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Il destino del maggiordomo (e di Tracy)

storia d'impatto con svolta (e rapida retromarcia)
Recensione di  |   | martinmystere/


Il destino del maggiordomo (e di Tracy)
Martin Mystère 296-297 "L'orrore oltre la soglia"


Il destino del maggiordomo (e di Tracy)

Scheda IT-MM-296-297

Sin dal momento in cui si sa che Java lascerà Washington Mews per convivere con Maria Ossowiecki dall'altra parte degli Stati Uniti - senza che nel frattempo siano giunte voci di chiusura della serie - in lontananza i lettori più accorti avranno sentito, in flash-forward, il rintocco di una campana funebre. Quando poi Java e Maria convolano a nozze, è totale la consapevolezza che il destino della sposa non sarebbe stato dissimile da quello di Tracy Di Vicenzo (moglie di James Bond per poche ore) e delle altre compagne di vita di tanti personaggi seriali (come Sergej Orloff spiegava brillantemente durante il matrimonio di Martin e Diana).

Una storia in due atti

Ironia a parte sull'ennesimo "evento epocale" di una serie bonelliana - in realtà solo una deviazione temporanea dal tranquillizzante status quo - la storia in sé, godibile e di pregevole fattura, ha senz'altro il merito di averci raccontato, sia pure per poche decine di tavole, qualcosa di nuovo. Storia doppia innanzitutto, con due parti piuttosto differenti e staccate tra loro.

Nella prima è concentrato il tasso emozionale a cui Paolo Morales ci ha piacevolmente abituati, con sequenze gustose (il bisticcio tra Java e Martin prima di lasciarsi, in cui il neanderthaliano gli rinfaccia di considerarlo un maggiordomo, un sospetto che in effetti al lettore è venuto per come Java è stato utilizzato in tante storie svogliate degli ultimi anni) e una sceneggiatura brillante che alterna la nuova felicità di Java alla perdita della sua presenza in Washington Mews, le trame del crudele Arkham alla preoccupazione per la scomparsa di Maria, fino al sacrificio finale di lei nello stesso tempio dove conobbe Java anni prima.

Numero 296 - Tavola 27
disegni di Paolo Morales e Davide De Cubellis

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Numero 296 - Tavola 27<br>disegni di Paolo Morales e Davide De Cubellis<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

Nella seconda parte prendono il sopravvento i contenuti mysteriosi, legati al Necronomicon e alle antiche civiltà asiatiche, e subito vengono cambiate le carte in tavola, con la morte per contrappasso del cattivo del primo episodio ed il ritorno alla grande di Arth Wilson che, dopo essersi concesso una parentesi di umanità con Maria nel precedente albo, rivela la sua vera natura. Lui è un nuovo esempio di una figura evidentemente cara a Morales, quella del giovane di bell'aspetto e dal fascino malvagio (come in passato lo sono stati gli orientali Surya e Sanjay o l'ESPer Angel). Sono inoltre introdotti tanti nuovi personaggi, tutti con una precisa caratterizzazione a prescindere dal loro ruolo pratico (lo spregiudicato avvocato Heep, l'ex soldato Harry) piuttosto che scientifico (la squadra di esperti raccolta da Arth). Per tutti non si ha mai l'impressione che facciano soltanto numero, essendo dotati di una sintetica, efficace e frizzante personalità che lascia pensare che dietro di loro ci sia una vita interiore. Gli esperti sono persino capaci di rubare la scena a un Martin meno logorroico e piuttosto taciturno durante i brainstorming, ma il BVZM è sempre dotato di quel tocco in più nei momenti decisivi.
Purtroppo la trama si sfilaccia nella fantasiosa e fantastica parte finale, con la rivelazione della natura reale di Cynthia che è un colpo basso per le modalità lacunose e da deus ex machina con cui arriva, e con gli scopi di Arth Wilson troppo vaghi, e che terminano con l'ennesima evocazione di un'entità (Cthulhu in persona) che si ritorce contro colui che la tenta.

Il tocco decisivo di Martin
disegni di Fabio Grimaldi, Martin Mystère n.297, pag.104

(c) 2008 Sergio Bonelli Editore

Il tocco decisivo di Martin<br>disegni di Fabio Grimaldi, Martin Mystère n.297, pag.104<br><i>(c) 2008 Sergio Bonelli Editore</i>

I disegni

Quando il forte legame tra Java e Maria nacque, Morales e Grimaldi avevano firmato insieme i disegni. Nel frattempo Grimaldi si è "affrancato" dal suo maestro, ed in questa occasione i due hanno illustrato una parte a testa di questa doppia (con Morales coadiuvato da De Cubellis). Il debito di Grimaldi con lo stile di Morales è ancora evidente, sebbene il suo tratto nel confronto risulti più pulito e con volti alquanto iconici rispetto a quelli più ombreggiati e carichi di forza drammatica di Morales. Differenze stilistiche a parte, in entrambi gli albi sono sempre efficaci l'espressività e la recitazione dei vari personaggi, le loro emozioni, la varietà delle fisionomie dei comprimari, la ricostruzione delle molteplici ambientazioni (da Gerusalemme all'Iraq, dallo Yemen ai siti archeologici, da New York a San Francisco fino all'impossibile luogo finale) e gli "effetti speciali" (il testo di luce).

Riflessioni finali

Nel complesso è un episodio di spessore, che ha regalato brividi ed emozioni. Da appassionati che hanno a cuore il destino dei protagonisti delle loro letture, tuttavia, possiamo dire che ci dispiace che sia stata "bruciata" una possibile sistemazione finale per Java nel giorno in cui questa serie dovesse cessare le pubblicazioni. Era tuttavia difficile attendersi qualcosa di diverso, dato che Maria è sempre stata una fidanzata non ufficiale, gestita da un solo autore (per di più non il creatore della serie) e protagonista di un proprio, indipendente filone di storie. La sua uscita di scena, temiamo, toglierà una delle frecce più interessanti dell'ultimo decennio alla serie. Resterà a questo pugno di storie, comunque, il merito di avere assegnato un volto umano a un personaggio come Java, che evidentemente non serve solo per preparare il tè e sa comunicare con il lettore anche se si esprime solo con grugniti. Al quale però ora - speriamo di essere smentiti dai fatti - non resta che tornare al proprio destino di maggiordomo.

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Scheda IT-MM-296-297

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