|
|
||
| ||||||||
|
Sherlock Holmes ancora alle prese con la Loggia Nera nella terza storia da Altrove.
La Loggia Nera? . . . Aspetti un attimo . . .
|
Recagno mantiene le promesse (e le premesse) de "La Cosa che attende nella nebbia", regalandoci un sequel all'altezza del primo episodio. Il grande detective è inserito nel contesto di Altrove con grande naturalezza e, pur essendo il protagonista principale (come risulta anche dal titolo...) non "ruba la scena" a nessuno degli altri personaggi, senza perdere mai le sue peculiarità. Belle le sue riflessioni "fuori campo", affidate alle lettere scritte a Watson, Molto holmesiane le sue deduzioni e la sua capacità di osservazione. Tutti i co-protagonisti ed i comprimari principali sono resi "vivi" con efficacia ed in particolare Anderson, che acquista ulteriore spessore in questa vicenda, tanto da far sorgere il (bel) sospetto che sarà protagonista di altre Storie da Altrove.
La sceneggiatura si dipana con maestria e con una perfetta sequenza di colpi di scena, riflessioni, rivelazioni e azione. L'incastro delle varie vicende è sempre preciso e senza sbavature e l'intera vicenda risulta nella sua totalità perfettamente "realistica" e compatta. Nulla di troppo, o di troppo poco.
Unico appunto, la fine banale di Trickster... o forse questo è il colpo da maestro? Il grande Ingannatore ingannato a morte?..
Per le innumerevoli note, citazioni ed incongruenze leggete la scheda della storia.
Grande Palumbo! La sua maestria è fuori discussione. Ho provato a cercare difetti nei suoi disegni ma, a parte poche piccole indecisioni (o imprecisioni) in alcune tavole, tutte trascurabili nell'economia generale del lavoro, non ne ho trovate. Allora perchè "6/7" e non "7/7"?.. Perchè ho trovato il suo stile troppo "moderno" per una storia come questa facendo il confronto con il lavoro di Colombi per "La Cosa che attende nella nebbia".
Leggo con sempre maggiore piacere le "Storie da Altrove" e credo che al momento (con un leggero disappunto da vecchio fan del BVZM...) siano decisamente migliori di quelle presentate ultimamente nella serie regolare di Martin Mysère, nume tutelare della testata.
Anche il terzo episodio di Altrove, quindi, è all'altezza dei precedenti e consente al lettore di trascorrere assai piacevolmente il tempo dedicato alla lettura. Interessanti anche le note poste a fine albo da Castelli e Recagno, in cui elencano i modelli di riferimento ed indicano puntualmente i debiti letterari contratti...
A parte tutto, però, credo che il risultato a cui dovrebbe puntare un fumetto sia di assicurare piacere a chi lo legge, e lo ritengo centrato in pieno. Lunga vita e prosperità a Storie da Altrove!
|
|