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" I predatori"

TESTI
Paolo Morales
DISEGNI
Fabio Grimaldi

Pagine correlate:

Martin "ruba il lavoro" a Diana, trasformandosi in un qualcosa a metà tra un assistente sociale ed uno "zio" per un sedicenne del Bronx... Che si senta pronto a diventare padre?..

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recensione di Marco Spitella

(trad.: Non sono così vecchio!)

Mai banali le storie che Morales scrive per il BVZM. Il nostro non si accontenta mai, come purtroppo fanno invece molti autori del Detective dell'Impossibile, di raccontare una storia di Martin Mystère, ma cerca di raccontarci Martin, le sue sensazioni, i suoi sentimenti nel momento in cui si sviluppano mentre "vive" la storia in cui l'autore lo ha calato.
Il bello è che ci riesce, per nostra fortuna. Il nostro amico Martin, quando è affidato alla sapiente penna di Morales diventa più vivo e vitale che mai, rivelandoci aspetti del suo carattere che nessun'altro (tranne forse l'alter ego e biografo ufficiale del BVZM ;-)) sembra conoscere o voler mostrare.

"...il Martin Mystère di Morales è sempre più intenso di quello "scritto" da chiunque altro..."
   
La storia raccontata in questo albo, pur essendo interessante e coinvolgente, finisce quasi a fare da sfondo al bellissimo rapporto che si instaura da subito, con le dovute perplessità, tra Martin e Ronny. Come già accaduto in MM n.253, Martin si immerge con estrema semplicità in un ruolo da "genitore" che dà vita a divertenti, intensi e commoventi scambi con il giovane teppista, fino ad un finale (forse un po' "telefonato"...) nel quale il giovane comincia ad interessarsi alla lettura e alla cultura. Forse il Detective dell'Impossibile è davvero pronto ad una nuova generazione...

Qualche parola si spende volentieri proprio per Ronny: pestifero, geniale, abilissimo, adattato, duro e tenero. Sembra quasi di poterlo incontrare per strada (speriamo di no! ;-)) tanto sembra vivo. Certo, gli stereotipi sul giovane teppista del Bronx ci sono tutti, ma non credo che un sedicenne cresciuto nello stesso luogo, con un fratello spacciatore e due genitori fra la galera e l'alcolismo possa diventare molto differente da come è Ronny.

Anche i comprimari di questa storia (se si esclude un Java assolutamente inutile) sono ben tratteggiati, mettendo in evidenza ora la crudeltà e la spietatezza dei Lilithiani, ora la preoccupazione di Travis, così come l'entusiasmo di scienziato del direttore del centro ricerche o l'ambiguità, fino al finale rivelatore, di "Ofelia" (di cui ho molto apprezzato l'entrata in scena).

Un particolare ringraziamento a un Grimaldi, perfettamente (e non da ora) in sintonia con Morales, creatore di un Martin tra i più ricchi di espressioni, prezioso ausilio visuale agli "scavi" che l'autore dei testi svolge nel carattere e nella personalità del BVZM.

Due parole, in cunclusione: "Bello!" e "Ancora!". Grazie Paolo Morales, grazie Fabio Grimaldi.
 

 


 
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