i quali, anzichè tentare di ricostruirsi una forma di vita civile, si lasciano arretrare nella barbarie diventando facile preda della violenza, della paura e del male.
In tutta la storia Mister No recita la parte dell'adulto carico di buon senso che tenta di riportare sulla retta via i giovani traviati, roba da non crederci...
Nonostante tutto però la magia della giungla e la sua immensa forza selvaggia emergono chiaramente tra le pagine della sceneggiatura dando forza e vigore ad una storia che altrimenti non sarebbe riuscita a lasciare il segno.
E' proprio vero che l'esperienza dello sceneggiatore molto spesso riesce a risollevare le sorti di un soggetto non eccezionale.
  

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Oliviero Gramaccioni
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Il piper e gli aironi. Disegni di Gramaccioni
(c) 1998 SBE
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Davvero buoni i disegni di questa doppia avventura che rendono giustizia all'incontaminato paesaggio amazzonico. Molto ben disegnata la scena della collisione dell'aereo di Mister No con lo stormo di aironi e ben caratterizzati i volti dei "ragazzi selvaggi".
Se c'è un appunto da fare al bravo Gramaccioni sta nel viso del protagonista, che in alcune inquadrature appare troppo magro e scavato, ma tutto sommato il suo mi pare un ottimo lavoro.
  
Epidodio non esaltante ma godibile nonostante un soggetto non eccelso, buone le copertine di Diso.
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