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  La maledizione del Sahara
Codice: [168] 224pp
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scheda di Marco Spitella


In due parole. .

Da Firenze all'Australia passando per il Sahara, alla ricerca di una misteryosa Città Nera, nella quale dovrebbe essere celato un grande tesoro...


Incongruenze

  • Pag.49. L'aereo mostrato nel flashback di Martin che ricorda la morte dei suoi genitori è diverso da quello presente negli albi originali della serie. Infatti, in MM 26-27 l'aereo era un quadrimotore ad elica (un Lockeed L-749 Constellation, anche se nella vignetta in cui Martin apprende dalla radio della sciagura viene detto che l'aereo è un DC-8), mentre qui è un jet a quattro motori.
  • Stessa pagina, prima vignetta. Nella didascalia si afferma che i Kundingas erano scesi nel deserto australiano "per stringere amicizia con gli aborigeni...". Nei numeri di MM citati l'Uomo in Nero che costringe il padre di Martin a partecipare all'attacco contro i Kundingas sostiene, però, che le visite degli extraterrestri avvengono ogni venti anni.
  • Pag.62 vignetta in alto a sinistra. L'astrologo del dodicesimo secolo sta scrivendo i suoi appunti da destra verso sinistra, come gli arabi, ma il libro sul quale sta scrivendo mostra la pagina di sinistra già completamente scritta, mentre avrebbe dovuto essere bianca.
  • Pag.171. Il computer biologico dei Kundingas entra in contatto mentale con Martin e lo chiama "Cumbo, colui che superò la prova e seppe perdonare". Di nuovo, a pag.215 'parla' con Martin dicendo "nella tua mente c'è il segno... tu una volta aiutasti il mio popolo, e per questo sei il Cumbo, il prescelto...". Da quello che, tra gli altri, ci ha insegnato il BVZM, secondo la tradizione aborigena Cumbo è qualsiasi non-aborigeno che abbia il potere del Sogno, e non un "prescelto".
  • Pag.116. Kramer mostra a Martin il ciondolo che riproduce quello mostratogli dal vecchio Tuareg nel 1978. Nelle pagine precedenti Kramer dice di aver conosciuto Martin in quel periodo (1978-79) e di aver vissuto "qualche anno più tardi" con lui l'avventura della "Città delle Ombre Diafane". Ora, considerando che per giungere al luogo natale di Java dalla Corea la strada era lunghetta, di tempo per parlare (e conoscendo la logorrea e la curiosità del BVZM sarà stato utilizzato in pieno), e quindi per scoprire i rispettivi interessi ed esperienze, ne avranno avuto parecchio, per cui risulta difficile capire come mai Kramer abbia aspettato VENTI ANNI per mostrare a Martin un ciondolo con l'emblema di Atlantide, che avrebbe certo dovuto sapere essere uno dei principali interessi di Martin (visto che, oltre tutto, nella Città delle Ombre Diafane si trovava un dispositivo di Mu, civiltà "complementare" di Atlantide nelle ricerche di Mystère).
  • In nessuna altra storia nella quale compaiono i Kundingas si fa alcuna menzione di un loro intervento per accelerare la civilizzazione del genere umano.

Personaggi

Klein [+] Uomo in Nero Walter Uomo in Nero Khalid Alì [+] Esoterista egiziano Stafford, John [+] Uomo in Nero, amico di Martin Mystère Martin Mystère Gorman, Andrew [+] Archeologo australiano Abu Al-Zubaydi [+] Geografo arabo (XII secolo) Java Cameron, Leslie Assistente di Gorman Erik [+] Uomo in Nero Hassan [+] Uomo in Nero Kramer Avventuriero, amico di Martin Mystère Baldwin [+] Uomo in Nero Said Trafficante di alcolici egiziano Frank [+] Uomo in Nero Edam Astrun (ologramma di) capitano dei reparti speciali di Atlantide Falso Baldwin [+] Uomo in Nero fedele a Klein

Locations

Sahara Centrale Firenze casa di Martin Mystère Agadez, Niger Riyhad, capitale saudita Città Nera, dimensione parallela Outback, deserto australiano

Elementi

Tradizioni aborigene UFO Magia Dimensioni parallele Origine delle civiltà umane Passato di Martin Mystère


