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" La Cosa che
attende
nella nebbia"


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Pagine correlate:

Sherlock Holmes, il fido Watson, e due fratelli poco noti dell'investigatore in questa seconda storia da Altrove.

Per la Loggia Nera? Primo bosco a destra . . .
recensione di Marco Spitella



TESTI
Sog. e Sce. Carlo Recagno
(con un contributo di Alfredo Castelli)
   

Decisamente un ottimo lavoro. Sarà un caso, ma ogni volta che il Buon Vecchio Zio Alfy collabora in qualche modo ad un progetto, le cose riescono particolarmente bene (anche se, in effetti non è ben chiaro quale e quanta parte abbia avuto nei testi di questa seconda Storia da Altrove). Iniziando dal soggetto, fortemente "Holmesiano", proseguendo con la definizione dei personaggi, per finire alla perfetta scansione della sceneggiatura, tutto converge verso questo notevolissimo risultato. Certo, non si può certo dire che il soggetto qualcosa di assolutamente inedito, ma d'altra parte gli argomenti "mysteriosi" rimasti ancora inesplorati sono veramente pochi...

Sarà un caso, ma ogni volta che Castelli collabora in qualche modo ad un progetto, le cose riescono particolarmente bene.   

Il testo è comunque molto valido, perfettamente in linea con la tradizione delle storie scritte da Conan Doyle, e, se quanto detto da Castelli nella scheda a pagina 4 dell'albo corrisponde a verità, Recagno non ha avuto grandi difficoltà a raggiungere questa coerenza stilistica.
E non costa a me molta fatica dire (o, meglio, scrivere) che la lettura dell'albo mi ha dato la sensazione di stare vedendo un vecchio film di Sherlock Holmes, uno di quelli con Basil Rathbone (so di non essere originale, visto che l'omaggio a Rathbone era esplicitato a pag. 146, ma questa è la verità). La sceneggiatura è, a mio parere, ottima, con una scansione delle vicende precisa, coerente e perfettamente inserita in un continuum temporale lineare, pur nella sua "concentrazione".
I personaggi sono tratteggiati con notevole profondità, e benchè si rimanga in loro "compagnia" per così breve tempo, sia i protagonisti che i comprimari si fanno ricordare. Vorrei esprimere un ultimo, ulteriore, apprezzamento per l'atmosfera Old England che Recagno, con l'aiuto dell'ottimo Colombi, è riuscito a creare.



DISEGNI
Dis. Colombi e
E. Dante Spada (pagg. 32/37 e pagg. 137/141)
   

Un applauso per Colombi! Un tratto drammatico, intenso, efficacissimo. La luce delle candele e delle lanterne è ricreata in modo pressochè perfetto, i "fantasmi" sono quanto di più ottocentesco mi sia capitato di vedere ultimamente, e la Cosa è veramente minacciosa (assai di più di quella disegnata da Alessandrini in copertina).
A questo si aggiunga l'intensità delle espressioni dei volti, il sapiente uso del chiaroscuro, ed un tratteggio espressivo a livelli elevatissimi.
Il rovescio della medaglia è rappresentato da una certa approssimazione di alcune illustrazioni (non molte in verità) nelle quali è presente Stephen Sinclair (forse a Colombi non era simpatico ;-).
Veniamo a Erasmo Dante Spada. Bravo! Un tratto chiarissimo, preciso, espressivo, ironico, drammatico, comico, realistico, fantastico... non trovo altri aggettivi, ma l'apprezzamento è totale.

Per le motivazioni alla valutazione che, visto quanto scritto fin'ora, potrebbe apparire ingenerosa, vi rimando, cortesemente, al prossimo paragrafo...



GLOBALE
 

"Storie da Altrove" è decisamente il degno erede della defunta, e da me assai rimpianta, Zona X.
Certo, si potrebbe obiettare che il corretto riferimento dovrebbe essere la sola miniserie Magic Patrol, ma credo che i temi trattati ad Altrove, nel presente come nel passato, abbraccino molto "affettuosamente" tutti quelli presentati nelle miniserie e nei "liberi" di Zona X.
Il giudizio è assolutamente positivo dal punto di vista del semplice lettore (in realtà, non esistono lettori "semplici". Ma questa è un'altra storia...), che si trova tra le mani un albo godibile, con personaggi degni di essere ricordati (anche se non si chiamano Sherlock), che non fa rimpiangere i soldi spesi, e che consente una sana "vacanza dal tran-tran".
Allora perchè una valutazione di "6,6,6" e non un "7,7,7" per un lavoro così ben fatto? Perchè così la prossima storia sarà ancora più bella di questa!
Sarei tentato di esprimere il desiderio di una maggiore frequenza nelle uscite delle "Storie da Altrove", ma mi rendo conto che l'ottimo effetto che le storie (anche la prima era decisamente ben fatta) sortiscono derivi certamente anche dal'abbondanza di tempo che gli autori hanno a disposizione per poter creare nuove vicende. A tutti loro un applauso ed un inchino di rigraziamento.
 

 


 
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