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Martin Mystère 38/40
"Il sabba delle streghe"

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Uccisori di Dei



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Scheda MM38/40

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MM n.39
  
Uccisori di dei
Riflessioni su "Il sabba delle streghe", storia pubblicata su MM38/40.

di Vincenzo Oliva



Fiaba ecologica quella di cui ci narra Alfredo Castelli (a partire da un’idea di Sauro Pennacchioli). Fiaba triste. E fiaba simbolica. In una storia senza vincitori - neppure il professor Martin Jacques Mystère - e con tutti vinti, abbiamo modo di verificare tante delle piccoli e grandi meschinità degli uomini e dell’umanità.

Sconfitte sono la cultura e la società moderne dell’uomo, che uccidono di inquinamento l’ultimo extraterrestre proveniente dal pianeta E’d’n (ovvero Marte) sul piano fisico; mentre sul piano simbolico l’uomo moderno "uccide" con lui le dimensioni mitica e psicologica alla base del percorso umano di crescita culturale. E’ come se osservassimo la morte della capacità dell’uomo di rappresentare simbolicamente le proprie angosce profonde ed aspirazioni spirituali, che sintetizzate nel mito, attraverso l'elaborazione mitopoietica con la quale l’uomo se ne appropriava, permettevano di esorcizzare la paura dell’Altro. Privi degli scudi del mito, agli uomini non resta che rifugiarsi nelle braccia della superstizione, che di quella paura si alimenta ed a sua volta alimenta. Lungi dal rappresentare un anacronismo ai tempi dell’atomo, ne è invece logica conseguenza.

Sconfitto è Padre José, che sotto le sue pretese di modernità dimostra di non saper superare la propria angusta visione dell’esistenza, e di essere incapace di comprendere il diverso_da_sé; di non sopportarne il portato psicologico se non riducendolo alla dimensione di nemico.

Sconfitta è l’arroganza della "civiltà", ben rappresentata dai committenti di Martin, che ad ogni piè sospinto non perdono occasione di definire bifolchi gli abitanti di Bialas, incapaci come sono - anche essi - di comprendere ciò che è diverso da loro; e - peggio - assolutamente intenzionati a non provarci in alcun modo. Emblematica la frase che uno di loro, Scott rivolge a Martin in conclusione della vicenda, quando ormai l’ultimo marziano è polvere: "... Eppure non mi sembrate soddisfatto...".

Sconfitto è lui, l’extraterrestre dalle fattezze diaboliche. Dopo aver distrutto il proprio pianeta era venuto in esilio sulla Terra con i suoi correi, uomini e donne della sua razza, e qui essi si sottraggono, per timore di commettere errori, ad un confronto vero con la razza umana. Per paura di influenzare indebitamente l’evoluzione umana, essi rifuggono dalla responsabilità "parentale" verso l’umanità che il caso aveva predisposto per loro. In tal modo non cercheranno mai un’integrazione con l’Uomo - in un comportamento speculare a quello delle paure umane - e finiscono per pagarne lo scotto.

Sconfitto, infine, è anche Martin. Non tanto e non solo perché il "Diavolo" di questa storia gli muore in pratica tra le braccia; quanto perché lui, raffinato, colto, umanissimo rappresentante del volto migliore della nostra civiltà deve registrare la sua impotenza assoluta di fronte al bigottismo ed alla superstizione umani e incassare il colpo sostanzialmente in silenzio. Martin, Diana e Java arrivano a Bialas che il corpo della povera Rosa e del figlio da lei concepito con l’extraterrestre hanno appena finito di ardere su un rogo nella piazza principale del paese; e Martin Mystère, questo intellettuale che non dimentica mai la propria dimensione umana, comprende subito come egli non potrebbe mai ottenere giustizia per quelle povere creature sacrificate sull’altare dei terrori dell’uomo. Contro i muri compatti della superstizione i cannoni della ragione si ritrovano con le polveri bagnate.

A rendere questa storia ancor più preziosa, abbiamo i disegni di Claudio Villa, alla sua ultima prova per la testata, il cui tratto pone un sigillo finale di realismo angosciante alla tragica vicenda narrata, dandole una fisicità che amplifica di molto sia l’effetto thrilling della prima parte della storia, sia le sequenze magico-oniriche, sia - infine - il senso di dolorosa perdita che il finale dell’avventura racchiude.

Per ulteriori informazioni consultate anche la scheda della storia.
 

 


 
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