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Lo stiamo perdendo!..

Requiem per un personaggio?
Recensione di  |   | martinmystere/


Lo stiamo perdendo!..
Martin Mystère 284 "Pavone dell'Imperatore, Il"


Scheda IT-MM-284

Chiunque di noi frequenti il genere "E.R." conosce bene l'espressione che titola questa recensione. Spesso è seguita dal grido "Libera!" e dall'applicazione delle piastre del defibrillatore al torace del malcapitato di turno, che sobbalza subito dopo sulla barella colpito dalla scarica elettrica che dovrebbe rimettere in funzione il suo cuore ormai fermo.
A questo punto alcuni di voi potrebbero chiedersi dove si vuole "andare a parare" con questo incipit...
Speriamo che il malato si riprenda, e che questo non sia un requiem per il BVZM...
E' presto detto. La sensazione che prova chi scrive è che le vicende editoriali del BVZM, il nostro amico, il compagno di tanti momenti di svago, siano prossime ad una ingloriosa fine, nonostante il tentativo di defibrillare il morente cambiando periodicità e numero di pagine.
La stanchezza del "cuore", cioè Castelli e tutti gli altri autori che si dedicano a Martin Mystère, è ormai talmente palese e evidente da lasciare ben poche speranze di un recupero e di una nuova vita, quella nuova vita che si è tentato di spacciare a noi lettori circa un anno fa, quando si è passati dalla cadenza mensile a quella bimestrale. Nessuna delle promesse fatte all'epoca è stata mantenuta, se si esclude l'aumento del numero delle pagine di ogni albo, e nessuna tra le storie proposte dallo scorso giugno è mai riuscita ad avvicinarsi alla superiore qualità che il maggior respiro assicurato dalle 164 pagine avrebbe, nelle dichiarazioni degli autori e dell'editore, consentito.
Un testo banale, sceneggiato senza cura, ulteriormente indebolito da illustrazioni tra le più scarse viste sulle pagine di Mystère in ventiquattro anni.
Martin è sempre più verboso e noioso. Java e Diana quasi sempre in ombra. E gli altri personaggi più o meno fissi della serie non hanno avuto di sicuro maggior rilievo che in passato. Le storie proposte sono banali, superficiali e farraginose, e non trovano mai un guizzo di originalità che risvegli l'interesse di chi legge.
Cosa è accaduto? Perchè il primo personaggio veramente innovativo del fumetto seriale italiano non riesce più a mantenere gli standard di qualità del passato? Le risposte sono molteplici, e anche le domande non si esauriscono certo con quelle qui poste. Noi possiamo solo dire che proprio la sua caratteristica principale, l'aderenza alla realtà del nostro tempo, sembra essere divenuta il suo maggiore handicap. Pochissimi sono i mysteri ai quali ispirarsi, troppi concorrenti nei vari media si occupano ormai delle stesse tematiche e diventa, quindi, sempre più difficoltoso per autori in pesante crisi trovare spunti validi per il Detective dell'Impossibile. Ventiquattro anni di vita editoriale sono molti, ma se pensiamo a personaggi seriali come Tex, Zagor o Mister No non possiamo fare a meno di chiederci come mai "loro" resistono e Martin arranca, nonostante le rassicurazioni che ci vengono fornite in ogni redazionale dal curatore della testata. Leggendoli si ricava sempre la sensazione di essere a bordo del Titanic, dove l'orchestra di bordo continuava a suonare allegre musichette mentre la nave affondava...
Con la storia presentata in quest'albo siamo ormai "con la poppa alzata", pochi istanti prima che la nave si inabissi o, per tornare all'analogia del titolo, al momento in cui il monitor lancia l'ultimo bip prima che il tracciato diventi piatto.

Un testo banale, sceneggiato senza cura, ulteriormente indebolito da illustrazioni tra le più scarse viste sulle pagine di Mystère in ventiquattro anni. Coppola riesce nella non facile impresa di cambiare la fisionomia dei personaggi quasi ad ogni vignetta, di rendere immobile qualsiasi movimento (perdonate l'ossimoro...), di far perdere qualsiasi credibilità alla minaccia rappresentata dai pavoni disegnandoli talmente "leggeri" (nessuno dei personaggi che li trasporta sembra fare la minima fatica) da rendere inefficace l'arma da essi celata e di creare scenografie inadeguate e poco coerenti. Non male per un solo albo!..
Testo e sceneggiatura non sono certamente molto superiori, infarciti come sono di luoghi comuni (la colpevolezza annunciata di Jessica in quanto "ex giovane delinquente dalla dubbia moralità", il pregiudizio verso chi si veste "strano", la supponenza e la crudeltà delle "classi superiori", gli scrupoli dei potenti verso i potenti...), e mancanti di qualsiasi approfondimento in senso mysterioso della figura dell'Imperatore Giallo, che pure avrebbe potuto fornire ben altro apporto narrativo, relegato ad un ruolo ininfluente esaurito in poche pagine nonostante fosse il "protagonista" del titolo e, virtualmente, della storia.
Un Martin più saccente del solito ed un Java "invisibile" completano il non esaltante quadro di una vicenda più poliziesca che mysteriosa salvata (si fa per dire...) solo dall'impegno di Diana che emerge, una volta tanto, come la vera protagonista. Travis fa il "poliziotto buono con le mani legate dai superiori" risultando coerente con il suo ruolo, mentre i comprimari sono ridotti a stereotipi (il mafioso russo, la vicina impicciona e livorosa, gli amici silenti di Jessica) o "piatti", come Cale che avrebbe potuto, a parere di chi scrive, fornire spunti ben più caratterizzanti. Repetita (non) iuvant: non male per un solo albo.
Speriamo che il malato si riprenda, e che questo non sia un requiem per il BVZM... Martin Mystère n.284 - Il pavone dell'imperatore Aprile 2006 - Testi di La Neve/Santarelli; Disegni di Coppola jr - Sergio Bonelli editore - 16 x 21 cm, brossurato, B/N, 160 pagine - 4,40 € - bimestrale

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