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Luigi Mignacco
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La ricerca dell'effetto sorpresa tradisce Mignacco: per rimpolpare l'intrigo organizza un cast di personaggi che sfoggiano scarsa plausibilità nella motivazioni e una buona quantità di luoghi comuni.
- La famiglia Fitzroy: i soliti ricchi capricciosi, indolenti, annoiati, isterici. Sono tutti così?
- Zelda: veramente gratuita l'uccisione del fratello nella serra. E' del tutto inverosimile che, pur di fronte all'orrore della verità, una ragazzetta senza nerbo scarichi un intero caricatore sul fratello. E quel finire a letto con Jerry, così, di botto? Forse perché fuori nevicava e la neve fa tanto romantico?
- Il Capitano Hoogan: perché inventarsi questa forzatura del "padre putativo" che protegge i suoi figliocci degenerati? Non era molto più semplice e comprensibile nascondere l'intoccabilità dei Fitzroy dietro il prestigio sociale (come d'altronde traspare dal dialogo finale tra Jerry e Patricia).
- Paddy: nel n.261 appariva come un povero barbone completamente schizzato, perso nei suoi deliri, malandato fisicamente. Ora si improvvisa detective, pedina i cattivoni, salva Mister No (con cui aveva scambiato quattro parole in croce: a cosa dobbiamo tutto questo zelo?). Sì, continua a vedere demoni, angeli e trombe del giudizio, ma sembrano deliri appiccicati con lo sputo su un tipo perfettamente sano...
- John Capra: è il charachter meglio costruto, con le ambiguità di dropout dal senso morale assai striminzito. Peccato che sconta troppe somiglianze con il Gary Cooper di "Arriva John Doe" e con l'Andy Garcia di "Eroe per caso".
Qualche dialogo brillante alla maniera di Mignacco, ma complessivamente una sceneggiatura troppo traballante.
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