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  Gli adoratori di Kalì
Codice: [218] 188pp
Rating:
scheda di Cristian Di Clemente

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Paolo Morales
    Disegni/Copertina:
    Fabrizio Russo / Giancarlo Alessandrini
    Lettering:
    Susanna Traverso

    SERIE REGOLARE
    n.253 "Gli adoratori di Kalì" - 94pp - 2003.04
    n.254 "Il fuoco dell'odio" - 94pp - 2003.05
    (6k) (6k)


In due parole. .

Martin, Diana e Java si recano a Calcutta per conoscere Pandit, il padre di quel Surya che anni prima si sacrificò per salvare la moglie del detective dell'impossibile. I nostri sono coinvolti negli omicidi rituali della rinata setta dei thugs, capeggiati da Sanjay, gemello di Surya, che odia il padre e cerca di uccidere Siddhy, un enigmatico bambino...


Perché è da ricordare

Perché è una nuova tappa del Martin alternativo proposto da Paolo Morales (vedere l'intervento dell'autore), più psicologico ed umano, meno logorroico e brillante di quello di Castelli. In una trama abbastanza semplice e sufficientemente mysteriosa, ci viene svelato il desiderio latente di Martin: la paternità.

Martin vede nel semidivino Siddhy "la persona che attendeva da sempre": il figlio che vorrebbe avere. Il momento in cui Martin lo capisce, nelle ultime tavole, è emozionante e conduce ad un finale di rara intensità emotiva per la serie, lieto soltanto in apparenza.

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La persona che Martin attendeva da sempre
disegni di Fabrizio Russo (c) 2003 SBE

Siddhy è il figlio che Martin vorrebbe ma, pur potendolo toccare, non è reale, se non come lo sono i sogni ed i desideri. La scritta "...tu mi vuoi bene?..." nel Mac di Martin nella penultima tavola emoziona, pur nella freddezza dello schermo. Il BVZM riparte d'impulso per Calcutta, nell'ultima tavola, per fare gli auguri a suo "figlio" nel giorno del suo compleanno. In tutto ciò si scorge un velo di amarezza. Siddhy, inteso come figlio di Martin, non esiste, è soltanto una proiezione. Quel viaggio d'impulso, oltre a lasciare qualche interrogativo sul rifugiarsi da parte del Martin-uomo al di fuori della realtà, sembra anche un gesto di ribellione al suo destino di personaggio di carta ed alle regole che lo regolano che, probabilmente, gli impediranno di avere un figlio (se non, forse, in qualche complicato cross-over o spin-off, in ogni caso non sulla serie regolare). Difficilmente vedremo ancora un Martin come quello tratteggiato nell'episodio, che costruisce un tenero rapporto con un bambino per parecchie pagine inutili per portare avanti la trama ma essenziali per sviluppare il loro legame ed arricchire Martin dal punto di vista umano.

L'episodio è da ricordare anche per la figura di Sanjay: un uomo crudele e senza scrupoli, ma anche affascinante e che, al pari dell'odiato padre, in Siddhy vede il fratello scomparso. Da ricordare il suo incalzante e spietato dialogo con Diana alle pag.26-29 del n.254.


