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" La scure incantata"

TESTI
Alfredo Castelli
DISEGNI
Franco Devescovi

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recensione di Fabio Bulla

Castelli si diverte a riorganizzare e rielaborare il mito di Zagor, proiettando il suo alter ego a imbattersi nella leggenda dello “Spirito con la Scure”.

A differenza del racconto contenuto nell’albo fuori serie “Il mistero delle nuvole parlanti”, in questa storia il giochino non riesce a pieno: la storia in se stessa è confusa, si trascina stancamente sui flashback che ci mostrano la vita di Za-Te-Nay, eroe della prima frontiera il cui ricordo ci viene tramandato da alcune Dime Novels. Martin viene convinto ad indagare su questo personaggio grazie al ritrovamento della scure infallibile di Za-Te-Nay, che va esattamente a colpire il bersaglio grazie alla forza del pensiero.

La soluzione trovata dal detective dell’impossibile è, come spesso accade nella serie, il ritrovamento di un manufatto alieno, che questa volta si ricollega all’esodo dei satiri del pianeta rosso narrato nella storia dei nn. 38-40“Il flauto di Pan”; tutta la vicenda scorre tra scienziati pazzi che sono Entità eterne, cerchi nel grano e astronavi extraterrestri, in un continuo accumularsi di carne al fuoco che si risolve in un nulla di fatto, in attesa di una conclusione che forse Castelli darà in seguito. E forse il BVZA (Castelli) riuscirà come spesso ha fatto a tramutare un abbozzo di storia abbastanza opaca in un ottima saga, o almeno si spera.

"Entità eterne, cerchi nel grano e astronavi extraterrestri, in un continuo accumularsi di carne al fuoco che si risolve in un nulla di fatto (…) forse il BVZA (Castelli) riuscirà come spesso ha fatto a tramutare un abbozzo di storia abbastanza opaca in un ottima saga..."
   
Il nuovo corso di Martin Mystère annunciato nell'albo precedente parte in sordina, e i buoni propositi lì enunciati non vengono realizzati, in seguito si vedrà.

Anche la caratterizzazione dei personaggi risulta sfocata e incolore, l'unico che emerge è il professor Virus, come a enfatizzare l'importanza di Hellingen nella saga zagoriana. Virus in una fase della storia ridicolizza il cattivo ninja, in una sorta di gioco autoironico in cui le due creature rappresentano due personaggi della saga di Zagor, e la creatura di Nolitta prevale nettamente e facilmente sul personaggio di Castelli, a sottolineare che l'opera dello stesso BVZA su Zagor non riusciva nemmeno ad avvicinare la fantasia e l'emozione che invece suscitano le avventure sceneggiate dal buon Guido Nolitta/Sergio Bonelli.

Nota di colore nel secondo albo è l’ingresso in scena di Pancho, un Cico che diventa uguale al suo nonno farmacista, e che prende addirittura in giro Za-Te-Nay per il suo lunghissimo nome, preferendo chiamarlo Za.

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Ayaaaak! - Disegno di De Vescovi - (c) 2002 SBE

I disegni di un buon Devescovi, con il suo tratto lineare e semplice forse non erano i più adatti per una storia così complessa. Risultano comunque molto godibili, grazie alle vignette in cui ridipinge alcune tavole ispirate alle vecchie storie del vero Zagor.

"I disegni di un buon Devescovi (...) forse non erano i più adatti per una storia così complessa. Risultano comunque molto godibili, grazie alle vignette in cui ridipinge alcune tavole ispirate alle vecchie storie del vero Zagor."
   
Del resto oltre alla confusione, rimangono i rimandi all’eroe di Nolitta-Ferri, citati più e più volte grazie alle immagini evocative dello stesso Devescovi. Un Hellingen che ridiventa Virus, il fumetto di Pedrocchi e Molino che ispirò Guido Nolitta durante la creazione di Hellingen stesso; l’apparizione di Titan; la battaglia spirituale della lunga saga scritta da
Tiziano Sclavi sullo scienziato pazzo (Zagor nn. 275-280“Incubi”) e addirittura un Castelli che cita se stesso e la storia del Tessitore (Zagor nn.205-209) nell’inseguimento dell’asiatico a Za-Te-Nay.

Ed è proprio in queste immagini e in questi piccoli frammenti che si riesce a leggere un grazie di Castelli a Zagor, quello Zagor che nell’avventura dei nn. 76-77“Molok!” permise all’autore di esordire nelle serie bonelliane; e la scelta di pubblicare la storia subito dopo le celebrazioni ventennali racchiude un significato che va oltre il giudizio sull’avventura: una parte di merito del traguardo di MM è dovuta a quella storia di Zagor, e al coraggio di Guido Nolitta.

Dopo i festeggiamenti, sono di rigore i ringraziamenti, e in conclusione il giudizio finale su questi due numeri di MM è sostanzialmente positivo.

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
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