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Mister No  n.262
" Il volo dell'aquila "
(1k)
( 4 , 5 , 6 ) 2 + 2
65% equiv.
5/7
Vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database.


Riscatto e libertà. Un indiano d'Arizona, Joe Seneca, fugge da un manicomio criminale e ripara a New York, dove si guadagna da vivere combattendo in incontri clandestini di boxe. Mister No lo aiuterà a mollare i padroni e a volare finalmente verso la sua serenità...

Le ali della libertà
recensione di Andrea Bigi
Mister No



Soggetto
(1k)
4/7
Stefano Marzorati La saga newyorkese di Jerry è piacevole e ben fatta. Atmosfere nuove e stimolanti, parecchi filoni narrativi da sfruttare, personaggi buoni e cattivi che siamo sicuri entreranno ben presto (se non sono già entrati) nel cuore degli appassionati di Mister No. Così, approvando il quadro generale, è possibile anche apprezzare una storia senza troppe pretese come questa, il cui pregio e limite maggiore sta proprio nella semplicità (o banalità) del soggetto. E' la classica storia che si beve come bere un bicchier d'acqua, ben fatta e senza gravi errori, di cui non rimane un ricordo spiacevole ma che difficilmente capiterà di aver voglia di rileggere.

La trama vede protagonista Joe Seneca (Mister No è comprimario in tutti i sensi, fino a fargli da allenatore e da "secondo" sul ring) ed è tutta basata sulla sua voglia di libertà e di riscatto da un'esistenza sfortunata, aspirazione simboleggiata dall'aquila che porta tatuata sul petto. L'incontro con Mister No avviene grazie a Eddie Martinez, un altro personaggio chiave della vicenda, scommettitore incallito di origine ispanica e amico di Harvey. Joe vuole farla finita con la sua vita squallida e così tenta di truffare l'organizzazione per cui lavora (capeggiata dal crudele Bobby Peru, che ha il volto di Willem Defoe). Assieme agli amici, in primis naturalmente il nostro Jerry, che come si sa ha una vera e propria predisposizione per le cause perse, monta più o meno lo stesso scherzetto che Bruce Willis gioca a Marcellous Wallace in "Pulp Fiction". Alla fine, Joe vince l'incontro che avrebbe dovuto perdere, incassa un sacco di soldi che servono a lui e al nonno e rovina il malvagio Bobby Peru. Ma questa sarebbe una conclusione troppo bella, troppo "buonista", e soprattutto non in linea con la continuity della saga e dell'atmosfera pessimista che si respira in questa storia. Così Joe viene ucciso da Bobby Peru (almeno Bruce Willis, che la sa lunga, nel film scappa dalla finestra!). Ma in fondo Joe accetta la morte con il sorriso sulle labbra, perché è riuscito ugualmente a riscattarsi, a dimostrare a se stesso di potersi meritare il volo dell'aquila.

Sceneggiatura
(1k)
5/7
Stefano Marzorati
Marzorati ci era piaciuto di più in altre occasioni (vedere, ad esempio, "Il seme dell'odio" o anche "Il segreto della cripta"), ma del resto non è che si potesse fare molto meglio con un soggetto come questo, nient'affatto brutto ma piuttosto prevedibile e non ricchissimo di spunti interessanti (in effetti, il tema dell'antieroe negativo in cerca di un riscatto impossibile è abbastanza abusato).

Tuttavia Marzorati va oltre allo svolgimento del compitino e si segnala per una cura notevole dei dialoghi (che non sono per nulla banali) e dell'ambientazione (apprezzabile lo sforzo di rendere al meglio la vita quotidiana nel neighborhood newyorkese).

Disegni
(1k)
6/7
Oliviero Gramaccioni
I disegni di Gramaccioni sono indubbiamente molto buoni, con un tratto molto definito che si presta con naturalezza alle atmosfere notturne della vicenda e ai numerosi primi piani in scene d'azione. Da rivedere al più presto.

Copertina
(1k)
2/3
Roberto Diso In tutta onestà, non crediamo rientrerà probabilmente fra i capolavori di Diso... Però non ci sembra così male, e poi Diso e è Diso. Per cui si può tranquillamente soprassedere.

Overall
(1k)
2/3
Nel complesso, una storia che rientra nella media (invero più che discreta) della nuova saga di Jerry. Che qui forse andava più coinvolto nella vicenda, perché Mister No in fondo non è Ken Parker e dovrebbe stare sempre, o quasi sempre, insieme all'indispensdabile supporto delle spalle, al centro dell'azione, protagonista a tutti gli effetti. Ma se questa è un'eccezione va bene così.



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Soggetto

 
Sceneggiatura

 
Disegni

 
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