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Corsi e ricorsi... E volai, e precipitai.

un deciso ritorno al passato per il BVZM, che speriamo gli assicuri un futuro
Recensione di  |   | martinmystere/


Corsi e ricorsi... E volai, e precipitai.
Martin Mystère 279 "Destino di Atlantide, Il"


Scheda IT-MM-279

Come ampiamente anticipato e annunciato nei mesi scorsi, inizia in quest'albo l'auspicata (e auspicabile) rinascita per il Detective dell'Impossibile, e Castelli prova a rimettere in moto la ruota del destino del suo personaggio chiudendo un ciclo per iniziarne uno nuovo ripartendo proprio dall'inizio delle vicende del BVZM, portandolo indietro di ventitre anni in quel mare delle Azzorre che tutti i lettori della prima ora delle avventure del nostro amico archeologo ben ricorderanno.

Qualche parola, prima di parlare della storia raccontata in quest'albo, sulla scelta editoriale che vede la sua attuazione in questa estate del 2005.

Da tempo sulle nostre pagine si levavano alti i lamenti sulla troppo altalenante qualità delle storie pubblicate, lamenti, crediamo, condivisi da molti di voi lettori, specialmente da quelli maggiormente affezionati a Martin Mystère.

...Speriamo che l'intenzione di Castelli di dedicarsi maggiormente in prima persona alla sua creatura più famosa riesca ad invertire la tendenza negativa...
Sappiamo bene tutti come la decisione di stabilire per la serie regolare una cadenza bimestrale, al di là delle dichiarazioni ottimistiche di Castelli e Bonelli, sia dovuta ad un chiaro momento di crisi della testata che, pur se lentamente, ha visto assottigliarsi costantemente il numero dei lettori e, di conseguenza, il rendimento in edicola. Non possiamo che augurarci che questa scelta, per quanto (crediamo) dolorosa, sia quella giusta a risollevare le sorti di una serie che può a ben diritto essere definita storica nel panorama del fumetto italiano e non, come chi scrive teme, il prologo ad una definitiva chiusura. Speriamo che l'intenzione di Castelli di dedicarsi maggiormente in prima persona alla sua creatura più famosa riesca ad invertire la tendenza negativa e a stabilizzare la qualità delle storie di Martin sull'alto livello al quale ci avevano abituato quelle dei primi anni di pubblicazione.

Ma torniamo alla storia presentata nell'albo. Castelli è pienamente riuscito a portare ad un buon compimento (certo, dovremo aspettare le prossime uscite per verificare questa affermazione...) il non facile compito di iniziare un nuovo ciclo delle avventure di Mystère mantenendo il necessario legame con il passato. L'idea alla base della storia è quanto di più mysteriano si potesse pensare, visto il legame con il numero 1 della serie del quale è un'ideale continuazione (forse nelle intenzioni dell'autore questo dovrebbe essere una sorta di consuntivo per i vecchi lettori ed un inizio per gli eventuali neofiti) e conclusione, ma non solo. Martin, pur fedele a se stesso, non è lo stesso di tanti anni prima, anche se a prima vista potrebbe sembrare così visto il taglio avventuroso di questa vicenda, perchè Castelli ha avuto la brillante idea di portarlo (finalmente, dopo più di vent'anni!..) ad Atlantide e di metterlo di fronte al più classico dei dilemmi rendendolo, probabilmente, il sassolino che ha dato inizio alla frana che ha travolto il mysterioso continente 10.000 anni fa.
E' un Martin dubbioso dall'inizio alla fine, quello che si incontra nelle pagine di questo albo (potremmo definirlo un Martin leggermente Moralesizzato...), messo di fronte ai propri precetti morali in contrasto con la sua curiosità di scienziato nel momento della decisione chiestagli da Kut Humi, un Martin preoccupato dell'incolumità della propria famiglia che oggi esita, contrariamente a quanto avrebbe fatto in passato, nell'aprire l'ennesimo misterioso pacco trovato sulla soglia.

Chi scrive ha apprezzato il ritorno di Orloff, un personaggio che si è evoluto come forse ad altri della serie non è stato consentito, nei panni di collega bravo-come-se-non-di-più di Martin, anche se (e credo di non essere il solo) si prova una certa nostalgia per la sua versione villain. Ben caratterizzati, anche se un po' troppo stereotipati, i comprimari "del nostro tempo", siano essi scienziati dalle grandi capacità o militari ottusi oggetto di scherno e critica. Uniche note stonate, forse, sono la pochezza degli atlantidei, che si limitano ad esporre un credo no-global e lamentarsi della reazione del potere, e i siparietti comici dei monaci tibetani.

Il disegno è efficace e sufficientemente drammatico, con una bella scelta di neri e bianchi molto netti e definiti che abbiamo trovato molto adatti al tono della storia ma, forse, un po' troppo dark per le caratteristiche della serie.

In conclusione, un buon ri-inizio, foriero di buoni sviluppi. Vorremmo, anche se forse è superfluo, raccomandare al BVZA di mettercela tutta per non deludere i suoi tanti "nipotini". Lunga vita a Martin! Martin Mystère n.279 - Il destino di Atlantide Giugno 2005 - Testi di A.Castelli; Disegni di A.Orlandi e E.Cardinale - Sergio Bonelli editore - 16 x 21 cm, brossurato, B/N, 154 pagine - 4,40 € - bimestrale

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