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" Docteur Mystère e
la guerra dei mondi"


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Prima tappa: Europa! Seconda tappa: America! Terza tappa: La Luna!!! Dove arriverà il Docteur Mistère il prossimo anno?

Docteur Mystère e Cigale in: Trek Wars
recensione di Roberto Giammatteo



TESTI
Sog. e Sce. Alfredo Castelli    

Terzo appuntamento con il  Docteur Mystère sulle pagine dell'almanacco. I personaggi portanti della storia sono gli stessi ricorrenti nelle due storie passate: il Docteur e il fido Cigale, una gentil donzella, l'amico Ch'ing K'Way e l'acerrimo nemico maresciallo Radetzky (con a fianco il topaccio Fritz). Il tutto condito, come al solito, da una sarabanda di avvenimenti demenziali ed improbabili. Lo scorso anno, nella recensione dell'Almanacco del Mistero 1999, affermai che con le storie del Docteur, si rischiava di proporre un prodotto ripetitivo che poteva di diventare sempre più scialbo con l'aumentare delle storie.

Divertentissima l'idea di dotare i Seleniti di un linguaggio "napoletano".    
Quest'anno, però, ho avuto l'occasione di ricredermi visto che, nonostante alcuni elementi ripetitivi (o forse è meglio definire alcuni punti fermi) Castelli è riuscito a tirar fuori dal suo cilindro una storia molto divertente ed a tratti coinvolgente.  Divertentissima l'idea di dotare i Seleniti di un linguaggio "napoletano" con annessi e connessi, come l'impossibile metropolitana lunare denominata Funiculì Funiculà.

Come al solito la storia è densa di citazioni che spaziano in tutti i generi letterari, cinematografici (Star Trek e Star Wars) ed altro (ad esempio Goldrake). Mitico il finale in cui Castelli, ad un distratto Ch'ing K'way, fa calpestare un minuscolo Capitano Kirk, compiendo un gesto che in molti, soprattutto chi odia la serie classica di Star Trek, hanno sempre sognato di vedere in uno dei 70 e oltre episodi della serie stessa o delle successive.

Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.


DISEGNI
Dis. Lucio Filippucci    

Ormai su Filippucci si è detto tutto. Continua a sfornare storie dai livelli grafici sempre più che buoni, con un'incredibile costanza di rendimento; conferma, ancora una volta, la sua capacità di descrivere al meglio le sfaccettature espressive di un volto umano. Filippucci, inoltre, è la dimostrazione pratica che ci si può uniformare ad uno stile grafico (come accade per un prodotto seriale come MM), pur mantenendo inalterata una propria personalità grafica. L'unica pecca è la rappresentazione dei Sallrass che forse potevano essere resi un po' meglio.



GLOBALE
 

Niente di eccezionale la cover di Giancarlo Alessandrini. Forse avrebbe potuto descrivere meglio qualche altra macchina futuristica, invece di mettere in primo piano quel brutto muso di extraterrestre. Come ogni almanacco che si rispetti, infine, eccellente è la parte redazionale, dedicata ai futuri immaginati nel nostro passato ed ormai praticamente raggiunti dal nostro presente, con inevitabile confronto tra l'immaginato e la realtà.

 

 


 
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