Trama

Un elicottero sorvola il Sahara Centrale nell'estate del 1998. L'equipaggio è impegnato nel controllo di complesse apparecchiature di rilevamento. Dopo alcune ore di infruttuosi tentativi, gli strumenti registrano una forte fonte di radioattività e gli uomini a bordo dell'elicottero indossano le tute protettive e sbarcano, per scoprire un uomo completamente ustionato dalle radiazioni e fuori di senno. Con mille cautele l'uomo, ormai morto, viene trasferito a bordo dell'elicottero che fa ritorno alla sua base mentre due componenti dell'equipaggio, Klein e Walter, proseguono un battibecco da tempo in corso tra loro.
Due settimane dopo Martin Mystère è a Firenze, dove incontra John Stafford, un amico dei tempi dell'università, che gli parla di un archeologo australiano, Andrew Gorman, che avrebbe fatto una sensazionale scoperta della quale vorrebbe discutere con Martin. Accettato l'incontro, Martin torna a casa in attesa dell'ora fissata per l'appuntamento, mentre in un altro luogo un uomo vestito di nero, con gli occhiali neri e la cravatta nera riferisce ad un altro misterioso personaggio l'esito di una intercettazione telefonica sul numero dell'albergo di Gorman, ricevendo al termine della sua esposizione l'ordine di far sorvegliare Klein.

A sera, Martin e John sono nella casa di Firenze e stanno ricordando le loro vicissitudini passate quando il suono del campanello annuncia l'arrivo di Gorman. Fatte le presentazioni, l'archeologo australiano mostra a Martin la copia di un manoscritto arabo redatto nel dodicesimo secolo, un diario di viaggio di una carovana lungo la "via del sale". Nel libro è fedelmente riportata la cronaca di un viaggio molto particolare, durante il quale strani fenomeni si verificarono. In particolare l'interesse del cronista si sofferma sulla descrizione degli eventi accaduti allorchè la carovana, dopo giorni di viaggio privi dei consueti riferimenti astronomici e geografici, si imbattè in una strana città nera, non menzionata in alcuna mappa nè in alcun racconto.
In breve tempo, riporta l'autore del manoscritto, molti dei componenti della carovana impazzirono e vennero colpiti da misteriose bruciature che sembrano, dalla descrizione, essere molto simili alle ustioni causate dalle radiazioni.

Su una delle ultime pagine del manoscritto è impresso il simbolo di Atlantide e Gorman mostra a Martin la foto di una pietra nera, da lui ritrovata, che reca incisi gli stessi disegni riprodotti nella pagina dal cronista medievale, rivelandogli che al momento del ritrovamento la roccia era altamente radioattiva. Al termine della sua esposizione Gorman chiede di essere aiutato a risolvere l'enigma di una misteriosa "mappa astronomica", parte del manoscritto. Mentre stanno uscendo dalla casa di Martin, però, una raffica di mitra uccide Gorman e ferisce Stafford, mentre dall'automobile dalla quale sono partiti i colpi un uomo scende per impossessarsi della borsa dell'australiano.
Martin è illeso e comincia a sospettare la presenza degli Uomini in Nero dietro l'agguato. In ospedale, dove viene rassicurato sulle condizioni di Stafford, Martin viene interrogato da un commissario di polizia che gli svela che Gorman era segnalato dall'Interpol come trafficante di oggetti d'arte. Tornato a casa in preda a oscuri pensieri, si addormenta sognando una città contenuta in un globo di vetro che cade dalla mano di un aborigeno australiano finendo in frantumi e trasformandosi in un cristallo, poi in un disegno aborigeno, infine nel volto di suo padre. Svegliatosi, Martin lascia che i suoi ricordi ricostruiscano gli accadimenti nei quali suo padre prima e poi lui furono coinvolti in Australia.

