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" Il potere della mente"


Pagine correlate:

Leggere nella mente altrui è il sogno degli studenti durante le prove in classe. Per gli ESPer, invece, il "dono" è una maledizione:

Ho un mal di testa che mi scoppia la testa. . .
recensione di Paolo Ottolina



TESTI
Sog. e Sce. Stefano Marzorati    

Sorprende un po', almeno di primo acchito, la scelta di Stefano Marzorati per il soggetto di questo nuovo Mister No (il dodicesimo della sua carriera): il musicologo opta per il recupero di una vecchia storia scritta da Tiziano Sclavi, "La casa di Satana" (n.104/105, gennaio '84). Una delle poche in cui il personaggio vive un'avventura dai risvolti decisamenti fantastici. Scelta sorprendente sia perché negli ultimi anni il piglio realistico delle storie è stato decisamente preponderante (difficile immaginare oggi la pubblicazione di un nuovo "Mistero di Selva Preta", n.40/42) e sia perché Marzorati ha sempre (o quasi) prediletto soggetti dal piglio intimistico-minimalista, offrendo ai lettori belle figure di personaggi vinti e tormentati, come il pugile Joe Seneca ("Il Volo dell'aquila", n.262), il saxofonista Curtis Gray ("New York City Blues", n.266), il killer Yuri Alexandrovic ("Little Odessa", maxi n.1).

E' però proprio nella scelta del cast che anche questa storia mostra continuità con le altre di Marzorati: anche gli scanners di questa doppia, come già il pugile pellerossa, il saxista nero, il killer russo, sono losers. Sono esclusi, sono diversi, sono feccia per l'umanità normale. Ed è quasi obbligata la solidarità che uno di loro, Glaeken, instaura con Mister No, il loser per eccellenza della scuderia Bonelli.

I poteri ESP ricorrono con frequenza nelle opere "di genere" contemporanee e negli stessi fumetti Bonelli
   

Il tema dei poteri ESP è talmente ricorrente nelle opere "di genere" contemporanee che più di un lettore, probabilmente, avrà sbuffato di disappunto dopo alcune pagine. Dal "mutante" con due cervelli di Zagor, al Mr.Mind di Martin Mystère, dalla "Forza invisibile" di Nathan Never,agli Scanners di Dylan Dog, fino ad arrivare a una (mini)serie come Magic Patrol (quasi) interamente dedicata a individui con poteri extrasensoriali: le pubblicazioni bonelliane non hanno certo nascosto il loro interesse per il tema, lanciato dal cult di David Cronenberg "Scanners".

Se la storia non si tramuta in un fiume in piena di già visto, lo si deve alla buona vena di Marzorati: abile nel riprendere il filo del discorso interrotto con la strana dipartita che Francisco Cabral faceva nella storia di Sclavi, furbo nel recuperare alcuni topoi di altre, ben più grandi, opere fumettate (dalla saga degli X-Men, col conflitto tra "mutanti" buoni e cattivi -qui Daryl Revok svetta come una sorta di Magneto dei poveri- all'Akira di Otomo, con i legami tra ESPer ed esperimenti governativi e con il farmaco-droga da cui gli scanners dipendono), ormai abbastanza esperto nel riuscire ad amalgare questi elementi "esterni" col cosmo amazzonico in cui Mister No è rientrato da alcuni mesi.

La sceneggiatura alterna momenti riusciti ad altri più discutibili: migliore il primo dei due numeri, con l'introduzione dei vari personaggi e la preparazione del conflitto finale; più scontato e pasticciato il secondo, in cui ancora una volta è l'epilogo a non convincere in pieno. Tra pirotecnica battaglia di super-eroi e misticismo d'accatto, la conclusione si rivela non essere né carne né pesce, con un Mister No tirato dentro agli eventi forzatamente per poi essere salvato dal colpo di scena in "zona cesarini".

La stessa costruzione dell'intreccio è tutt'altro che a prova di bomba: la pattuglia di soldati del Capitano Dos Santos viene liquidata in poche pagine, e il terzo ESPer, Hockney, è parecchio sottosfruttato (a che senso trascinarlo nella vicenda se poi nel finale risulta essere nient'altro che un elemento di troppo? A che senso lasciar intuire un possibile conflitto tra lui e Revok che poi non viene affatto sviluppato?). Il senso dell'agente Brittney (il bruttone sfigurato in cerca di vendetta) ci risulta poi davvero misterioso: perché creare delle attese nel lettore per un personaggio che invece si dimostra del tutto impotente contro i poteri ESP di Revok?

I momenti migliori della doppia rimangono così l'inizio, in puro Arkham-style (Batman docet), i lunghi, muti, sogni di Mister No e le due sequenze in cui Revok libera il suo potere mentale (quella di pag.5-8 e di pag.31-36 sul n.283).



DISEGNI
Domenico e Stefano Di Vitto    

(22k)
Revok in azione. Disegni di D. e S. Di Vitto (c) 1998 SBE
   
 
Dare un giudizio sull'opera dei fratelli Di Vitto è sempre problematico: popolari nell'accezione migliore del termine, i due accontentano i loro estimatori anche stavolta.

Anzi, rispetto alle loro ultime fatiche, questa doppia sembra più convincente: sia per la cura nella scelta delle inquadrature (v. immagine), sia per il dettaglio delle ambientazioni. La prima parte sembra più curata della seconda, ma l'efficacia narrativa è, comunque, davvero buona per tutte le 188 tavole: la riuscita delle scene oniriche è, anche e soprattutto, merito loro e altrettanto si può dire per le sequenze in cui Revok libera lo Yehalla. Gli "effetti speciali" del finale potevano risultare molto più efficaci ricorrendo a un layout un po' più arioso e meno costrittivo.

I Di Vitto si confermano bravi narratori per immagini e questo, in fumetto, è quello che conta.



GLOBALE
 

Convenzionale la prima copertina di Diso, molto più riuscita la seconda.

Stranamente ricca di anticipazioni la posta di Sergio Bonelli di dicembre (che ne approfitta pure per promuovere ulteriormente Julia ;-) E a quanto pare, il filone fantastico di questa storia rimarrà, almeno nei prossimi mesi, un'eccezione.
 

 


 
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