Note e citazioni

  • Vedere l'intervento dell'autore della storia.
  • L'episodio è collegato a "D'improvviso una notte" (n.217/218), in cui comparve Surya, orientale a metà tra il bene e il male che si sacrificò per salvare Diana.
  • Nella doppia storia fanno la loro comparsa Pandit e Sanjay, rispettivamente padre e gemello di Surya.
  • Il tema "figli per Martin" è praticamente inedito nella serie. Si ricorda soltanto un piccolo accenno in un lontano episodio datato 1989, "Una storia di Natale", (93/94). In quella situazione il BVZM, dovendo ospitare un bimbo per una notte, si lasciò sfuggire un "... anche se non ho mai voluto figli, tutto sommato i bambini mi piacciono..." (n.93, pag.73). Non la riteniamo un'incongruenza con il desiderio nascosto del Martin nel 2003: sono trascorsi molti anni e le persone e le loro idee, anche se a livello inconscio, possono cambiare.
  • Diverse vignette o parti di esse sono "riciclate" nell'episodio:
    - N.253, la terza vignetta a pag.40 è ripresa, rimpicciolita e con campo allargato, in quella successiva;
    - N.253, pag.53-55, le quattro vignette con Martin e Pandit che si frappongono al flashback di quest'ultimo sono identiche;
    - N.254, a pag.16 (terza vignetta) e pag.92 (ultima vignetta) il volto di Martin è lo stesso, con qualche modifica nelle pennellate.
  • N.253, pag.5, la prima vignetta dell'albo occupa tutta la tavola, una soluzione quanto mai inconsueta.
  • N.253, pag.29, Diana ricorda il sacrificio di Surya.
  • N.253, pag.65-66, la televisione con disturbi causati dalla presenza di Siddhy sta trasmettendo immagini del film "Casablanca" (1942), il classico con H.Bogart e I.Bergman.
  • N.253, pag.92, Siddhy va a vedere al cinema "Tarzan", il cartoon della Disney del 1999.
Incongruenze
  • N.253, pag.37, terza vignetta, scompare la cintura di sicurezza di Diana.
  • N.253, pag.84, errore di lettering nella penultima vignetta (thughs anziché thugs).
  • Non viene data una spiegazione di come Martin, ricercato dalla polizia di Calcutta per un omicidio a lui affibiato da un poliziotto corrotto (poi eliminato dai suoi colleghi), riesca a risolvere la sua posizione.

La parola all'autore
  • Ho scritto questa doppia storia sui thugs perché avevo voglia di scrivere un'altra storia su Surya, il personaggio di "D'improvviso una notte", la storia disegnata dalla brava Zancanella e ispirata al libro "Doppio sogno" di Schnitzler (e non al film di Kubrick: ho scritto la sceneggiatura due anni prima che uscisse il film, anche se la storia è stata pubblicata dopo, e un pò m'è dispiaciuto perché sembrava una specie di omaggio a Kubrick o qualcosa del genere, mentre io non avevo idea che avrebbe realizzato "Eyes wide shut". Cose che capitano quando passa molto tempo dalla scrittura della storia alla pubblicazione, rischi che si corrono. Per esempio, mentre disegnavo il mysterone "L'Albero della vita" (Gigante n.5), speravo ardentemente che non cadesse nessun governo in carica in quel momento nei paesi del G7, perché avevo disegnato tutti i capi di governo intorno a un tavolo. Non sono mai stato così conservatore come in quel periodo [anche se adesso sarei disposto a ridisegnarla tutta una storia, cioè a veder realizzato l'incubo di qualunque fumettaro, pur di veder cadere un certo "anomalo" governo... ma questi sono altri discorsi]. In quel caso sono stato fortunato, non ho dovuto cambiare neanche una testina intorno a quel tavolo, ma devo anche dire che quando le ho disegnate mancavano solo tre mesi alla pubblicazione. Tutt'altra storia quella del gigante che sto disegnando ora, cioè quello del 2004. La sceneggiatura l'ho scritta più di due anni fa e... Va bene, vi dico soltanto che non avrei mai pensato che sarebbero cadute le torri gemelle, che ci sarebbe stata un'altra guerra in Iraq e che si sarebbe tanto parlato di guerra e delle motivazioni palesi e occulte dei conflitti... Insomma questa storia, che se l'avessi disegnata subito sarebbe risultata talmente attuale da rischiare di farmi indagare dalla CIA, ora sta invecchiando ogni giorno che passa. Piccoli problemi di uno sceneggiatore, a confronto con i grandi problemi del mondo. Però resta il fatto che il mio sogno sarebbe quello di veder realizzata una mia storia un mese dopo averla scritta, e questo, lavorando su storie lunghe, ovviamente non è possibile. Ci si potrebbe sottrarre a questo rischio allontanandosi dall'attualità e rifugiandosi nel passato, scrivendo storie alla Martin Mystère, ma nel vero senso della parola, cioè storie che parlano di misteri Egizi, di Atlantide, dei Templari, dello Yeti... ma quelle storie lì le hanno già scritte tutte... e ora chiudo la parentesi).

