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  Sfida al Pantanal
Codice: [] 417pp
Rating:
scheda di Cristian Di Clemente e Vincenzo Oliva

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Guido Nolitta
    Disegni/Copertina:
    Stefano & Domenico Di Vitto / Roberto Diso

    SERIE REGOLARE
    n.155 "Sfida al Pantanal" - 94pp - 1988.04
    n.156 "Zagaieiro!" - 94pp - 1988.05
    n.157 "Un mondo violento" - 94pp - 1988.06
    n.158 "Lo spettro del Rio Cuiabà" - 94pp - 1988.07
    n.159 "Viaggio all'inferno" - 41pp - 1988.08
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In due parole. .

La "Rosa dos Ventos", battello con la fama di essere maledetto per un vecchio fatto di sangue, è l'imbarcazione scelta da Mister No per condurre il suo ultimo cliente all'esplorazione del Pantanal, una vasta regione del Mato Grosso. Un lungo viaggio, che si rivelerà appassionante e crudele, tra scenari di selvaggia bellezza e insidie provenienti dagli uomini...


Perché è da ricordare

(di Vincenzo Oliva)

Perché è da ricordare? O forse meglio: perché è da leggere?

Il viaggio.

Da sempre il viaggio è il luogo, è il paradigma dell'avventura: è l'Avventura. E l'Avventura è il luogo, mentale prima ancora che fisico, dove l'uomo declina interamente se stesso, la sua anima, la sua psicologia, i suoi sogni e le sue paure. E' il luogo della crescita, ancora una volta prima mentale che fisica; è un bozzolo – bozzolo narrativo per quel che ci interessa - per il quale si entra allo stadio larvale e se ne esce adulti. Il viaggio – l'avventura – è quindi acquisizione di conoscenza, iniziazione.

Il viaggio è il luogo delle meraviglie e della meraviglia. Sconosciuti luoghi meravigliosi che vengono esplorati, dove esseri reali e di fantasia hanno egualmente diritto di cittadinanza. E la meraviglia provata di fronte a questa irruzione del nuovo, del fantastico, dell'impossibile nel tessuto della nostra vita.

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La Rosa dos Ventos in viaggio nel Pantanal
disegni di Stefano & Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

Il viaggio è il luogo dell'eroismo e della verità: svela la natura intima di ciascuno, pone ciascuno davanti alle proprie responsabilità, alla propria umanità (o disumanità). Costringe a cercare e trovare la propria collocazione nella vita.

Il viaggio è il luogo dell'insegnamento. Vi troviamo il mentore e il giovane da iniziare alla vita, il passato (e il presente) e il futuro dell'eroe, nella sua accezione più piena: l'uomo.

Il viaggio è il luogo della vita: un parto – della fantasia – che conduce dal concepimento alla nascita, attraverso il lavoro di due levatrici: l'autore/padre e la figura parentale/padre putativo.

Il viaggio è il luogo della morte. Perché una nuova vita nasca, una o più vecchie vite debbono aver termine. L'eroe o il compagno dell'eroe vi troverà una morte gloriosa, il malvagio una morte ignominiosa.

Il viaggio è il luogo della scienza: conoscenza fisica e materiale e non iniziatica. Conoscenza dell'Altro e del suo territorio, conoscenza della natura. Il viaggio muta in noto ciò che è ignoto.

Il viaggio è il luogo del sogno. Il luogo dove l'autore è onnipotente, e riverbera questa sua onnipotenza sui personaggi dischiudendo loro le porte dell'Avventura.

Il viaggio è il luogo della paura. Paura combattuta e vinta, attraverso quella sfida all'Ignoto che appunto è il viaggio.

Il viaggio è il luogo della creazione, dove i sogni acquistano corpo, dove nascono le idee.

Il viaggio è il luogo della salita, perché ogni conquista dell'uomo è segnata da difficoltà e sofferenze, da una strada ripida da percorrere per giungere alla meta.

