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" La pietra caduta
dal cielo"


TESTI
Alfredo Castelli
DISEGNI
Lucio Filippucci

Rivelazioni!

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Ritorno alla grande per le tematiche più classiche per il BVZM! L'ineffabile Castelli mette in scena tutte le tematiche tipiche delle storie "di una volta" del Detective dell'Impossibile e lo pone alle prese con reperti alieni, mysteriosi avventurieri (scomodando, stavolta, persino una figura "storica", quell'Albert Spaggiari autore del furto che dà lo spunto a tutta la vicenda), personaggi equivoci e citazioni storiche, il tutto condito dalla sua famosa ironia, che raggiunge il livello massimo nella sequenza in cui il desiderio di conoscenza di Martin viene soddisfatto con una solenne presa per i fondelli (della quale dovrebbe essere contento, vista la fine di tutti gli ingordi, tipici dei nostri giorni, che lo avevano preceduto nei tempi più recenti...).

E, ciliegina sulla torta, riserva a Java l'importantissimo ruolo di disvelatore dell'imbroglio architettato da Henry, facendo sì che il neanderthaliano possa dare una piccola "lezione" al saccentissimo Martin che non aveva capito nulla.

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Rivelazioni! - Disegno di Filippucci. (c) 2004 SBE
   

L'intera vicenda è narrata con la consueta abilità ed è indubbio l'interesse suscitato nel lettore tanto dagli accadimenti quanto dai protagonisti scelti, i quali sono assai abilmente tratteggiati ed inseriti nelle categorie topiche di questi episodi (buoni, cattivi, ambigui) ed il disegno di Filippucci è sempre molto efficace nel mettere chi guarda in condizione di comprendere l'anima dei personaggi rappresentati.

Da notare anche come in poche pagine Castelli riesca a "riannodare" i fili di questa vicenda con il passato di Martin, riferendosi ad avventure passate del nostro eroe con le quali integra le vicende qui narrate, creando una perfetta continuità.

Un'ultima nota su quello che chi scrive ha voluto leggere tra le righe: Castelli conferma qui la sua "prudenza" sulle tematiche trattate dalla serie e evidenzia il rischio legato all'ingordigia e al desiderio di potere, oltre che di conoscenza, così presenti ai nostri giorni, presentando un'efficace paragone tra gli "iniziati" del passato (Al Kindi e i suoi contemporanei) e quelli odierni, presentati come gente disposta a passare sopra a tutti e a tutti per ottenere un, mai compreso fino in fondo, potere.

In conclusione, un buon interludio, che nulla toglie e poc(hissim)o aggiunge al mondo del Detective dell'Impossibile. Una lettura piacevole (e non è poco...), come spesso accade con le storie firmate da Castelli, ma niente di memorabile o di "rivoluzionario" rispetto alla mediocrità in cui versano ultimamente le uscite relative a Mystère.
 

 


 
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