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" L'artiglio che si strinse sull'America"

TESTI
Alfredo Castelli e Stefano Vietti
DISEGNI
Dante Spada
Esposito Bros.


Il Pericolo Giallo
Ch'ing K'wai e i suoi mignoli


Pagine correlate:

Toni Meucci e Peppino Garibaldi contro Fu Manchu! Altrove ricorre a due italiani per sconfiggere il Pericolo Giallo.

Il mio nome è Baldi, Gari Baldi. . .
recensione di Marco Spitella




Se proprio dobbiamo dire la verità, questa Storia da Altrove ci ha un po' deluso, come traspare dai punteggi attribuiti, fra i più bassi finora raggiunti da questo spin-off di Martin Mystère.
E la delusione risulta ancor più cocente se pensiamo che questo è, fino a questo momento, l'episodio di SdA più legato alla realtà, prendendo come fa le mosse da fatti e personaggi storici reali. La Guerra dell'Oppio, l'imperialismo inglese, la condizione dei cinesi immigrati in America, Garibaldi e Meucci avrebbero consentito, già da soli, di raggiungere risultati certamente migliori.

Pensiamo che questo le maggiori responsabilità per il deludente risultato debbano essere attribuite al numero delle mani che hanno scritto e disegnato questo albo. La sensazione provata leggendo è stata, per lo meno per chi scrive, di trovarsi alle prese con un panino nel quale "pane" (la parte iniziale e quella finale) e "companatico" non siano molto amalgamati, fusi, integrati, ma tenuti insieme solo dal filo conduttore della vicenda, risultando alla fine come due storie parallele montate insieme senza un chiaro raccordo.

 
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Il "Pericolo Giallo"...
Disegno di Dante Spada. (c) 2003 SBE

 
   

Non ci stiamo, chiaramente, riferendo alla storia in se, perfettamente sequenziata temporalmente, ma all'atmosfera creata dalle due parti. Le due fette di pane sono ironiche, attive, movimentate e coinvolgenti, sia in termine di testo che di disegno, mentre il ripieno è statico, farraginoso e "serioso", colpa ancora più grave considerando che l'azione principale della missione di Garibaldi e dei suoi compagni si svolge proprio nelle pagine centrali dell'albo.

A questa sensazione contribuiscono pesantemente i disegni degli Esposito Bros. che, stranamente, non sfruttano a pieno quella vena "supereroistica" a loro peculiare, realizzando delle scene d'azione tra le meno movimentate e coinvolgenti che ci sia capitato di vedere. Volendo fare un paragone cinematografico, John Carpenter in "Grosso guaio a Chinatown" ha prodotto delle sequenze di combattimento, sia magico che "normale", ben più spettacolari, pur con i limiti posti dagli effetti speciali del cinema degli anni '80...

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Ch'ing K'wai e i suoi mignoli
Disegno di Esposito Bros. (c) 2003 SBE

Da disegnatori della levatura dei fratelli Esposito sarebbe stato lecito aspettarsi molto di più, visto anche che, come diceva Dugan "Yellow Kid" a Martin Mystère ne "Il mistero delle nuvole parlanti", per realizzare fantasmagorici effetti speciali nel fumetto bastano un foglio di carta e un po' di inchiostro di china...

Dante Spada conferma le sue capacità anche se in questo lavoro il suo tratto risulta più impreciso, affrettato, rispetto a precedenti prove. Come "attenuante" possiamo considerare la possibilità di aver visionato una copia stampata non perfettamente, ascrivendo così il difetto riscontrato a problemi tecnici. In conclusione, un mezzo passo falso per quella che, a parere di chi scrive, era la componente attualmente più vitale dell'universo mysteriano. Ci auguriamo, e auguriamo agli autori, un migliore risultato per il numero 7.

Permetteteci tuttavia una piccola considerazione finale di carattere sociologico: alla fine della lettura, è soprattutto una sensazione quella che rimane impressa, e cioè che il vero centro di questa storia sia non la vicenda narrata, ma un sottotesto nascosto che parla di razzismo, di pericolo per la democrazia causato da personaggi che cambiano le leggi a loro vantaggio, di sfruttamento lavorativo di immigrati emarginati poi socialmente... Insomma, abbiamo avuto la netta sensazione che Castelli, più che narrare l'avventura di Garibaldi in Cina abbia voluto esprimere una velata critica alle condizioni attuali del nostro paese: se così fosse, i nostri complimenti agli autori per aver saputo introdurre in maniera così discreta questa componente di critica sociale di pressante attualità.
 

 


 
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