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Ho (s)visto un re

la solita minaccia atlantidea sventata (forse) nel solito modo dal solito Martin
Recensione di  |   | martinmystere/


Ho (s)visto un re
Martin Mystère G11 "Re rosso, Il"


Ho (s)visto un re

Scheda IT-MM-G11

Prima lettura...

Una bella ratatouille (la famosa pietanza provenzale composta di varie verdure), ma senza il gradevole sapore caratteristico del piatto. Quello che pare un Recagno in crisi d'ispirazione imbastisce una storia che, partendo da 75000 anni fa, al tempo delle "prima" Atlantide, si dipana senza entusiasmo e senza particolari colpi di scena verso un finale deludente (coerentemente, in questo, con tutti gli episodi in cui Martin trova qualche reliquia atlantidea) e forse scontato. Tutto l'albo si risolve in una verbosissima conferenza su Roanoke, inframmezzata da flashback che ci riportano a Daytia, nella Francia di Carlo Magno o nell'Inghilterra elisabettiana nel, purtroppo non riuscito, tentativo di svegliare il lettore dallo stato di flatline in cui è stato precipitato...
Una larga messe di nozioni e di fatti esposti con molta accuratezza e logica, come se si trattasse di un saggio e non di un'avventura a fumetti...
Si scriveva, in apertura, di ratatouille in riferimento all'eterogenea composizione del cast di questa avventura. Ritroviamo qui, infatti, personaggi provenienti da diverse storie recenti legate all'universo del BVZM, come il Malagise incontrato in "L'isola che giaceva in fondo al mare", la Neftis di "La creatura che venne dall'inferno" (entrambe Storie da Altrove), dove "lavorava" con Walter Raleigh e con l'isola di Roanoke, il John Dee antenato del co-protagonista degli Speciali estivi già visto in "Il mago della pioggia" e la Guida di Neftis (e di Amanda, la fondatrice di Altrove). A questi si aggiunge una sorta di anticipazione, rappresentata da quegli Elohim che saranno protagonisti del n.283 della Serie Regolare.

Angelica vs. Malagise
I figli degli Angeli si sfidano

(c) 2006 SBE

Angelica vs. Malagise<br>I figli degli Angeli si sfidano<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Ebbene, tutto questo dispiegamento di protagonisti di sicuro peso non riesce a far decollare l'emozione. Le vicende raccontate comunicano soltanto una larga messe di nozioni e di fatti con molta accuratezza e logica nello svolgimento, come se si trattasse di un saggio e non di un'avventura a fumetti, e la delusione è attenuata soltanto dal validissimo disegno degli Esposito e delle loro collaboratrici, particolarmente adatto al tono "supereroistico" (si, ci ripetiamo, ma è questa certamente la cifra maggiore dei due fratelli) di alcune sequenze, una tra tutte il duello tra "Angelica" e Malagise. Per il resto, un finale aperto (forse preparatorio alla narrazione del n.283 della Serie Regolare) ma deludente, in cui nessuno è soddifatto e/o tranquillizzato, e che lascia un'ulteriore amaro in bocca "grazie" alla tirata finale di Martin, che ribadisce nuovamente la sua totale accettazione del concetto di libero arbitrio... Francamente non abbastanza per giustificare i €7 di spesa per l'acquisto dell'albo.

Seconda lettura...

Forse è bene non fermarsi alla prima impressione...
Forse è bene non fermarsi alla prima impressione. Non c'è solo nozionismo nello scritto di Recagno, ci sono pathos e cuore, amore e dolore...
Rileggendo l'albo si scoprono angoli nascosti, presenze sottili che sfuggono abilmente anche all'occhio più allenato. Non c'è solo nozionismo nello scritto di Recagno, ci sono pathos e cuore, amore e dolore, ci sono la pietà e l'ambizione mescolati, in varie sfumature, al senso del dovere e allo spirito di sacrificio. C'è il desiderio dell'uomo di crescere, ma c'è anche il rischio insito nel diventare "adulti" troppo in fretta, bruciando le tappe di quello che dovrebbe essere un lento e meditato cammino. Oduarpa è una figura tragica nel suo rendersi conto che la scienza sulla quale aveva fatto tanto affidamento ha prodotto l'opposto di quanto si era prefissa. Malagise, "Angelica", Miranda e Walter Raleigh sono commoventi e tragici esempi di senso del dovere e spirito di sacrificio. Robert Cecil è la cecità dell'ambizione, la crudeltà della brama di potere. Orlando e Astolfo l'immagine della "bambinitudine" dell'uomo alle prese con ciò che non conosce.

La città degli Elohim
La meraviglia di Astolfo sulla luna

(c) 2006 SBE

La città degli Elohim<br>La meraviglia di Astolfo sulla luna<br><i>(c) 2006 SBE</i>
Tutto questo, e anche di più, è stato mescolato e fuso alla trama narrata, rendendo, alla fine, digeribile persino il pistolotto finale del BVZM, incapace (proprio lui, cumbo del popolo del Sogno!..) di accettare che l'intera umanità, l'intero nostro mondo come lo conosciamo, possa essere solo il sogno di un dio che dimora tra di noi.

Summa

Dubbio. Indecisione. Esitazione. La differenza di opinioni risultanti tra la prima e la seconda lettura è abissale. Sembra quasi che si stia scrivendo di due storie differenti, e non è facile, in queste condizioni, sintetizzare un giudizio. La sensazione finale è certamente quella di un prodotto non pienamente riuscito, di un qualcosa che avrebbe avuto bisogno di un po' più di... e di un po' meno di... per essere completo. Una lettura gradevole, nella quale è possibile trovare anche quello che si descriveva nella "seconda lettura...", a patto di volercelo cercare.
Il re rosso - Martin Mystère Gigante n.11, di Carlo Recagno (testi), Esposito Bros. con la collaborazione di Francesca Palomba e Melissa Zanella (disegni)
Gennaio 2006, annuale - Sergio Bonelli editore


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