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2001 Nights

l'uomo e l'infinito
Recensione di  |   | manga/


2001 Nights
2001 Nights


2001 Nights

Duemila notti nello spazio...

Passati 13 anni circa dalla prima edizione targata Granata Press è tornato nelle fumetterie italiane "2001 Nights" il più celebre e celebrato manga di Yukinobu Hoshino.
Cominciamo subito col dire che la nuova edizione rispetto alla vecchia ha conservato il senso di lettura giapponese, non ha (inspiegabilmente) eliminato il prologo della saga, ovvero il primo dei racconti, e ha mantenuto a colori le pagine che erano a colori nell’edizione originale. Insomma una ristampa, che dopo il brutto lavoro della Granata Press, era auspicabile e quasi necessaria. Una bella edizione, curata in maniera sufficiente da giustificare quasi i 9,90 euro di spesa che occorreranno per acquistare ciascuno dei tre volumetti in cui sarà divisa la storia.
L’uomo qualsiasi che nella sua piccolezza si confronta con l’infinito e l’ignoto, lotta per sopravvivere e si interroga sul proprio posto nel cosmo.
Intelligente incrocio tra "Le mille e una notte" e "2001- Odissea nello spazio", il titolo del fumetto,"2001 Nights", è già una forte dichiarazione di poetica.
Con la famosissima opera mediorientale il manga di Hoshino ha in comune la struttura, ovvero il fatto di essere una raccolta di racconti, mentre col capolavoro di Kubrick condivide il genere (la fantascienza), i sottogeneri (la fantascienza spaziale e la fantascienza filosofica) e tutta una serie di temi.
Le duemila e una notte, insomma, ma in verità le “notti”, ossia i vari racconti di cui è composta la saga, sono 18, più un prologo e un epilogo, e sono di una lunghezza che varia fra le 15 e le 120 pagine. Talvolta legati tra di loro da riferimenti o da temi simili i 20 racconti vanno nel complesso a formare un ampio affresco che copre all’incirca quattro secoli di storia futura dell’umanità, ovvero quella che nel fumetto viene chiamata “l’era spaziale”.
L’opera è più o meno divisibile in tre grandi blocchi narrativi.
Il primo narra i primi timidi tentativi che l’umanità compie nel cercare di superare il problema delle incommensurabili distanze spaziali. Insomma i primi approcci dell’uomo allo spazio. Questo primo blocco si conclude con la scoperta dell’iperspazio (ottava notte) che rende possibile coprire distanze di anni luce in pochi secondi. Comincia così la fase dell’esplorazione, in cui l’umanità affronta l’universo alla ricerca di quei pianeti che possono diventare una seconda casa e che possono essere sfruttati. Questa seconda fase si mischia impercettibilmente con la fase finale: quella della colonizzazione (ultime cinque notti all’incirca), nella quale l’entusiasmo iniziale viene meno e in cui si scopre che l’universo è troppo grande e troppo buio perché possa essere imbrattato dei colori dell’uomo.

"Il viaggio di Kark 9000"

(c) 1992 granata press srl

"Il viaggio di Kark 9000"<br><i>(c) 1992 granata press srl</i>
Quattro secoli di viaggi spaziali narrati attraverso le piccole gesta, gli amori, gli affetti e i contrasti di uomini comuni: astronauti, pionieri, esploratori, coloni.

In giro per la rete


Flashbook
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scheda enciclopedica
L’uomo qualsiasi che nella sua piccolezza si confronta con l’infinito e l’ignoto, lotta per sopravvivere e si interroga sul proprio posto nel cosmo. Hoshino riesce a parlare in maniera intelligente di una serie di temi sicuramente impegnativi e che fanno parte della tradizione delle grandi epopee di fantascienza: l’evoluzione, il concetto di spazio, il concetto di tempo, l’istinto alla sopravvivenza della specie, il confronto con l’infinito e con dio. Argomenti tanto ambiziosi esponevano a due grandi rischi: la banalità e la presunzione pontificatoria; l'autore riesce ad evitarli entrambi rimanendo nel fertile terreno di chi pone le domande, senza dare risposte certe, di chi solletica l'intelligenza del lettore dandogli piena libertà di giudizio.
Diciamolo: se le idee e i racconti sono uno più bello dell’altro è anche perché Hoshino ha saccheggiato a piene mani (come scrittore ma anche come disegnatore) tutto un immaginario fantascientifico che contiene al suo interno maestri come Kubrick, Tarkosky, Bradbury, Asimov e Clarke ( ma i cultori del genere si divertiranno a riconoscerne tanti altri ); tuttavia l’acume della scrittura, la coerenza e la vastità dell’affresco e i momenti di straordinaria poesia sono motivi sufficienti per perdonare qualsiasi furtarello.

"L'avvento di Lucifero"

(c) 1992 granata press srl

"L'avvento di Lucifero"<br><i>(c) 1992 granata press srl</i>
Che Hoshino non sia un mangaka tradizionale lo si capisce anche dal tratto, adulto e occidentalizzante nello stile. Il charater design si discosta felicemente dallo stereotipo giapponese, anche se il fumetto soffre di una non ottimale caratterizzazione grafica dei personaggi che, come in molti manga, finiscono per assomigliarsi tutti. Sono eccellenti, invece, i disegni delle suggestive vedute spaziali, delle ambientazioni esterne (presumibilmente copiate da foto) e del mecha design, tutti scorci nei quali l'autore si conferma ancora una volta un grande appassionato del genere.

2001 Nights di Yukinobu Hoshino (testi e disegni), 1984-1986
Prima edizione:Granata Press, 6 volumetti, 120 pag circa, b/n, 5.000 lire, marzo-agosto 1992.
Ultima Edizione:Flashbook, 3 volumetti, 264 pag, b/n e colori, sovracopertina, 9.90 euro.

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