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Martin Mystère
n.179-180 | ||||
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Assuan!
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( 2 , 2 , 5 ) 2 + 1 | 34% | equiv. 3/7 | |
| vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database. | ||||
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Lavori di manutenzione della diga di Assuan faranno emergere per qualche ora il bacino sommerso da venticinque anni.
Molte persone sono interessate a qualcosa che le acque hanno gelosamente custodito per millenni; tra questi
un discendente dell'archeologo italiano Belzoni, naturalmente coadiuvato dal nostro Martin...
Alla ricerca del Bastone perduto recensione di Gianluigi Fiorillo |
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Soggetto | 2/7 |
| Bruno Bonetti |
Avete presente un rinoceronte che punta il suo bersaglio ed avanza incurante degli ostacoli che gli si frappongono,
travolgendo tutto e tutti, senza minimamente curarsi del tragitto, preso come è dalla sua meta?
Beh, questa è la sensazione che mi e' rimasta dopo aver letto il lavoro di Bonetti.
Mi spiego meglio: il rinoceronte in questione, con tutto il rispetto, è il nostro Bonetti; la sua meta è il colpo di scena finale del ritrovamento del Bastone di Mosè. Il resto della storia, solo ostacoli da superare senza complimenti. E così vai con la classica mappetta del tesoro murata nel classico muro dell'altrettanto classica casa del classicissimo antenato, logicamente ritrovata dopo gli iperclassici lavori di ristrutturazione... La fiera delle banalità continua con un bell'agguato alla Willy il Coyote, con un'altra manciata di situazioni a dir poco irrealistiche, per arrivare poi alla sua apoteosi con la (classica? Noo, di più! ;-) porta segreta aperta con un colpo ben assestato di torcia elettrica (!). Patetico il tentativo di porre come elemento di disturbo la storia del personaggio di Isi: al primo accenno da parte di Rashid alla tomba sommersa del marito di Isi, si capisce che il fine della ricerca della fanatica sacerdotessa è proprio la tomba dell'amato. |
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Sceneggiatura | 2/7 |
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Bruno Bonetti, Carlo Recagno |
Anche la sceneggiatura ha le sue gravi pecche, anche se è difficile discernere le magagne della sceneggiatura da quelle della storia.
Iniziamo con i personaggi, veramente bidimensionali e privi di profondità. Java è relegato a spalla di sè stesso,
l'archeologo cestista passa con non chalance da una consapevole ignoranza a lucide analisi sulla politica dell'antico Egitto,
forse perchè pronipote di un famoso archeologo; il cattivo di turno è cattivo in quanto discendente di farabutti: il tutto con somma goduria di
Lombroso che teorizzava eredità genetiche non solo fisiche ma anche comportamentali.
La conferenza di inizio storia è realmente noiosa come la definisce in seguito Isi: eccesso di realismo o incapacità di fornirci informazioni storiche in altro modo? Gli stessi flashback storici non sembrano avere alcuna funzionalità se non quella di allungare il brodo e far passare il tempo in attesa dell'Evento Finale. E cosa dire della scelta di Martin e Belzoni di inoltrarsi nella caverna per sfuggire al rifluire delle acque del Nilo? A dir poco azzardato preferire una probabile fine da topi ad un tentativo per quanto improbabile di riguadagnare la riva del bacino. Velo pietoso sul termine della storia: siamo persino più confusi di Martin sulle modalità del suo salvataggio: che Belzoni si sia diretto con il Bastone di Mosè verso l'uscita della grotta allagata, magari lanciando un'altra torcia elettrica sulla porta per aprirla, trascinandosi dietro l'inebetito Mistère? E perchè allora il Bastone in questione è ancora in possesso della statua, come si vede nell'ultima pagina? Oppure il bastone ha agito a distanza, logicamente mettendo prima fuori uso tutti i monitor della centrale di rilevazione, preparando un comodo quanto incredibile viatico ai nostri eroi? Mah! |
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Disegni | 5/7 |
| Giancarlo Alessandrini |
Alessandrini E' Martin Mystère, quindi impossibile fare paragoni con gli altri
disegnatori della serie perché è proprio il suo tratto l'unità di misura standard.
Dunque i pregi (molti) sono i soliti: un Martin perfetto (vorrei ben vedere, l'ha creato lui! :-), superbo uso del nero pieno per sottolineare la drammaticità di luoghi ed eventi (la base atlantidea o il tempio di turno, il fondo limaccioso del bacino prosciugato), espressioni simpaticamente "gommose" e caricaturizzate dei personaggi. Anche i difetti (pochi) sono i soliti: visi sempre poco vari, stereotipati, esagerata stilizzazione dei personaggi in secondo piano. Fatto è che per un affezionato della serie ritrovarsi tra le mani un albo disegnato da Giancarlo è sempre un emozione :-). |
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Copertina | 2/3 |
| Giancarlo Alessandrini | Il tentativo del punto di vista sottomarino con tanto di discontinuità ottica aria-acqua non mi sembra realizzato felicemente, come forse nelle intenzioni dell'autore. Anzi a guardarlo a lungo per cercare di capirne la spazialità mette un leggero senso di vertigine, tipo quello che dà la vista di certe architetture impossibili... |
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Overall | 1/3 |
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Non infierisco oltre, penso che si sia capito che l'albo non mi è assolutamente
piaciuto. E' chiaro che MM sta attraversando un brutto periodaccio di aridità di idee,
180 albi si sentono tutti, spazi liberi sulla Terra per basi atlantidee non se
ne trovano, i misteri del passato sono stati tutti svelati, gli Uomini in Nero
sono momentaneamente disoccupati, Sergej Orloff è alle prese con crisi esistenziali...
però anche i soggettisti fanno del loro peggio per acuire questa crisi.
Speriamo che il Buon Vecchio Zio Alfredo intervenga di autorità per invertire la rotta verso qualche nuovo lido, alla ricerca di nuove idee. | |
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un paio di "errori"
commento di Giovanni Gentili (24.03) L'avvio della storia mi era piaciuto molto, poi, purtroppo, un vero e proprio crollo. Esordio sfortunato per Bonetti. Con questo commento voglio solo segnalare un paio di "errori" grafici:
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Rimaneggiamento Mysterioso?
commento di Marcello Vaccari (02.04) Altro che un paio di errori!!! Tutta la storia è piena di buchi come un groviera, sicuro frutto di un rimaneggiamento successivo alla realizzazione delle tavole.
Il perché siano state apportate quelle modifiche non riesco proprio a spiegarmelo! Tra gli altri buchi di sceneggiatura, non si capisce perché Isi debba aspettare che asciughino il bacino della diga per recuperare la tomba del marito. Non poteva portarsela via prima che la finissero??? Penso che ne avrebbe avuto tutto il tempo. |