Per questi motivi, il viaggio è luogo alchemico: luogo di passaggio, momento di trasformazione. Rintracciamo questa sua natura in tutti i grandi racconti che hanno narrato di un viaggio: da quello di Odisseo, avido di meraviglie e conoscenze, a quello di Dante che attraversa tutti gli stadi della conoscenza e dell'anima, fino ai favolosi viaggi tecnologici di Jules Verne e al "Vagabondo delle stelle" di Jack London; dall'Anabasi del ritorno in patria dei guerrieri greci, su su fino a quella moderna Anabasi che è il viaggio dell'astronave del capitano Janeway in "Star Trek: Voyager"; dal ciclo Arturiano alle "Cronache di Narnia" di Lewis. Per fare solo pochi esempi.

Perché è da ricordare (e da leggere) "Sfida al Pantanal"? Perché è un viaggio: il più bel viaggio di quel grande viaggiatore che è Mister No. Almeno, per chi scrive ;-)


Note e citazioni

  • Con le sue 417 tavole, "Sfida al Pantanal" fu la storia più lunga di Mister No pubblicata sino all'epoca della sua uscita (1988). Sebbene in seguito sia stata superata da altre saghe (realizzate però da più disegnatori), il primato di storia più lunga disegnata da una sola mano (anche se in questo caso si tratta di due fratelli, Stefano e Domenico Di Vitto) è rimasto sino alla fine della serie.
  • La lunga avventura si svolge nel Pantanal, regione del Mato Grosso brasiliano che, con le sue meraviglie naturali, le sue tradizioni i suoi eterogenei abitanti (vaqueiros, coureiros, zagaieiros, fazenderos, indios e poveracci) diventa autentica coprotagonista della storia.
  • Per maggiori dettagli sull'ambientazione dell'episodio si rinvia alle parole di Sergio Bonelli, autore dei testi con il consueto pseudonimo di Guido Nolitta.
  • Alcuni elementi strutturali dell'episodio (il viaggio in fiume, vari pericoli in cui i membri dell'equipaggio cadono uno ad uno) richiamano alla memoria una celebre storia di Guido Nolitta per Zagor, il classico "Odissea americana" (ZG 87-89).
  • N.155, pag.31, dal dialogo con il suo cliente si scopre che Mister No detesta il pesce.
  • N.156, pag.5, il primo piano del giaguaro raffigurato nella seconda vignetta (inserita come raccordo con la fine dell'albo precedente) è lo stesso di quello della copertina di Roberto Diso dello Speciale n.2 ("Uomini nella giungla").
  • Nella posta del n.157 Sergio Bonelli racconta il suo incontro, nei primi anni sessanta del ventesimo secolo, con il pilota (comandante Vega) che lo ha ispirato nella creazione di Mister No ed il cui nome fu omaggiato da un coprotagonista de "Rio Negro" (n.12-15).
Incongruenze
La parola all'autore
    "Tra qualche mese [...] prenderà il via una storia ambientata in una regione del Brasile non ancora apparsa sui nostri albi: il Pantanal. Mister No vivrà un'avventura a bordo di uno di quei battelli fluviali che i più attenti tra i nostri lettori hanno imparato a chiamare "gaiolas", e che anche il cinema ha immortalato nel capolavoro amazzonico di Herzog, "Fitzcarraldo"".

    [...] "Ancora oggi, questi romantici battelli solcano tutti i fiumi brasiliani, ed è proprio sull'onda del viaggio emozionante vissuto su uno di essi che ho preso in mano la penna e ho imbarcato Mister No in questa avventura."