Il mattino dopo Martin è al lavoro e sta parlando con Java quando riceve la telefonata dell'assistente di Gorman, Leslie Cameron, che da Agadez lo informa di aver saputo della morte dell'archeologo e di essere in possesso dell'originale del manoscritto medievale. Nonostante sia pressato da scadenze di lavoro, due giorni dopo Martin è ad Agadez insieme a Java. Qui incontra Leslie Cameron insieme alla quale inizia ad esaminare la parte del manoscritto che Gorman non gli aveva mostrato. Questa è scritta in un linguaggio incomprensibile, ma sembra essere una sorta di quaderno degli appunti di un misterioso e losco astrologo che faceva parte della sfortunata carovana. Leggendo l'introduzione a questa seconda parte, scritta in arabo, Martin si rende conto però che la presenza dell'astrologo nella carovana era tutt'altro che casuale. Egli, infatti, stava cercando la misteriosa Città Nera, dislocata in un'altra dimensione, nella quale sapeva essere celato un immenso potere, ed aveva persino ucciso pur di entrare in possesso delle informazioni che gli avrebbero permesso di raggiungere il suo scopo.
Dopo una lite con Martin che aveva scoperto come Gorman fosse entrato in possesso, rubandoli, dei manoscritti, Leslie entra infuriata nella sua camera e la trova completamente sottosopra, mentre una mano le tappa la bocca. Si tratta di Erik, tirapiedi di Klein, anche lui nella stanza insieme ad un terzo individuo di nome Hassan. Dopo aver chiesto a Leslie del manoscritto ed averla minacciata di morte se si fosse rifiutata di consegnarglielo, Klein si fa portare da Martin e Java. Qui si scatena una violenta rissa durante la quale Klein, colpito da Leslie con un vaso, uccide involontariamente Hassan, mentre Martin cade dalla finestra dell'albergo insieme a Erik. Approfittando del momentaneo KO di Klein i tre scappano in strada, ma si trovano subito circondati da altri UiN mentre un'automobile si ferma e dal finestrino compare il volto di Kramer, un avventuriero che aveva aiutato Martin nella vicenda della Città delle Ombre Diafane (Cfr. MM nn. 17-19). I tre salgono a bordo e Kramer riparte mentre gli UiN fanno un ultimo, infruttuoso, tentativo di fermarli.

Klein fa ritorno all'accampamento nel deserto dove sono sorti altri problemi, e lì viene arrestato su ordine del Direttivo degli UiN e condotto a Riyhad, mentre Kramer conduce Martin, Java e Leslie in un luogo sicuro.
I fuggiaschi sono ospitati da Said, un egiziano dai loschi traffici amico di Kramer, che dopo averli rassicurati e forniti di un rifugio per la notte telefona ad un misterioso interlocutore informandolo della presenza dei quattro.

Nel cielo del Sahara, intanto, Klein è stato liberato da uno dei suoi fedeli e sta tornando all'accampamento, già conquistato da altri suoi compagni. Kramer, nel loro rifugio, racconta a Martin Java e Leslie di come in seguito a complesse vicende si sia trovato a lavorare in quella parte del mondo. Si apprende così come un anziano Tuareg gli abbia narrato la storia di una misteriosa Città Nera, una volta bianca d'alabastro e prospera, i cui abitanti erano stati maledetti a causa della ribellione del loro re contro gli Dei, e di come fosse entrato in possesso di alcuni disegni che raffiguravano la Città. Al termine del racconto Kramer mostra a Martin un ciondolo, copia esatta di quello usato dal Tuareg per "proteggersi dai demoni del deserto" che reca, di nuovo, il simbolo di Atlantide.

A Riyhad intanto due UiN stanno discutendo sulle iniziative da prendere per contrastare Klein ed usare a sua insaputa Martin, posto da loro sotto sorveglianza. Poco tempo dopo, ad Agadez, un UiN fedele a Klein uccide Baldwin, un UiN della parte avversa, e si infiltra facendosi passare per lui. Klein ne è informato mentre sta esaminando il manoscritto originale sottratto a Leslie e si accorge che alcuni fogli sono stati asportati. Il giorno dopo Martin e gli altri si stanno congedando da Said, e Leslie riconosce nel saluto a loro rivolto lo stesso pronunciato da un esoterista egiziano, Khalid Alì, al quale Gorman si era rivolto per far interpretare il manoscritto. Khalid è l'uomo trovato saturo di radiazioni nel deserto, rivela Kramer, per cui potrebbe aver trovato la Città. Recatisi alla casa dell'egiziano per trovare qualche appunto che permettesse loro di capire dove questa Città si trovasse, i quattro vengono catturati da Klein, che era lì in cerca delle pagine mancanti del manoscritto.

