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" L'Ombra che Sfidò
Sherlock Holmes"



Pagine correlate:

Sherlock Holmes ancora alle prese con la Loggia Nera nella terza storia da Altrove.

La Loggia Nera? . . . Aspetti un attimo . . .
Vede quei due picchi gemelli? . . .

recensione di Marco Spitella



TESTI
Sog. e Sce. Carlo Recagno    

Recagno mantiene le promesse (e le premesse) de "La Cosa che attende nella nebbia", regalandoci un sequel all'altezza del primo episodio.
Il soggetto è interessante e sviluppa assai bene il tema del "bosco stregato" legandolo perfettamente con l'esistenza di modi paralleli e dei (patetici quando non ridicoli) tentativi degli umani di accedervi. A questo si aggiunga l'eccellente inserimento del personaggio e delle tematiche " Sherlock Holmes", ed ecco un prodotto veramente ben fatto.

Il grande detective è inserito nel contesto di Altrove con grande naturalezza e, pur essendo il protagonista principale (come risulta anche dal titolo...) non "ruba la scena" a nessuno degli altri personaggi, senza perdere mai le sue peculiarità. Belle le sue riflessioni "fuori campo", affidate alle lettere scritte a Watson, Molto holmesiane le sue deduzioni e la sua capacità di osservazione.

Tutti i co-protagonisti ed i comprimari principali sono resi "vivi" con efficacia ed in particolare Anderson, che acquista ulteriore spessore in questa vicenda, tanto da far sorgere il (bel) sospetto che sarà protagonista di altre Storie da Altrove.

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La Loggia Nera - Disegni di Palumbo. (c) 2000 SBE

La sceneggiatura si dipana con maestria e con una perfetta sequenza di colpi di scena, riflessioni, rivelazioni e azione. L'incastro delle varie vicende è sempre preciso e senza sbavature e l'intera vicenda risulta nella sua totalità perfettamente "realistica" e compatta. Nulla di troppo, o di troppo poco.

Unico appunto, la fine banale di Trickster... o forse questo è il colpo da maestro? Il grande Ingannatore ingannato a morte?..

Per le innumerevoli note, citazioni ed incongruenze leggete la scheda della storia.



DISEGNI
Dis. Giuseppe Palumbo    

Grande Palumbo! La sua maestria è fuori discussione. Ho provato a cercare difetti nei suoi disegni ma, a parte poche piccole indecisioni (o imprecisioni) in alcune tavole, tutte trascurabili nell'economia generale del lavoro, non ne ho trovate. Allora perchè "6/7" e non "7/7"?..

Perchè ho trovato il suo stile troppo "moderno" per una storia come questa facendo il confronto con il lavoro di Colombi per "La Cosa che attende nella nebbia".

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Sherlock Holmes - Disegni di Palumbo. (c) 2000 SBE

Lì l'effetto era perfettamente in linea con l'ambientazione ottocentesca della storia, e la raffigurazione di Holmes e degli altri personaggi, a mio parere, più "calzante".
Comunque, grandissimo lavoro. I "neri" potenti e drammatici, i contrasti perfetti, l'illuminazione suggestiva, e le perturbazioni, atmosferiche o magiche che siano, molto "perturbanti". Grande accuratezza nelle ambientazioni e grande cura per i particolari sia dell'arredamento sia dei vestiti dei personaggi. Volti assai espressivi nonostante (o forse proprio per merito) dello stile "spigoloso" di Palumbo.



GLOBALE
 

Leggo con sempre maggiore piacere le "Storie da Altrove" e credo che al momento (con un leggero disappunto da vecchio fan del BVZM...) siano decisamente migliori di quelle presentate ultimamente nella serie regolare di Martin Mysère, nume tutelare della testata.
Le storie presentate fin'ora dallo spin-off sono state tutte estremamente soddisfacenti, almeno per me, ed hanno contribuito a rendere sempre più vera ai lettori la fantomatica-fantastica-fantasiosa base segreta americana (fossero tutte così...). L'indubbio vantaggio di cui gode Storie da Altrove è senz'altro il fatto che il luogo e molti dei tempi della narrazione sono "immaginari" nonostante la collocazione "realistica" che gli autori hanno voluto dare.

Anche il terzo episodio di Altrove, quindi, è all'altezza dei precedenti e consente al lettore di trascorrere assai piacevolmente il tempo dedicato alla lettura. Interessanti anche le note poste a fine albo da Castelli e Recagno, in cui elencano i modelli di riferimento ed indicano puntualmente i debiti letterari contratti...
Volendo muovere una critica, punterei l'indice proprio sull'eccessivo "citazionismo" mostrato dagli autori, che ricorrono in questo episodio a qualche ispirazione di troppo sia nel testo (Twin Peaks) sia nel disegno (numerose serie TV, Eyes Wide Shut)...

A parte tutto, però, credo che il risultato a cui dovrebbe puntare un fumetto sia di assicurare piacere a chi lo legge, e lo ritengo centrato in pieno.

Lunga vita e prosperità a Storie da Altrove!
 

 


 
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