    Tornando al Martin Mystère 253/254, stavo dicendo che mi stava simpatico Surya, ed era piaciuto anche a un buon numero di lettori. Però l'avevo fatto morire per salvare Diana e così ho deciso di inventarmi un suo fratello gemello, Sanjay. Poi ho pensato qual'era un aspetto del carattere di Martin che non avevo ancora affrontato e mi è venuto in mente il suo rapporto con la paternità. Io ho tre figli, lui nemmeno uno: vinco io. Ci scrivo una storia sopra. E allora ho provato a scrivere una storia sul rapporto con i figli, e di conseguenza con i padri; ma soprattutto una storia sui desideri dei figli e dei padri, sul desiderio di Martin di avere un figlio, sulle aspettative del padre di Sanjay e Surya rispetto ai suoi figli, sul desiderio di Sanjay di essere apprezzato/amato dal padre. Insomma, una di quelle storie "psicologizzanti" che mi diverto a scrivere prendendo come pretesto qualche mystero ancora non troppo sfruttato. Martin Mystère m'è sempre stato simpatico, e tutt'ora se dovessi scegliere un personaggio da disegnare sceglierei lui (e questo vuol dire che sono un uomo fortunato) ma chi ha letto le mie storie lo sa: non m'importa granché dei misteri, anche se mi documento un bel pò per scrivere le storie di Martin e confesso che alcune volte ho anche goduto quando certe notizie lette su un saggio, su un'enciclopedia o su un articolo cadevano a pennello nelle mie storie. Non mi importa nulla di UFO o di civiltà sommerse: l'unica cosa della quale mi importa davvero, l'unica cosa che mi piace raccontare in una storia sono i personaggi e le relazioni e i conflitti che li legano, che è anche l'unica cosa che mi interessa e mi appassiona (oltre alla tecnica narrativa) in un film o in libro.

    Ho un atteggiamento simile anche quando disegno. Tanto per essere chiaro, ho perso il gusto della ricerca del "segno" o di una nuova tecnica di inchiostrazione, ma se un'inquadratura la sento sbagliata sono ancora capace di buttarla via e disegnarla di nuovo. Per questo mi è molto piaciuto come hanno interpretato le mie storie sia la Zancanella che Russo (e anche Grimaldi, il mio ex fondinista che ha appena finito una storia tutta sua su una mia sceneggiatura, che verrà pubblicata tra qualche mese): anche se hanno stili molto diversi sono tutti ugualmente attenti a tradurre con le immagini le emozioni descritte nella sceneggiatura e hanno tutti rispettato le inquadrature dei lay-out con i quali corredo le mie sceneggiature, una cosa non facile e spesso faticosa, parola di disegnatore...

    Paolo Morales

La frase
  • "... la persona che attendeva da sempre... Un bambino... non troppo piccolo da dovergli cambiare i pannolini... abbastanza grande da poter comunicare con lui, ma non così grande da vederlo più come un amico... che come un figlio... Diavoli dell'inferno!"
    Martin, N.254 pag.92

  • Diana: "Siete uno strano miscuglio di razionalità e superstizione, Sanjay..."
    Sanjay: "Come lo siamo tutti... Molti di voi giocano in borsa, e la domenica credono di "mangiare" il loro Dio nelle chiese... Io, invece, credo alla sete di Kalì, anche se uso i vostri telefoni cellulari... e credo al nostro dovere di placarla...
    Dialogo Diana-Sanjay, N.254 pag.29


Personaggi

Martin
Java
Diana
Siddhy proiezione dei desideri, a metà tra divino e umano
Sanjay [+] capo della setta dei thugs
Asoka, Pandit anziano padre di Sanjay
Hazra [+] seguace di Sanjay
Katharine [+] moglie di Pandit
Josh [+] tecnico inquinamento elettromagnetico (biondo)
Bill [+] tecnico inquinamento elettromagnetico (moro)
Cap.Meghnad [+] seguace di Sanjay
Commissario Raji [+] amico di Pandit
Ichapur monaco più anziano del tempio di Bija
Thugs [+] setta che adora Kalì con omicidi rituali

