  
Alfredo Castelli ci offre in questa storia
la possibilità di scoprire ancora un po' il mondo passato e "mysterioso" della
nostra cara Terra. Due sono i periodi in esame: Atlantide prima della catastrofe
e l'America della fine del secolo scorso. A tutto ciò va sommato il presente in cui
agisce Martin Mystère.
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Pronti, via. Il tempo di sfogliare le prime pagine e l'autore, tramite scene di vita
quotidiana, ci permettere di avere un quadro generale, politico e sociale, del mondo Atlantideo.
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Pronti, via. Il tempo di sfogliare le prime pagine e l'autore, tramite scene di vita
quotidiana, ci permettere di avere un quadro generale, politico e sociale, del mondo Atlantideo.
Fatto ciò comincia ad intrecciare le situazioni
del presente con il passato prossimo, collegate tra loro da una ricerca parallela effettuata
Martin Mystère e dal giornalista Rudolph Preskett. Solo nel
finale ricompare il passato remoto, in una sorta di spiegazione castelliana della teoria
che afferma che la storia dell'uomo è fatta da una serie di fatti che si ripetono.
Come al solito il BVZA utilizza questo tipo di storie in cui Martin Mystère
è estraneo alla vicenda, per gettare, o rinforzare, le basi di progetti a medio e lungo termine: il fantomatico
conto alla rovescia, la storia di Altrove, Atlantide e la sua distruzione....
Sicuramente, chi non ha gradito l' albo speciale n.3, non avrà gradito neanche
quest'albo, però gli amanti del bel fumetto non possono che accettare la realtà.
E' prorio una bella storia. Inoltre, Castelli, nonostante usi argomenti triti e ritriti
all'interno della serie, trova sempre il modo per costruire trame diverse tra
loro.
Unica pecca in tutto questo è l'espediente del libro. Ma possibile che oltre alla lettura di un libro impossibile, non si sia altro modo per mettere in moto una vicenda del genere?
Questo spiega il voto inferiore al soggetto rispetto alla sceneggiatura di cui comunque per il resto non
è da meno.
Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.
  

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Esposito Bros.
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Sembra ormai che i due fratelli pugliesi abbiano raggiunto un loro standard
qualitativo medio/alto. La cosa curiosa è che comunque alcuni piccoli errori, soprattutti
nell'uso di prospettive particolari che deformano volti ed anatomie dei
personaggi, non riescono (o non vogliono) ancora ad eliminarli. Le parte migliore
di questa storia sono le tavole ambientate alla fine del secolo scorso.
Come dicono alcuni professori ai loro alunni, possono certamente fare di più.
  
In complesso una bella storia, godibile e avvincente.
Inoltre, sembra proprio che negli ultimi mesi Alessandrini
abbia cominciato a fare copertine di buon effetto con più regolarità
rispetto al passato, in cui alternava ottime prove a cover scialbe e insignificanti.
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