Il gruppo parte alla volta del campo nel deserto, ignaro della sorveglianza alla quale è sottoposto, con Martin e gli altri tenuti sotto mira, mentre scopriamo che il capo del gruppo di UiN che controlla Klein è John Stafford. Al campo, intanto, Klein rivela a Martin che lo schema riprodotto nel manoscritto non è un diagramma astrologico ma una mappa delle linee sincroniche, correnti di energia magica che percorrono la terra, e gli mostra una strana "bussola magica" trovata addosso a Khalid. Oltre a questo, completa la storia dell'astrologo medievale rivelando che l'uomo si era rivolto agli Uomini in Nero del suo tempo per essere aiutato a trovare la Città, della cui esistenza aveva saputo quando aveva scoperto una "camera del tempo" atlantidea, ottenendo però solo la propria condanna a morte, per sfuggire alla quale, oltre che per trovare la Città, si unì alla carovana. Alla domanda di Martin sul perchè non abbiano distrutto tutto come di consueto Klein risponde che una parte degli UiN ha deciso di iniziare ad utilizzare le conoscenze di cui l'organizzazione viene in possesso invece di cancellarne ogni traccia.

In quel momento alcuni elicotteri stanno volando alla volta del campo nel deserto, e le sentinelle vanno a controllare una carovana di Tuareg, in realtà uomini di Stafford, che le insospettisce. Poco dopo inizia l'attacco ed il campo di Klein viene completamente distrutto, ma lui si salva costringendo con un mitra Martin a salire con lui su una jeep e a guidare lontano da lì. Nella stessa jeep, però, approfittando della confusione si erano nascosti Kramer e Leslie in attesa dell'occasione per svignarsela, e la situazione si ribalta. Ma il problema adesso è uno degli elicotteri assalitori che insegue sparando la jeep fin quando riesce a mandarla fuori strada e si appresta a mitragliare gli occupanti del mezzo quando vira e torna indietro obbedendo ad un ordine di Stafford.
Martin è privo di conoscenza a causa di un colpo alla testa ricevuto nel ribaltamento della jeep, Java sta arrivando a dorso di dromedario, e Leslie e Kramer si stanno occupando di Martin. Klein tenta di approfittare dell'occasione impadronendosi di nuovo del suo mitra, ma una raffica sparata da uno degli uomini di Stafford lo fa desistere.

Sull'elicottero che riporta tutti ad Agadez c'è una sorta di resa dei conti fra Klein e Stafford, mentre Mystère privo di conoscenza percepisce nella mente una "voce" che lo chiama Cumbo e che gli chiede aiuto. Dovrà recarsi nella Città Nera e raggiungere la Camera degli Dei. Mentre questo accade, all'esterno una strana perturbazione mette fuori uso la strumentazione degli elicotteri e quello a bordo del quale si trova Martin viene colpito da un fulmine. Un attimo dopo, davanti agli esterrefatti occupanti del mezzo, tra il lampeggiare di una tempesta si materializza una città di aspetto arabeggiante e l'elicottero precipita.

La prima a riprendersi e ad uscire è Leslie e sono sopravvissuti al disastro soltanto Stafford, il falso Baldwin, Klein, Mystère, assai meravigliato nell'apprendere che John è un UiN, Java e Kramer.

Il gruppo inizia ad esplorare la città e poco dopo s'imbatte nei rottami di un velivolo che porta le insegne di Atlantide, vicino al quale si trovano i resti dell'equipaggio. Leslie attiva un proiettore olografico. Il volto di Edam Astrun, comandante del velivolo, compare ed inizia il racconto di come i satelliti di Atlantide avessero individuato in quel punto una fonte di energia enorme, che sarebbe stata necessaria all'attuazione del piano per salvare l'anello centrale di Atlantide dalla distruzione ideato da Amon (Cfr. NN nn.64-65 e anche ZX nn.38-39), alla ricerca della quale l'equipaggio da lui comandato era partito, senza più riuscire a fare ritorno a casa una volta giunto lì. Uno dopo l'altro gli atlantidei erano impazziti o morti a causa delle radiazioni presenti nella Città. Il messaggio si chiude con un mesto saluto dopo che Edam ha raccontato che della spedizione faceva parte un geomante del quale avevano perso le tracce, dotato di quella "bussola magica" mostrata da Klein a Martin che avrebbe permesso agli atlantidei di trovare il punto in cui utilizzare il "bastone del Falco" per dominare le energie terrestri e tornare nella loro dimensione. Fortunatamente Leslie prima di scappare durante l'attacco aereo se ne era impadronita e Klein, l'unico a conoscere la formula magica per attivarla, viene slegato e prende la bussola. Non appena ha pronunciato alcune parole in un arcano linguaggio il serpente che funge da ago indicatore si orienta secondo una precisa direzione e, dopo aver ritrovato per merito di Leslie il bastone del Falco, il gruppo si incammina.