    [...] "Perché proprio il Pantanal, mi chiederete. Perché questa immensa regione del Mato Grosso, pianura grande come metà dell'Italia, all'epoca di Mister No non aveva strade. O per meglio dire, le sue strade erano i fiumi. E fiumi e foreste ospitavano una fauna straordinaria: capibara, caimani, piranhas, pipistrelli vampiri, per non dire dei due animali che per eccellenza sono sinonimi di avventura amazzonica: il giaguaro e l'anaconda (presente qui nella sua mitica specie gigante). Inoltre, negli anni Cinquanta si aggiravano ancora nel Pantanal indios aggressivi come i Bororòs del Rio Paraguas, i Caiapòs del Rio Miranda, i Cadiueos e i Terenos, unica tribù, quest'ultima, che ancora vive nella zona, sia pure ridotta a una comunità di straccioni, come sempre accade agli indios raggiunti dalla "civiltà".

    Nella pianura del Pantanal, infine, si erano ricreate le condizioni, propizie all'avventura, di un periodo della storia del Vecchio West, quello dei grandi proprietari terrieri e dei cowboys, che qui si chiamano "vaqueiros", e che non hanno niente da invidiare ai loro colleghi del West nordamericano, nello stare in sella, nel domare i cavalli selvaggi, nel guidare le mandrie attraverso i numerosi guadi. Per di più usano da maestri un loro caratteristico e temibile coltellaccio. A questi ingredienti aggiungete la natura selvaggia, un caldo che vi fa bollire il cervello e le improvvise esplosioni di temporali tanto violenti da sconvolgere i fiumi come mare in burrasca. Se ancora la mia descrizione non vi pare abbastanza avventurosa, sappiate che nel Pantanal prosperano a milioni le zanzare più grosse e feroci dell'Amazzonia. Bastano loro, parola d'onore, per farvi sentire degli eroi!"

    Sergio Bonelli
    La Posta di Mister No, n.149, pag.4

La frase
  • "Costui non era altro che un miserabile verme il quale, soltanto perché disponeva di un'arma micidiale, si arrogava il diritto di distruggere un capolavoro della natura, una creatura meravigliosa come la onça! E quella onça che stava per uccidere è una delle poche che altri cialtroni come lui hanno lasciato a noi... a noi, che sua maestà il giaguaro lo rispettiamo, lo affrontiamo e lo uccidiamo, concedendogli però la possibilità di vittoria che lui si merita!"
    Lo Zagaieiro, N.155, pag.85-86

  • "Complimenti, amigo, siete stato davvero in gamba, non si può certo negare... C'è da dire che a quel giaguaro avete offerto più possibilità che a Julio Costa, il nostro marinaio... Con lui non avete rispettato le regole di questo vostro assurdo codice di caccia. Con lui un colpo di lancia nella schiena... e pace all'anima sua!"
    Mister No dopo il duello tra il giaguaro e lo Zagaieiro, N.156, pag.11-12

  • "Non mi piace sentire discorsi di questo genere, neanche da uno come te che, tutto sommato, avrebbe buoni motivi per farli. Qualsiasi nemico, anche il peggiore, ha diritto al rispetto, dopo morto, ficcatelo bene in testa! Dio solo sa con quanta rabbia, con quanto odio combattevamo i musi gialli giapponesi, là sulle isole del pacifico... Però, dopo ogni battaglia, non ci saremmo mai sognati di abbandonare i loro corpi agli animali della giungla!"
    Mister No convince Ribeiro a seppellire i cacciatori di caimani, N.157, pag.28

  • "Sono proprio i tipi come costoro che mettono in pericolo la sopravvivenza della società pantaneira... Uomini arroganti, magari ricchi di denaro, ma sicuramente poveri di tradizioni e cultura che irrompono senza il minimo rispetto in un mondo che non conoscono e che pretendono di mutarne le istituzioni e le abitudini... magari per trasformarlo sulla base del modello della loro emergente civiltà cialtrona di cui loro sono i portabandiera! Per questo non dobbiamo vergognarci di essere duri con costoro: la nostra violenza è la legittima risposta alla più sottile ma non meno spietata violenza che loro hanno perpetrato contro il nostro "sistema" di vita."
    Getulio Vieira difende con durezza le tradizioni del Pantanal, N.157, pag.85-86

