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" Quarant'anni dopo"


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Cosa ci fa il BVZM solo, di notte, a Parigi (no, non quello che avete pensato tutti ;-))? Chi è la misteriosa donna che aspetta? Riusciranno ad incontrarsi, quarant'anni dopo? Ma è realtà? Oppure è un sogno...

Signè Martèn!
recensione di Marco Spitella



TESTI
Sog. e Sce. Alfredo Castelli    

Il BVZA ci sorprende ancora una volta! Con la leggerezza che distingue ormai da tempo i racconti pubblicati negli Almanacchi del Mistero (forse con la sola eccezione di quello dello scorso anno...;^)), Castelli ci presenta un lato inedito dell'umanità del Detective dell'Impossibile.

Quanti tra i lettori non si sono mai cimentati nella scrittura di un racconto o di una poesia? Io credo pochi. E Castelli ci fa leggere, lasciandoci a lungo nel dubbio su "cosa" effettivamente abbiamo tra le mani e sotto gli occhi, nientepopodimenoche un racconto scritto in gioventù da Martin stesso!

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Esmeralda disegno di Zancanella. - (c) 2002 SBE
   

Nel più classico dei metaracconti assistiamo alle vicende immaginate in gioventù da Mystère e viviamo anche i commenti che lui e Diana fanno su quanto scritto, scoprendo che in effetti si tratta della versione romanzata di avvenimenti "realmente" vissuti...
In una precisissima alternanza di passato e presente il Biografo di Martin Mystère ci conduce per mano verso la sorpresa del finale "cassato" perchè troppo triste e della successiva spiegazione che Martin ci dà attraverso Diana.

Un ottimo lavoro, quello di Castelli, con un soggetto tutto sommato originale ma soprattutto inserito in una sceneggiatura perfettamente oliata, per un risultato finale di altissima qualità. Certo, i personaggi non vengono minimamente approfonditi (del secondo amico di Parigi di Martin non conosciamo nemmeno il nome...), ma in fondo questo fa parte del gioco letterario: quello che stiamo leggendo è un racconto scritto da un ventenne alle prime armi...
Particolarmente riuscita l'atmosfera di sogno (o di incubo) creata da "Martin" nell'ambientazione delle vicende, ed estremamente suggestivo il finale, triste e tenero ad un tempo, nel quale una disillusa Lorelei rivela la verità nascosta dietro alla vicenda.


DISEGNI
Dis. Luisa Zancanella    

Nel commentare la precedente prova della Zancanella sulla serie regolare (n.239) ci auguravamo che la disegnatrice riuscisse presto ad affrancarsi dalla "firma stilistica" del marito, Giancarlo Alessandrini, ed in effetti questo lavoro presenta aspetti autonomi ed originali... La ragione di una valutazione intermedia (un "discreto", secondo la scala di uBC) va cercata in una ancora manifesta approssimazione nel tratto, riscontrabile ed evidente nella resa della maggior parte dei personaggi i quali, con la (quasi) esclusione del solo Martin, cambiano "faccia" da un'inquadratura all'altra, mentre alcune volte i corpi appaiono sproporzionati o deformati. Da rilevare inoltre la poco felice versione giovanile di Martin e compagni: l'età dei tre sembra più quella di quindici-sedicenni che non ventenni, quali dovrebbero essere secondo le premesse del racconto.

Il risultato finale è che la "scenografia" appare molto più ricca di dettagli e di cura di quanto non sia stato riservato agli "attori", penalizzando quindi la valutazione complessiva.

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"Lorelei" quarant'anni dopo, disegno di Zancanella - (c) 2002 SBE



GLOBALE
 

Nel complesso una ottima storia ed una piacevolissima lettura. Ricca come consuetudine anche la messe di informazioni elargita ai lettori dai dossier contenuti nella parte redazionale (compresa qualche piccola imprecisione che abbiamo annotato e tentato di correggere nella scheda dell'albo). Cosa si potrebbe chiedere di più ad un albo del BVZM? Crediamo proprio poco: un buon indice per indicare il gradimento di questo almanacco può essere il fatto che a chi scrive non ha pesato affatto l'affrontare le riletture necessarie alla redazione di questa recensione ;-) contrariamente a quanto è avvenuto talvolta in passato. Ad ogni successivo passaggio, abbiamo scoperto nuove "finezze" nel testo di Castelli ed apprezzato le sue scelte, riuscendo perfino ad addolcire la prima impressione poco positiva attribuita ai disegni della Zancanella

Insomma, questo albo ci ha veramente divertito (nel senso più ampio del termine) garantendoci la consueta iniezione di quelle che amiamo definire "conoscenze inutili", conoscenze che ci consentono di applicare spesso e volentieri il motto del BVZM: "l'importante non è sapere le cose, ma far finta di averle sempre sapute..." :^)

 

 


 
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