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Sog. e
Sce.Enrico Bagnoli e Renata Pfeiffer
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Seconda prova ai testi per la coppia composta da Enrico Bagnoli e
Renata Pfeiffer, dopo la storia "L'enigma di Boris Grigov", MM 169/170.
Il soggetto non è dei più originali, con la solita eredità da guadagnare in
un modo o nell'altro. Il tutto è un pretesto per permettere ai protagonisti,
Martin, Java e Oliver McDermott, di girovagare per
mezza Europa.
Il finale poteva essere sfruttato molto meglio, costruendo probabilmente,
un'enigma conclusivo un po' più difficile o perlomeno particolare...
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La sceneggiatura è sì ben costruita, in modo da non tediare il lettore, però
il finale poteva essere sfruttato molto meglio, costruendo probabilmente, un'enigma
conclusivo un po' più difficile o perlomeno particolare (ad esempio sfruttando
meglio il gioco della pista cifrata). I personaggi sono sterili, soprattutto
Kilda e suo marito Malcolm Duncan, inoltre Java è stato
completamente messo in disparte.
Per le varie curiosità vi rimandiamo alla Scheda della Storia.
  

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Enrico Bagnoli
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Il disegno di Bagnoli, se fosse ripulito dai notevoli tratteggi che utilizza,
sarebbe sicuramente più apprezzabile. Infatti, Bagnoli
rende di più nella realizzazione dei paesaggi e dei luoghi, dove il suo tratto sporco
risalta le varie costruzioni, che non nella caratterizzazione dei vari personaggi, soprattutto
quelli di contorno. Prendiamo ad esempio Kilda. Come donna, graficamente, non sembra granchè,
eppure alla fine riesce a sedurre Oliver McDermott. Due sono le cose:
la prima è che Oliver non ragiona esattemente con la testa ma con...;-)
l'altra è che Oliver sia proprio orbo.
  
Giancarlo Alessandrini continua a fornire prove altalenanti nella
realizzazione delle copertine. Dopo gli exploit dei mesi precedenti,
ricade in una sorte di "abulimia" che influisce negativamente sulle due
cover.
In definitiva, una storia che riporta il livello medio a qualche mese fa, a quelle
storie anonime che abbiamo letto per circa due anni.
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