  • Mister No: "Un altro... un altro bravo ragazzo che ha pagato con la vita questo dannatissimo viaggio!! Povero Raimundo! ... E questa volta è successo soltanto per salvare me."
    Machado: "Già! Però Raimundo, come tutti noi, lo ha fatto con grande generosità... poiché ormai abbiamo imparato a conoscervi, Mister No, e sappiamo bene che voi non avreste esitato a fare la stessa cosa per chiunque di noi."
    Mister No e il capitano Machado, N.158, pag.71

  • "Penso che, anche senza di voi, una volta o l'altra mi sarei comunque infilato là dentro, nel Pantanal... Prima o poi la mia curiosità mi avrebbe spinto a imboccare quel fiume là di fronte, a varcare quella che consideravo la porta di un mondo misterioso! Ora, invece, so che quella porta si apre semplicemente sull'abituale marciume della malvagità, dell'egoismo e della violenza degli esseri umani! Invece della mappa del Pantanal, portate questo messaggio al vostro "club" di Boston, Mister Raffles... Dite a quel nobile consesso di esploratori che la loro ansia di conoscenza andrebbe rivolta a problemi ben diversi da quelli geografici, dite loro che... ma no, lasciamo perdere: non dite niente a nessuno! Le prediche non sono il mio forte..."
    Mister No, N.159, pag.41-42


Personaggi

Mister No Raffles, Anthony cliente di Mister No Piloti di Corumbà Enedina ragazza di Corumbà Moacyr giovane cuoco della "Rosa dos Ventos" Rivaldo padre cieco di Moacyr Teixeira, Carlos [+] primo proprietario e capitano della "Rosa dos Ventos" Soares, Joào amante della moglie di Teixeira (flashback) Machado, Antonio [+] capitano della "Rosa dos Ventos" Raimundo [+] timoniere in seconda della "Rosa dos Ventos" Naro [+] guida indigena della "Rosa dos Ventos" Edson [+] motorista della "Rosa dos Ventos" Costa, Julio [+] factotum della "Rosa dos Ventos" Brandào, Manoel [+] lo Zagaieiro Giaguaro [+] ucciso dallo Zagaieiro Siqueira braccio destro dello Zagaieiro Celia sorella di Edson (flashback) Carlos [+] capo dei coureiros Nivaldo [+] coureiro che minaccia Maria Ribeiro, Orlando marito di Maria Maria donna rapita dai coureiros Ragazzino figlio di Ribeiro Vieira, Getulio potente fazendero Vieira, Selma figlia di Getulio Vieira, Humberto giovane fratello di Selma Cadiveus indios di Teixeira Colonnello di Corumbà Pantanal

Locations

Pantanal regione del Mato Grosso, Brasile Corumbà Pista per aerei Terrazza Molo Rosa dos Ventos Rio Paraguai Rio Corixo Spiaggia Campo coureiros Fazenda Agua Clara Rio Cuiabà Porto Jofre Imbarcadero

Elementi

Pantanal Esplorazione Viaggio sul fiume Onça sua maestà il giaguaro Zagaieiros affrontano i giaguari armati della zagaia Zagaia corta lancia Coureiros cacciatori di caimani Vaqueiros mandriani Gaiolas piccoli battelli fluviali (letteralmente significa "pollaio") Battello maledetto la sinistra fama della "Rosa dos Ventos" Cadiveus indios Tradizioni del selvaggio Pantanal Potere dei fazenderos


Trama

155. Per essere ammesso all'Explorer Club di Boston e ottenere, in virtù di una clausola testamentaria, la mano di una ricca ereditiera, Anthony Raffles deve preparare una mappa del Pantanal, vasta regione del Mato Grosso brasiliano. Mister No accetta di guidarlo e i due, assieme ad un pugno di uomini (il capitano Machado, l'indio Naro, il motorista Edson, il timoniere Raimundo, il factotum Julio ed il giovane cuoco Moacyr), partono da Corumbà a bordo della "Rosa dos Ventos", sul Rio Paraguai. Il battello ha fama di essere maledetto per una strage avvenuta su di essa che, secondo il vecchio cieco Rivaldo, unico superstite, fu firmata dal fantasma di Teixeira, il primo proprietario e capitano dell'imbarcazione, ucciso tempo prima da un rivale d'amore.

