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Mister No alla Cayenna

osservazioni su "Relitti Umani" da un lettore della Guyana francese
Articolo di R.Fournier  |   | misterno/


Mister No alla Cayenna
 


Mister No alla Cayenna

Articolo

Scheda IT-MN-56-59

Scheda

  • Relitti umani
    Castelli e Bignotti per una delle storie più amate dai lettori di Mister No

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"Ho appena letto la storia di Mister No prigioniero alla Cayenna e, dato che si svolge nel mio paese, la Guyana Francese, ecco alcune mie osservazioni.. Robert Fournier"

La storia "Relitti Umani" in Francia

Per molti Francesi, il bagno penale è una grave macchia nella storia della Francia, che bisogna nascondere e dimenticare al più presto. Nel 1981, all'epoca della pubblicazione in Francia di questa storia nei numeri da 68 a 72 di "Mon Journal", l'editore francese decise di cambiare tutti i nomi di luoghi che potevano far ricordare che questo bagno penale si trovava in un territorio francese. Così, la Cayenna nella Guyana Francese diventa Tamaco, capitale della repubblica di Taraquilla e, di conseguenza, l'onore era salvo e i giovani lettori francesi potevano credere tranquillamente che esistevano, da qualche parte nell'America del Sud, stati che non rispettavano i diritti dell'uomo.. Tutto ciò, è evidente, nuoce in maniera irreparabile alla veridicità della storia, ben inserita dall'autore in una terribile realtà davvero esistita; inoltre - che peccato! - viene anche sminuito l'eccellente lavoro di documentazione fatto da Castelli.

Copertina di Mon Journal n. 68, l'unica inedita in Italia

(c) 1981 degli aventi diritto

Copertina di Mon Journal n. 68, l'unica inedita in Italia<br><i>(c) 1981 degli aventi diritto</i>

Il bagno penale

Mister No arriva in Guyana nel 1955. Accusato di omicidio, viene condannato ai lavori forzati, quindi inviato in un penitenziario per scontarvi la pena. Come precisato da Alfredo Castelli, una legge francese aveva posto fine al bagno penale in Guyana nel 1938. Ma sarà necessario aspettare ancora alcuni anni prima che questa chiusura diventi effettiva: ciò succederà tra il 1946 ed il 1953, data degli ultimi rimpatri. Nel 1955, perciò, in Guyana non esistevano più penitenziari attivi e molti degli edifici a ciò adibiti erano abbandonati.

In giro per la rete


La storia del bagno penale della Guyana
sito d'approfondimento (in francese)
Papillon
la scheda IMBD del film del 1973

Mister No, matricola 1346

Ci sono stati più di 70.000 deportati in Guyana, numerati in base all'ordine di arrivo. Con la matricola 1346, Mister No sarebbe perciò arrivato al bagno penale con i primi deportati, intorno al 1855, ovvero 100 anni prima di quanto avvenga nella storia...

Il penitenziario dell'isola di Approuague

È esistito davvero un penitenziario in prossimità dell'estuario del fiume Approuague, ma si trovava sulla costa più a sud, più precisamente presso la Montagne d'Argent. Anche l'isola descritta nella storia esiste e il suo nome è Île du Grand Connétable. Essa si trova a 15 km al largo della foce del fiume Approuague e ospita una numerosa popolazione di uccelli marini. Oggi è diventata una riserva naturale.

Il penitenziario dell'isola di Approuague
disegni di Franco Bignotti

(c) 1980 SBE

Il penitenziario dell'isola di Approuague<br>disegni di Franco Bignotti<br><i>(c) 1980 SBE</i>

L'Isola del Diavolo.

Nella storia, i condannati hanno soprannominato il penitenziario di Approuague "Isola del Diavolo". Con tale termine, Castelli fa riferimento alla vera Isola del Diavolo, conosciuta per aver accolto un celebre prigioniero politico francese, Alfred Dreyfus, nel 1896. Questa Isola del Diavolo fa parte dell'arcipelago delle Îles du Salut, composta inoltre dall'Île Saint Joseph, tristemente dedicata alla reclusione con numerosi "alveari" simili a quello che ospita Mister No.

Nell'alveare
disegni di Franco Bignotti

(c) 1980 SBE

Nell'alveare<br>disegni di Franco Bignotti<br><i>(c) 1980 SBE</i>

I lavori forzati

Come precisato da Castelli, il penitenziario di Approuague aveva una terribile reputazione. Ma in realtà si trattava di un campo forestale e non agricolo come nella storia. Infatti, ogni campo aveva un'attività specifica: allevamento, agricoltura, sfruttamento dei boschi, realizzazione di strade. Ma i più terribili erano i campi forestali, poiché i condannati dovevano abbattere alberi immensi in condizioni spaventose: insalubrità, malnutrizione e malattie. Il tasso di mortalità era altissimo e molti carcerati temevano di non cavarsela.

I soldi nel bagno penale.

Come descritto benissimo da Castelli, i soldi permettevano di migliorare le condizioni di vita dei carcerati. La regola fondamentale era di non separarsi mai dai propri soldi, quindi era necessario averli sempre addosso. Un'unica possibilità: i carcerati nascondevano soldi, gioielli e altri valori in piccoli tubetti cavi che si infilavano nell'ano come lunghe supposte (come spiegato in una celebre scena del film "Papillon" con Steve Mac Queen e Dustin Hoffman).

Papillon nei fumetti e nel cinema
disegni di Franco Bignotti e manifesto del film

(c) 1980 SBE e (c) 1973 Allied Artists

Papillon nei fumetti e nel cinema<br>disegni di Franco Bignotti e manifesto del film<br><i>(c) 1980 SBE e (c) 1973 Allied Artists</i>

Questi tubetti erano molto ambiti e in caso di morte del carcerato, o anche solo di sua malattia, gli altri carcerati non ci pensavano due volte a sfondare il c.. del malcapitato per appropriarsi dei tubetti. Questo particolare era sicuramente conosciuto da Castelli, che però non ha voluto scioccare i giovani lettori (né, immagino, l'editore avrebbe autorizzato una scena con Mister No che si accovaccia e...) e ha quindi escogitato il pacchetto di sigarette truccato e il nascondiglio sotto l'asse del pavimento.

I soldi nel bagno penale
disegni di Franco Bignotti

(c) 1980 SBE

I soldi nel bagno penale<br>disegni di Franco Bignotti<br><i>(c) 1980 SBE</i>



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