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Sognando cambogiani felici

Il vecchio Log "è" il passato magico e affascinante della Cambogia
Recensione di  |   | martinmystere/


Sognando cambogiani felici
Martin Mystère 282 "Budda d'oro, Il"


Scheda IT-MM-282

Martin Mystére, alla fine della storia, decide di non scegliere a proposito della questione di Angkor Vat, nel dubbio se sia giusto "secolarizzare" un patrimonio dell'umanità e trasformarlo in un Luna Park.
Non ci sono altre maniere per aiutare la Cambogia? Non abbiamo ancora abbastanza materiale per decidere.

Mystére non inizia a girare il documentario che gli era stato chiesto, e se ne occupano La Neve e Santarelli, per quanto è stato loro possibile, raccontando un poco la storia remotissima e più recente di quel paese, naturalmente aggiungono un cattivo e un piccolo intreccio "da Martin Mystére", e chiudono l'albo sull'incerto futuro di una nazione che deve rinascere e sui dubbi del bravo protagonista.
Anzi, chiudono sui dubbi di Mystére, perché è la Cambogia la vera protagonista.

Lo straordinario splendore dell'antica ricchezza stride terribilmente con l'onnipresente rovina che è la cifra del paese di oggi, le statue di Budda rimangono - tristi, in qualche modo - come un augurio di pronta ripresa se non di lunga vita.

La meglio gioventù: la Cambogia spera
Disegno di Luisa Zancanella

(c) 2005 SBE

La meglio gioventù: la Cambogia spera<br>Disegno di Luisa Zancanella<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Tutto l'intreccio è retto da tre personaggi, oltre a Mystére, che, com'è lecito attendersi da un'opera di narrativa, sono banalmente loro stessi e al contempo l'allegoria di forze in gioco in un problema più generale di cui tutta la nostra vicenda è solo un caso particolare.

Ngo Dihn Le Sang è l'ultima generazione, giovane, bella, piena di potenziale, che solo per il fatto di essere nuova meritebbe un futuro migliore nel suo paese, la Cambogia.
Il maestro Log è il senso del sacro, e non per niente alla fine "risorge" e così ammicca a Martin Mystère e al lettore, quando l'augurio di buona fortuna dei Budda d'oro è esteso a tutti quanti (pag.158) ma ironicamente da una chincaglieria per turisti, "made in Taiwan".
E infine Konrad: La Neve e Santarelli cercano di farne un personaggio interessante e ci riescono, è un tipo che si accende e si spegne: fa la guerra ed è cattivo ma incontra Log e trova l'illuminazione (switch on), si dedica al volontariato e smina interi campi dalle mine antiuomo ma un giorno una delle tante mine gli esplode in faccia (switch off), ridiventa cattivo e decide di arricchirsi speculando sulla Cambogia.

Pare difficile trovare un appunto
La semplicità dell'intreccio è certamente un merito.
E' buona la scelta di mantenere un basso profilo, non coinvolgendo chissà quale organizzazione malavitosa o qualche oscura trama che minaccia in grande l'equilibrio delle istituzioni, alla fine si tratta solo di un piccolo traffico di oggetti d'arte e una vicenda umana un pò miserabile.
Si lascia intendere che dal destino dei Budda dipende tutto il destino di una popolazione, ma non si insiste in questo senso, un lettore può tranquillamente continuare a credere che si tratti di una superstizione dall'inizio alla fine della storia.
Su tutto seccano un poco i continui rimproveri rivolti a Mystére, che è un uomo ricco e viene dalla società del benessere e quindi "non può capire". Diana fa il minimo sindacale mostrandosi un po' gelosa della bella Ngo, Martin offre uno scorcio della sua vanità mostrandosi piccato per essere stato contraddetto da Log riguardo l'autenticità di uno dei Budda d'oro.
Ngo ha qualcosa di ambiguo, ma per quello che riusciamo a vedere può essere tranquillamente una brava persona, Log, Konrad: i loro ruoli non sembrano chiedere un introspezione maggiore di quella che viene fornita, anzi la loro estraneità, che in ogni caso rimane, aggiunge qualcosa alla storia. Il ritmo tiene, il gran numero di pagine questa volta non lo annacqua.
Pare difficile trovare un appunto.

I disegni di Luisa Zancanella contribuiscono al giudizio positivo. La moglie di Alessandrini è un "Alessandrini minore", come Devescovi, nel senso che il suo stile assomiglia molto a quello del compagno. Certo è molto brava e in alcune tavole fornisce delle buone prove del suo talento, ma in altre i suoi disegni sono piuttosto legnosi (pag 58 o pag. 126).
Il "Budda d'oro" è una storia molto sobria, forse per questo non si farà ricordare moltissimo, non è certo all'altezza delle prestazioni elettriche dei migliori albi della serie, ma è comunque una lettura molto gradevole. Il Budda d'oro, di Stefano Santarelli & Michelangelo La Neve (testi) e Luisa Zancanella(disegni)
Dicembre 2005, bimestrale - Sergio Bonelli editore


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