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La sòla dei famosi (e scusate il dialetto!).

Per fortuna che c'è il mestiere a soccorrere il BVZA
Recensione di  |   | martinmystere/


La sòla dei famosi (e scusate il dialetto!).
Martin Mystère 287 "Tesoro di Capitan Kidd, Il"


Scheda IT-MM-287

Continua la fase di "fiato corto" della Serie Regolare del Detective dell'Impossibile con una storia che, nonostante alle penne ci sia personalmente Castelli, mostra decisamente la corda.
Non s'intende certo affermare che sia una brutta storia, ma riteniamo che fosse più adatta, per l'atmosfera generale e per come è stata conclusa, ad uno Speciale estivo o ad un Almanacco che non alla Serie Regolare.

Il trucchetto, frutto dell'innegabile e grandissimo mestiere del BVZA, di risolvere la vicenda di quella Oak Island più volte trattata da Mystère e uno dei pochi veri misteri rimasti nel nostro mondo reale trasformandola nell'uscita di sicurezza del set "galattico-interdimensionale-fuori-dal-tempo" dell'Isola dei Famosi è, allo stesso tempo, geniale e irritante. Geniale perchè, con il consueto umorismo castelliano, ci viene mostrato che tutto l'Universo è paese. Irritante perchè spreca uno dei, come scrivevamo sopra, pochi mysteri rimasti nel mondo reale con una soluzione banale e "nazional-popolare" certamente non degna dei "parametri di base" di Martin Mystère. E perchè ci rattrista non poco vedere uno dei migliori e più colti autori di fumetti italiani sbertucciare la televisione come un cabarettista alle prime armi per poter "riempire" una storia.

Il ritorno di Castelli ai testi e di Alessandrini al disegno aveva creato in chi scrive la speranza di leggere qualcosa di più classicamente mysteriano di quanto recentemente prodotto, ma soggetto e sceneggiatura danno l'impressione di due moduli differenti nell'argomento e nell'atmosfera incollati insieme per riempire le 154 faticosissime pagine (ancora non abbiamo visto, dall'inizio del nuovo corso, una storia che regga bene l'aumentato numero di pagine a disposizione, purtroppo) sulle quali si articola una storia che parte come un tentativo di riannodare trame del passato (la storia della truffa di Fatho e il mistero di Oak Island) con il presente di Martin e che vira poi decisamente verso la farsa quando risolve il mistero nel modo che sappiamo. I personaggi introdotti sono, con l'esclusione del bellissimo vero protagonista della storia, il geniale truffatore Fatho, stupendamente definito e certamente collettore delle simpatie di tutti i lettori di questo albo, dimenticabili.

In sintesi la storia, a patto di non volerla a tutti i costi ricondurre nel canone mysteriano e confrontarla con i "parametri" di cui sopra, è di piacevole lettura ma ben lontana dall'essere degna di ricordo o rimpianto tra vent'anni. Speriamo nella prossima...

Martin Mystère n.287 - Il tesoro di Capitan Kidd Ottobre 2006 - Testi di Castelli; Disegni di Alessandrini - Sergio Bonelli editore - 16 x 21 cm, brossurato, B/N, 154 pagine - 4,40 € - bimestrale

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Scheda IT-MM-287

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