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Raffles spiega a Mister No perché ha scelto il Pantanal
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

Il viaggio è presto caratterizzato da un tragico incontro: quello con Manoel Brandào, potente signore locale, che in nome del suo "codice d'onore" uccide Julio, colpevole di voler sparare ad un giaguaro con il fucile, per affrontare l'animale lealmente con la sua arma preferita, la zagaia...

156. ... e che uccide dopo un duello dalle forti emozioni. Mister No e i suoi compagni riescono a scappare ma, tornati a bordo della "Rosa dos Ventos", trovano la via per tornare a Corumbà chiusa da un albero fatto cadere dagli uomini dello Zagaieiro e, scampati ad scontro a fuoco, non possono che proseguire il loro viaggio all'interno del Pantanal...

(30k) Lo Zagaieiro in azione
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

Durante una perlustrazione in canoa, Mister No ed i suoi compagni rimangono coinvolti nel rapimento di una donna da parte di alcuni cacciatori di caimani, ed accettano di aiutare il marito di lei per convincere i bracconieri a restituirla...

157. ... ma il tentativo di mediazione si conclude nel sangue: Edson rimane ucciso e con lui tutti i cacciatori di frodo. Dopo avere sepolto il compagno caduto, Mister No e compagni riprendono il viaggio sulla "Rosa dos Ventos"...

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Nel campo dei cacciatori di caimani
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

... sino a quando i nostri si imbattono nei mandriani della fazenda "Agua Clara", di proprietà di Getulio Vieira, influente ed importante allevatore. Mister No e Raffles accettano l'ospitalità dei Vieira alla fazenda...
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Vaqueiros!
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

... tuttavia i due, alla fine di una serata gioviale, si ritrovano drogati e privi di sensi, mentre Getulio attende l'arrivo di una misteriosa persona a cui consegnare i due uomini...

158. ... vale a dire, lo Zagaieiro. Grazie all'intervento di Selma, figlia di Vieira, e dei compagni della "Rosa dos Ventos", Mister No e Raffles -dopo un ultimo scontro con lo Zagaieiro in cui quest'ultimo ha la peggio- riescono a tornare a bordo della loro imbarcazione, senza Raimundo che ha pagato con la vita l'operazione di salvataggio.

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Dissapori nella famiglia Vieira
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

Il viaggio prosegue fino a quando, sul Rio Cuiabà, la "Rosa dos Ventos" viene attaccata dagli indios Cadiveus, guidati dal redivivo Teixeira -la mente ed il corpo devastati dai piranhas- convinto di trovarsi di fronte colui che, a bordo della sua barca, anni prima lo aveva gettato nel fiume dopo averlo colpito alla testa.

159. Naro e Machado vengono uccisi, e la "Rosa dos Ventos", incendiata da Teixeira che la conduce letteralmente all'inferno, esplode.

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La fine di Teixeira e della Rosa Dos Ventos
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE

Mister No, Raffles e Moacyr sono i soli sopravvissuti e non possono fare altro che arrivare a Porto Jofre in canoa. Qualche giorno dopo, a Corumbà, Mister No e Raffles si salutano dalla stessa terrazza dove, tempo prima, il pilota aveva accettato di seguirlo nel suo viaggio.
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Il tramonto dell'Avventura amazzonica
disegni di Stefano e Domenico Di Vitto (c) 1988 SBE
In uno spettacolare tramonto, Mister No dà l'ultimo, intenso sguardo al Rio Paraguai, porta d'ingresso del Pantanal.

 
 


 
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