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Mister No  n.264
" Il vendicatore "
(1k)
( 3 , 4 , 3 ) 2 + 2
43% equiv.
4/7
Vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database.


Poniamo che qualche animaccia nera tamponi l'auto della vostra famigliola, la sbatta in un dirupo senza fondo e completi l'opera bruciando vivi i superstiti. Che fate voi? Vi attaccate al 113 e iniziate a sperare nelle doti investigative della Benemerita. E se invece vi capitasse quanto sopra e voi foste un personaggio da fumetto? Minimo minimo entrate in un negozio d'armi, comprate un coltellaccio che non finisce più, rintracciate i cattivoni e iniziate a scalparli uno ad uno. Ancora vivi, ovviamente. Poi fate un fischio al vostro autore e dite di dedicarvi un albo con un bel titolo originale, che so... "Il giustiziere" ad esempio, o "Il punitore" (no questo c'è già...). Ah, ecco: "Il vendicatore". Suona proprio bene, sì sì...

Un tranquillo weekend di paura
recensione di Paolo Ottolina
Mister No



Soggetto
(1k)
3/7
Luigi Mignacco Eccolo qui, Mignacco. Se Marzorati, Colombo e gli altri, si fanno largo come interpreti privilegiati del nuovo Mister No, Luigi Mignacco si conferma come il cantore del personaggio nella sua versione più classica. Un epidodio in linea con l'ortodossia misternoiana: delitto e castigo, col nostro in versione detective-eroe suo malgrado (come sempre, insomma). Con Patricia Rowlands nei guai, e il suo cavaliere alla riscossa: altro classico, sin dall'epoca nolittiana, direttamente da "Rio Negro" (n.12/15) passando per "Isola di Pasqua" (n.60/62).

Un giallo con tutti i crismi, con venature horror e qualche vignetta particolarmente cruenta per gli standard della serie (influenze dylaniate per Mignacco?). La vicenda è coerente in tutte le sue parti, ma non decolla mai, nonostante i colpi di scena finali, per altro decisamente prevedibili. D'altronde erano tutti morti, restavano in scena solo il colpevole presunto e l'antipatico di turno: se il reo fosse stato il primo sarebbe stato tutto troppo semplice, per cui non ci voleva molto a fare due più due.

C'è una certa presa di posizione anti-razzista nella storia? Probabilmente sì, in fin dei conti la morale è "attenti a puntare gli indici, calma col giustizialismo", messaggio sempre attuale, tanto più nell'Italia di oggi (non so dalle vostre parti, ma qui è tutto un "dagli all'albanese delinquente!"). Probabilmente sì, quindi, però il messaggio è molto annaquato in un thrillerino sui peccati nascosti delle piccole città felici; il presunto razzista, il bieco Big Pete, alla fine si dimostra razzista per opportunità e non per convinzione. Le cose buone stanno nel modo con cui Mignacco sfrutta lo schema abusato "gruppo di amici che uccide-vendetta che si abbatte su di loro", celando dietro le apparenze una gretta storia di debiti e ricatti. E la sorpresa del vagabondo che si rivela infine come un agente della polizia indiana. Per il resto, un bel po' di fiacca.

Sceneggiatura
(1k)
4/7
Luigi Mignacco Lavoro professionale come sempre, con qualche bel dialogo brillante all'altezza del suo autore. Pensando alla figura di Big Pete e alla attuale formula ad albi autoconclusivi, viene un po' di nostalgia per le storie-fiume di Nolitta, quando si avevano tavole da vendere per poter lavorare su di un personaggio, per presentarlo in un modo (antipatico, iroso) e per condurlo poi, man mano, in un'altra direzione. Una bella scazzottata con Mister No all'inizio dell'avventura e baciabbracci alla fine. Ora, con le storie monoalbo, non viviamo il cruccio delle avventure a metà, però difficilmente ci si può dedicare a una cura maggiore dei characters "usa e getta", per renderli più veri, più simili alla realtà (dove in effetti, capita che a volte un tipo a prima vista odioso, si riveli come un brav'uomo).

Su Jerry: non esageriamo a renderlo un'acquacheta! Puxa vida, un bello sganassone a Big Pete quando fa il razzista nel suo autogrill non glielo doveva levare nessuno! Il buon vecchio Mister No di Manaus non ci avrebbe pensato su due volte...

La vicenda, seppur funzionante tecnicamente, non è del tutto convincente: lo sceriffo, Chris Winter e il bibliotecario non sembravano delle iene. E' possibile che tre tipi normali decidano di bruciare vivo un uomo agonizzante? Bruciare vivo un uomo, non è mica come schiacciare una mosca contro il vetro. Tanto più che non sarebbe stato impossibile cavarsi fuori dalla vicenda in modo pulito (la parola di uno "straccione" indiano contro quella di tre stimati cittadini). E' tutto un po' meccanico: incidente con assassinio, repentino cambiamento di carattere dei tre, comparsa del "vagabondo" indiano, Big Pete che diventa killer. Funziona, certo, ma il comportamento umano non funziona come in un diagramma di flusso.

Disegni
(1k)
3/7
Michele Pepe In più di un'occasione avevamo visto sue illustrazioni accompagnare le rubriche postali di Sergio Bonelli o altri redazionali. Ora gli affidano un albo intero, il che è tutto un altro paio di maniche. Onestissimo lavoro, quello di Pepe, che privilegia scorrevolezza e leggibilità a disegni più evocativi, ma meno puliti. Il segno è molto molto classico, e ricorda da vicino i lavori di Franco Bignotti: osservare la sua interpretazione di Patricia Rowland per credere. Disegni più che sufficienti, ma un paio di gradini sotto a quelli, meno convenzionali, ma ben più affascinanti e personali, dei vari Viglioglia, Bignamini, Gramaccioni, Valdambrini.

Copertina
(1k)
2/3
Roberto Diso Meno bella del solito. Non mi convincono le pose di Jerry e Patricia (perché poi Pat dovrebbe andarsene per boschi con un tailleurino rosa?), l'impostazione è poco poco originale. La colorazione "lucida" contribuisce ad appiattire l'illustrazione, per di più.

Overall
(1k)
2/3
Attenzione ai valori numerici. Se andate alla pagina di legenda delle valutazioni (non fatelo! E' noiosissima ;-), vedrete che 3/7 equivale a "Sufficiente. Va bene, ma io avrei fatto meglio". Quindi, ho giudicato tutte le singole categorie come passabili o meglio. Tuttavia, i recenti episodi, con la loro carica di novità, mi hanno reso un lettore di bocca buona, e un episodio come questo mi lascia freddino. O forse non riesco già più a fare a meno della Grande Mela...



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Soggetto

 
Sceneggiatura

 
Disegni

 
1/7 Adesso Basta! - 2/7 Mediocre - 3/7 Sufficiente - 4/7 Discreto - 5/7 Buono - 6/7 Ottimo - 7/7 Capolavoro! ( note sul Metodo di Valutazione )

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