Poco dopo giungono alle rovine di un edificio che sembra essere la fonte della corrente rilevata dalla bussola. Entrati all'interno scoprono il cadavere dell'astrologo medievale e la sala del trono, sul quale è assiso lo scheletro del re, ai piedi del quale giacciono i resti dell'uomo del Sogno di cui si parla nella leggenda narrata dal Tuareg a Kramer. Sul pavimento Martin vede il cristallo che aveva sognato a Firenze e, poco più in là, il Pozzo attraverso il quale si accede alla Camera della Conoscenza.
Senza esitazione Martin salta nel pozzo e, rallentato da una misteriosa forza, atterra dolcemente sul pavimento della Camera, seguito subito dagli altri. Nella stanza sotterranea ci sono alcune celle di conservazione, all'interno delle quali si trovano i corpi di altrettanti Kundingas, disposte intorno al computer biologico apparso nella mente di Martin durante il dialogo con la "voce" sull'elicottero. Mentre Leslie suggerisce di utilizzare il bastone del Falco e tornare a casa Klein e il falso Baldwin, che nel frattempo gli ha consegnato una pistola, entrano nella stanza e uccidono Martin, Java, Kramer e Leslie, per poi uscire dal pozzo insieme a Stafford. Prima di lasciare l'edificio e tornare alla sua dimensione Klein butta nel pozzo il cristallo che rotola vicino alla testa di Martin.

Come in un sogno, Mystère apprende di essere morto, ma di poter anche essere "riparato" e che la sua mente e quelle dei suoi sfortunati compagni sono state poste in salvo dal computer biologico dei Kundingas. Alla domanda di Martin su chi fosse, il computer risponde narrando la sua storia.

I Kundingas, migliaia di anni prima, lo avevano installato sulla Terra allo scopo di migliorare la razza umana attraverso l'addestramento di un gruppo selezionato di uomini che avrebbero poi dovuto civilizzare, e dominare, tutto il mondo. Ma un uomo esterno alla Città giunse alla Camera della Conoscenza e tolse uno dei cristalli che compongono la struttura del computer. A causa di questo, l'entità perse il controllo, oltre che delle sue funzioni, anche delle camere nucleari che la alimentavano e le radiazioni sprigionate uccisero tutti gli abitanti, dando così inizio alle leggende sulla Città Nera maledetta dagli Dei. Il computer passò cosi millenni cercando un contatto con qualcuno che potesse "ripararlo" reinserendo il cristallo al suo posto, fino a quando incontrò la mente di Martin, da lui riconosciuto come un Cumbo in grado di percepire e vivere il Sogno.

Un attimo dopo, con un urlo di dolore, Martin riesce ad alzarsi da terra e toccare con il cristallo il resto del computer alieno, ma ricade a terra, a prima vista definitivamente morto, prima di poterlo inserire nel suo alloggiamento. Ma questo breve contatto è stato sufficiente: il computer riprende totalmente il controllo, completa il corretto inserimento del cristallo ed un'onda di energia annienta per sempre la Città Nera, insieme a Stafford, Klein e al falso Baldwin, dopo di che una forma luminosa si innalza verso il cielo per scomparire rapidamente verso le stelle.

Tempo dopo, o forse nello stesso istante, Martin apre gli occhi con un gemito e subito si accorge che gli altri sono vivi, come lui. Leslie gli corre incontro e gli racconta di come tutti loro abbiano percepito nella mente tutto ciò che Mystère aveva fatto. Guardandosi intorno, i quattro capiscono di essere in Australia, l'altro varco dimensionale di cui il computer aveva "parlato" a Martin. Saliti su quattro cammelli (proprio così!) si incamminano per raggiungere un luogo abitato, mentre Martin cerca di formulare un'ipotesi sui possibili sviluppi del conflitto in atto tra gli Uomini in Nero, e ragiona con Leslie su come il genere umano avrebbe potuto evolversi se il piano dei Kundingas di creare una razza superiore dominante avesse avuto piena attuazione, concludendo che è molto più importante imparare dai propri errori e soddisfare la propria curiosità scoprendo da soli le cose piuttosto che non sbagliare mai e sapere già tutto senza sperimentare.

 

 


 
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