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" Docteur Mystère e
gli scorridori del selvaggio ovest "


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Pagine correlate:

Dall’Europa all’America il passo è breve per il Docteur Mystère e per il fido Cigale.

Docteur Mtystère; e Cigale?
recensione di Roberto Giammatteo



TESTI
Sog. e Sce. Alfredo Castelli    

Alfredo Castelli ci riprova. Dopo l’avventura dello scorso anno, pubblicata sempre sull’ Almanacco del Mistero 1998, ecco una nuova avventura dello strano antenato di Martin, il Docteur Mystère, naturalmente in compagnia del figlioccio Cigale. A differenza dello scorso anno, la storia questa volta risulta molto prevedibile. Il plot di base è praticamente simile al precedente, visto che Martin riceve un diario, inviatogli dallo Zio Paul (altro strambo parente del bvza); la storia si dipana tra duelli, indagini ed inseguimenti. Inoltre, ancora una volta, il personaggio di Cigale resta completamente fuori dall’azione. Visto che poi, effettivamente, è il vero antenato di Martin, meriterebbe un po’ più di spazio.

A differenza dello scorso anno, la storia questa volta risulta molto prevedibile.    

La storia è poco coinvolgente, le citazioni che hanno ben caratterizzato il primo racconto, non hanno sortito lo stesso effetto. E’ innegabile che l’abilità di scrittore "trasformista" che ha Castelli sia notevole, però si corre il rischio (come accaduto quest’anno) di leggere un prodotto ripetitivo. Ne viene fuori così un racconto appena sufficiente per quanto riguarda il soggeto, mentre raggiunge una sufficiennza più che piena la sceneggiatura.

Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.


DISEGNI
Dis. Lucio Filippucci / Giancarlo Alessandrini    

Dato il numero elevato di tavole ed albi realizzati da Lucio Filippucci sulle pagine di Martin Mystère, si rischia di diventare monotoni parlando dei suoi disegni. Passa con naturalezza dal bianco e nero ai colori (vedi n. 200) e viceversa, senza snaturare mai il proprio tratto. Conferma quanto di buono mi ha favorevolmente impressionato nei suoi precedenti lavori. Il bianco e il nero risultano molto ben alternati e resi al meglio dal tipo di carta degli collana almanacchi (ribadendo in pratica ciò che ho affermato un anno fa parlando dell’almanacco 98). I personaggi sono, "come al solito", molto ben caratterizzati, si va così dalla bella Calamity Jane fino ad arrivare al "topolino" del maresciallo Radetzky, vedi ad esempio da pagina 47 a 50, realizzando molti primi piani della notevole capacità espressiva. Tavole memorabili non c’è ne sono, ma certamente il lavoro complessivo è più che buono.



GLOBALE
 

Bella la copertina di Giancarlo Alessandrini. Nel giudizio globale, come sempre accade per gli almanacchi, dobbiamo considerare la notevole parte redazionele, dedicata proprio al vecchio West. Come al solito esauriente, un po’ più corposa del solito a discapito della parte fumettistica dell’albo che è di sole 74 pagine (e forse questo ha inciso anche sullo sviluppo dell’intera vicenda).  

 


 
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