Locations

Calcutta
India International Hindustan Hotel "Casa del cuore puro" ospizio per abbandonati Centralina di monitoraggio dell'inquinamento elettromagnetico Villa di Pandit Peerless Hospital Cinema Commissariato Villa di Sanjay Indian Botanical Garden Tempio di Bija monastero New York City 3, Washington Mews

Elementi

Thugs adoratori della dea Kalì con il culto del Thuggee Omicidi rituali Piccone d'argento antico simbolo dei thugs Serpente Kundalini tecnica per attingere alle proprie energie nascoste Desideri latenti di Martin


Trama

253. Martin, Diana e Java sono a Calcutta su invito dell'anziano Pandit, maestro spirituale e padre di quel Surya che sacrificò la propria vita per salvare quella di Diana (n.217/218). L'incontro avviene in un hotel dove Pandit sta tenendo un discorso, interrotto dalla comparsa di Sanjay, gemello di Surya, che critica pesantemente il padre e lo minaccia. Sanjay, capo della rinata setta dei thugs, ha assunto due tecnici per monitorare l'inquinamento elettromagnetico di Calcutta, allo scopo di trovare il figlio della Dea Kalì che, secondo la leggenda, è stato generato per essere sacrificato dai fedeli della Dea. Le rilevazioni conducono ad un ospizio per abbandonati, dove i thugs provocano una strage. Avvisati del fatto dal commissario Raji, amico di Pandit, i nostri si recano sul luogo della strage. Pandit ha un malore e viene ricoverato in ospedale, mentre Martin incontra un bambino biondo, di nome Siddhy, scampato alla strage, che subito scappa via. Martin lo insegue e, poco dopo, i due sopravvivono ad un attentato di Hazra, seguace di Sanjay. Il bambino vorrebbe tornare da dove proviene, un monastero oltre la montagna, ma Martin lo convince a restare con lui. Josh, uno dei tecnici, è fuggito (il suo collega è stato ucciso) e incontra Martin nell'ingresso di un cinema dove Siddhy era voluto entrare.

254. In ospedale, Pandit ripensa a una storia che raccontava ai suoi figli da piccoli, su un essere speciale, Siddhy, che viveva in un monastero e dava gioia a tutte le persone sofferenti. Martin e Josh si recano al commissariato, ma il capitano Meghnad (seguace di Sanjay) elimina il tecnico incolpando Martin, che riesce a fuggire. Poco dopo lo stesso capitano viene ucciso dai colleghi, dopo che il primo aveva eliminato il commissario Raji che lo aveva smascherato. Martin decide di andare con Siddhy verso il monastero da cui proviene. Nel viaggio rimane stupito dalla facilità con cui il piccolo mette chiunque a proprio agio e di come sembri assumere diversi atteggiamenti a seconda di chi ha di fronte. Nel frattempo Sanjay ha catturato Diana e la giovane moglie di Pandit, sacrificando alla dea Kalì la sua matrigna e lasciando viva Diana per rispetto alla memoria del fratello Surya.

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Sanjay
disegni di Fabrizio Russo (c) 2003 SBE

Uscito dall'ospedale e scoperta la morte della moglie, Pandit mostra a Sanjay, con la tecnica del Serpente Kundalini, il luogo dove si trova il monastero di Siddhy e poi vi si reca con Diana e Java, ricongiungendosi con Martin e Siddhy. I thugs, recatisi al monastero, sono eliminati dai monaci, che usano particolari tecniche magiche, mentre Sanjay, dopo aver capito che Siddhy non può morire, si suicida. Nel parlare con Ichapur, monaco del tempio, Martin scopre l'origine di Siddhy (non è figlio di Kalì come creduto da Sanjay) ed il suo segreto: è la proiezione dei desideri di chi lo guarda. Martin, tornato a New York, ripensa al momento in cui ha capito che in Siddhy lui vedeva il suo figlio ideale. Il BVZM riparte per Calcutta per fare gli auguri di compleanno a Siddhy.

 

 


 
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