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" L'enigma del SATOR "

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Il Mondo va bene così o e il caso di ricominciare tutto da capo?

Giro giro tondo, salta (per aria) il mondo.
recensione di Gianluigi Fiorillo



TESTI
Sog. e Sce. Andrea Pasini e Marco Bertoli    

E siamo a meno 7.
In attesa di sapere come andrà a finire il count down che ci stuzzica e ci tormenta oramai da oltre un anno (n.191), la truppa di Castelli ci intrattiene con un po' di enigmistica.
Il perno della storia dell'albo è questa volta uno dei più antichi palindromi, il famoso Quadrato del Sator. Per i pochi che non lo sappiano (o che non abbiano letto l'albo), dicesi palindromo una parola o una frase che sia leggibile da ambo i versi. La frase "ai lati d'Italia" per esempio, ha questa proprietà (per ulteriori esempi, soprattutto in lingua inglese, Canonical Palindromes ).

I palindromi, per la loro simmetria "magica", hanno logicamente prosperato nei testi esoterici sin dall'antichità. Cronache medioevali raccontano di guarigioni dalla pazzia una volta consumati dei pani con su la formula del Sator, oppure di come fabbricare dei talismani per identificare le streghe sempre usando il quadrato magico.
Non si saranno meravigliati, quindi, gli archeologi nel trovarlo inciso su di un latercolo a Pompei. Lo stesso quadrato è presente in molti luoghi di culto italiani e una sua versione è stata di recente addirittura trovata in Etiopia ("Sador Alador Danet Adera Rodas"). Come vedete, manna per gli autori di Martin Mystère.

Visto che siamo nel periodo in cui la Terra, sempre a causa del famigerato conto alla rovescia, soffre di salute particolarmente cagionevole, ecco il nostro quadrato incastrato nell'ennesima storia da Fine del Mondo. Schierate in una lotta che si protrare fino ai giorni nostri da tempi inenarrabili sono due fazioni. I seguaci del Rotor, termine che nasce dell'acronimo anch'esso palindromo "en giro torte sol ciclos et rotor igne", infatti pensano che la nostrà realtà sia null'altro che una brutta copia di quella voluta dal Creatore e quindi da distruggere. Quelli del Sator invece, meno schizzinosi, si accontentano e cercano di salvare il Mondo odierno coi suoi difetti annessi e connessi.

"Una svista che purtroppo mina pesantemente la credibilità la conclusione..."
   
La trama, come nel più classico dei Martin Mystère, si svolge su più piani temporali, narrando alternativamente le lotte passate e quelle odierne dei due schieramenti. La lunghezza della storia e i continui passaggi Sator-Rotor con il relativo intersecarsi di riti finiscono col confondere a volte il lettore sul perché e il percome delle cose. Non molto chiara apare a volte l'identità dei proseliti dell'una e dell'altra fazione.
Confusione in cui sembrano finire anche gli sceneggiatori, visto l'errore (grave) in cui incappano nel momento topico dell'albo (vedi la scheda della storia di Marco Spitella). Una svista che purtroppo mina pesantemente la credibilità la conclusione, rendendo Martin e soci protagonisti di quacosa che... non sarebbe potuto accadere.
Conclusione che già senza bisogno di abbruttimenti ulteriori, ci proponeva un Martin che, spogliato di ogni scetticismo, si lanciava da kamikaze a salvare il mondo dai cattivi in un modo che sarebbe apparso azzardato anche al miglior Rambo.



DISEGNI
Franco Devescovi    

Il tratto di Alessandrini... ops, volevo dire di Devescovi, è logicamente ad hoc per Martin Mystere.
Tralasciando i lapsus scherzosi è lapalissiano far notare come il disegnatore parta in definitiva dal tratto di Alessandrini, rendendolo però più realistico e quindi meno cartoonesco.
Altra differenza tra i due è la miglior capacità di Franco di differenziare il volto dei vari personaggi, cosa che, forse per raggiunto Olimpo ;^) , ultimamente non riesce al suo maestro.
Notare che la somiglianza di tratto con quello papà grafico di Martin è, per una serie didascalica e fortemente connotata come MM, una cosa positiva. I fedelissimi dell'indagatore del mistero infatti non apprezzano moltissimo le interpretazioni personali del volto quadratoso del BVZM. Per loro, il vero Martin è solo quello di Giancarlo: quindi ben vengano i suoi "seguaci", specialmente quelli come Devescovi che riescono anche a metterci del loro senza esagerare.



GLOBALE
 

Se fosse un tema delle scuole superiori il giudizio potrebbe essere "buone idee, ma esposte in modo confuso. Qualche (grave) errore grammaticale"..
 

 


 
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