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riflessioni sull'epopea di Nolitta con cui Mister No si è congedato dai lettori
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Mister No 364-379 "Qualcosa è cambiato"


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Scheda IT-MN-364-379

"Un tipo simpatico e un po' stravagante, eccezionale protagonista di meravigliose avventure"
Con queste parole Mister No, alias Jerry Drake, veniva annunciato nella primavera del 1975.

E sin da quelle prime, buffe immagini pubblicitarie (qui sotto riprodotte) che i lettori di western bonelliani trovarono in mezzo alle pagine a fumetti era in forte evidenza la carica di originalità del personaggio, autentico spartiacque nell'evoluzione delle testate di quella che sarebbe diventata la Bonelli Editore tracciando, di fatto, la rotta per figure come Martin Mystère o Dylan Dog, molto diverse dal classico eroe tutto d'un pezzo.

Lo scenario delle storie di Mister No, innanzitutto, andava a spezzare la regola del western in cui si muovevano i protagonisti di allora, da Tex a Zagor, dal Comandante Mark al Piccolo Ranger, spostandosi nell'originale, evocativa e suggestiva cornice della foresta amazzonica e del Sudamerica in generale. Il contesto storico, gli anni cinquanta del ventesimo secolo, era poi quasi "contemporaneo" a quello dei lettori.

Questioni temporali e di locations a parte, è soprattutto nella caratterizzazione del protagonista che si racchiude la forte innovazione di questa serie. Mister No è il primo anti-eroe della casa editrice, vale a dire una persona che di mestiere non si occupa di riparare i torti o che, in nome di qualche missione che ha scelto di intraprendere, ha dedicato la sua vita alla giustizia. Ricco di pregi, difetti e contraddizioni, è una figura realistica ed umana che subisce sconfitte e ne esce con il sorriso sulle labbra, che ha rigettato lo stile di vita del successo e del denaro che, dopo la seconda guerra mondiale, si stava imponendo nel suo paese d'origine e che si riconosce in pochi ma essenziali valori, tra cui l'amicizia e l'importanza di agire nel giusto.

Il lancio di Mister No (parte prima)
disegni di Gallieno Ferri

(c) 1975 Sergio Bonelli Editore

Il lancio di Mister No (parte prima)<br>disegni di Gallieno Ferri<br><i>(c) 1975 Sergio Bonelli Editore</i>

Un'altra importante caratteristica del personaggio che fa da rottura con il passato è il rapporto con le donne. Se Tex è fedele alla memoria di Lylith e non guarda in faccia altre donne, Zagor ha una nuova storia d'amore ogni decennio mentre Mark e Kit Teller vivono platoniche storie d'amore con le eterne fidanzate Betty e Claretta, Mister No non trascura affatto Venere ed è un incallito rubacuori, non sempre onesto con il gentil sesso. E anche Bacco rientra le sue passioni: Mister No è un forte bevitore, spesso ubriaco e coinvolto in risse, malvisto dalle forze dell'ordine ma tutto all'insegna della leggerezza, spensieratezza e goliardia, in un periodo in cui c'era minore consapevolezza nell'opinione pubblica e meno pressioni dei media sull'alcolismo. Questa caratteristica sarebbe poi stata molto stemperata negli anni più recenti della serie e, in omaggio al politicamente corretto, si sarebbe giunti all'inversione dei termini, presentando all'epoca del "nuovo corso" un Mister No abbruttito dall'alcool.

Il lancio di Mister No (parte seconda)
disegni di Gallieno Ferri

(c) 1975 Sergio Bonelli Editore

Il lancio di Mister No (parte seconda)<br>disegni di Gallieno Ferri<br><i>(c) 1975 Sergio Bonelli Editore</i>

La serie mensile di Mister No è terminata nel dicembre 2006 dopo un lungo periodo di medioevo narrativo legato all'infelice rapporto tra gli autori che si sono succeduti a Nolitta ed il contesto amazzonico, saltuariamente interrotto da brillanti storie isolate o cicli al di fuori della grande foresta pluviale (come l'eccellente trasferta africana o la coraggiosa saga di New York). Dopo il ritorno "definitivo" in Brasile gli autori hanno cucito addosso a Jerry una Manaus più precisa dal punto di vista scenografico e con nuovi comprimari fissi, ma senza una vera progettualità. La saga di Mister No si è così spenta lentamente e stancamente, e neppure una nuova trasferta (in Asia) le ha restituito vigore.

Ma non intendiamo, con questo articolo, disquisire sui perché e per come la serie ha chiuso, come si fa con i "coccodrilli", anche perché quello che già si scriveva dieci anni fa sulla salute della serie ha mantenuto, purtroppo, la sua attualità. Vogliamo tornare con la mente, invece, in questi giorni in cui il pilota nordamericano torna in edicola con uno speciale inedito ed una nuova ristampa, alla monumentale saga scritta da Sergio Bonelli con cui la serie regolare di Mister No si è congedata dai suoi lettori.

Lacrime di coccodrillo nella vignetta finale
disegni di Roberto Diso, da Mister No n.379

(c) 2006 Sergio Bonelli Editore

Lacrime di coccodrillo nella vignetta finale<br>disegni di Roberto Diso, da Mister No n.379<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>

Un "lungo addio" fortemente documentato e simbolico, in cui la "morte" dell'Amazzonia come terra dell'Avventura, sottoposta ad una politica economica di sfruttamento intensivo, si accompagna alla "morte" (editoriale) del personaggio, incapace (almeno per la visione di Bonelli) di trovare una nuova collocazione al di fuori di essa e di avere esaurito gli elementi di interesse.


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