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" Lo scrigno dell'Imperatrice"


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Scatole cinesi
recensione di Marco Spitella

Certo, quelle usate dai "maghi della finanza" per far sparire capitali e, a volte, le speranze dei risparmiatori sono ben poca cosa rispetto all'oggetto protagonista di questa storia, che dà ad un solo mago il potere di imprigionare le anime, ma la difficoltà nel seguire una traccia, individuare un percorso tra le scatole cinesi "economiche" è certamente più stimolante ed interessante che non il, fin troppo, lineare svolgimento della vicenda narrata in questo albo, che si snoda sicuramente con coerenza ma senza i sussulti e le "complicazioni" che una materia come la magia nera cinese avrebbe potuto offrire. Non voglio certo dire che il soggetto o la sceneggiatura non siano validi, ma che, forse, da uno spunto iniziale con quel potenziale si sarebbe potuto forse ricavare qualcosa di più intenso di questa medietà.

Gli elementi tipici del mondo mysteriano ci sono, comunque, tutti (assistiamo addirittura al ritorno del murchadna): un oggetto mysterioso, un piccolo complotto, una persona dotata di poteri medianici, un forzuto con cui far scontrare Java, il cattivissimo nemico senza scrupoli, ma manca un po' di vitalità e il tutto resta come ovattato, attenuato nella sua efficacia da un disegno, purtroppo, inadeguato.

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La vendetta delle anime prigioniere
disegno di Enrico Bagnoli
(c) 2004 SBE
   
 

Personalmente non amo i disegni di Bagnoli, ma apprezzo sicuramente la carica di drammaticità che li contraddistingue, e che ho trovato particolarmente adatta alla tematica di questa storia, ma non è certamente nè un mistero nè una novità che le figure disegnate da "Henry" siano tra le più immobili del mondo del fumetto. Se a questo aggiungiamo alcune imprecisioni nei dettagli dei volti e delle ambientazioni, abbiamo un prodotto finale certamente non all'altezza nè della storia nè, tantomeno, del BVZM.

Si fanno apprezzare, invece, le caratterizzazioni dei veri protagonisti di questa storia, il colonnello Barry e Lord Farthing, che rendono quasi tangibili il dramma di chi ha visto massacrare la sua famiglia ed il significato più vero di amicizia. Sembra quasi di percepire il profondo affetto che lega i due uomini e l'ansia di riscatto ed il dolore che hanno caratterizzato la vita di Lord Farthing. Buona anche l'evoluzione del personaggio di Milly Allowise, incontrato per la prima volta ne "L'albergo sulla scogliera" e che si presenta qui come qualcuno che ha fatto tesoro di una passata esperienza, iniziando un percorso personale di studio e crescita che ho trovato assai realistico (pur con i dovuti distinguo sulla materia del suo studio...).

In conclusione, una storia "leggibile" ma non da applauso, che certamente non entrerà nel novero delle avventure memorabili. Peccato.
 

 


 
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