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Seven Deadly Sins

Il ritorno dell'epica fiabesca
Recensione di  |   | manga/


Seven Deadly Sins
Seven Deadly Sins


I Sette Peccati Capitali: la squadra di cavalieri più forte e spietata del reame di Britannia, criminali in grado di competere con i Cavalieri Sacri, arruolati per compiere missioni impossibili.
Non stupì sicuramente nessuno il fatto che costoro nel tentativo di spodestare il Re assassinarono il Comandante dei Cavalieri Sacri e vennero sconfitti e dispersi da un assalto congiunto di questi ultimi.
Questo dieci anni prima dell'inizio della nostra storia, prima che i Cavalieri Sacri cominciassero a prendere il controllo del reame, diventando sempre più dispotici e sottomettendo la popolazione alla necessità di prepararsi per la guerra contro un nemico sconosciuto, arrivando persino ad imprigionare il Re ed obbligando la Principessa Elizabeth alla fuga.
In una realtà in cui i giusti sono diventati malvagi, a chi si potrà rivolgere una principessa vissuta in una gabbia dorata, la cui unica dote oltre alla bellezza (ovviamente) è il coraggio, se non ai più temuti tra gli ingiusti?
Dispersi ma mai confermati come deceduti, i Sette Peccati Capitali, a partire dal loro capitano Meliodas, ancora sono rappresentati sugli avvisi di taglia. Ricercati con accanimento dai Cavalieri Sacri.
Sono l'ultima speranza della principessa e del regno, ma anche fosse possibile ritrovarli quale sarà il prezzo da pagare per averli come alleati?

Meliodas e Elisabeth
Momenti eroici

(c) 2014 Star Comics

Meliodas e Elisabeth<br>Momenti eroici<br><i>(c) 2014 Star Comics</i>

Seven Deadly Sins, scritto e disegnato da Nakaba Suzuki e pubblicato da Star Comics, è un manga che ci ha preso di sorpresa per il piacevole retrogusto "vintage" che abbiamo trovato.
Dal punto di vista grafico siamo stati riportati di forza al periodo del successo della prima serie di DragonBall, in cui il "Toriyama Style" esplose e contagiò buona parte della produzione manga d'azione, generando alcune saghe fantasy di grande successo, tra cui Dai e Dragon Quest, che avrebbero condizionato i decenni a venire.
In quest'opera ritroviamo quelle anatomie tondeggianti e infantili che diventano poi caricaturali e sproporzionate quando ad essere rappresentati sono avversari (soprattutto se mezze tacche). A questa semplicità si affianca in maniera inaspettata una cura del dettaglio nel disegno di scenografie ed accessori, con un contrasto che rinforza l'aspetto fiabesco della narrazione. Trattandosi di un manga d'azione abbiamo poi la consueta abbondanza di linee cinetiche ed una più che valida costruzione di tavola che scandisce i tempi, le accelerazioni e le decelerazioni della narrazione.

Soggetto e sceneggiatura sostituiscono invece la moda corrente del manga d'azione di presentarci protagonisti "in crescita" e protagoniste spigliate ed indipendenti con l'epica fiabesca più pura, fatta di principesse in pericolo ed eroi fortissimi fin da subito. Quel tipo di epica "gargantuesca" il cui motore è la pura esagerazione: di sentimenti, di determinazione e di schermaglie tra eroi capaci di livellare interi paesaggi con la loro potenza e di ubriacarsi o indulgere in vari vizi subito dopo.
In questo contesto l'autore si muove con buona mano innanzitutto creando personaggi con cui il lettore simpatizza immediatamente fin dal primo numero. Elizabeth è coraggiosa, gentile e goffa, ispira immediatamente desiderio di protezione ed è così comicamente ingenua da non rendersi conto delle molestie sessuali che il poco serio Meliodas attua ai suoi danni. Da parte sua Meliodas è quasi il protagonista action perfetto: nonostante sia "Dragon Sin, il Peccato dell'Ira" è un tappetto con le fattezze di un ragazzino sveglio, non perde mai la calma nè il suo senso dell'umorismo ed è, semplicemente, invincibile. Il suo aspetto evita che il lettore si senta intimidito e si "allontani", la sua potenza (rivolta contro avversari abbastanza odiosi) suscita immediatamente ammirazione, il suo distaccato umorismo unito ad una completa mancanza di vergogna ne fanno immediatamente un amico.
Lo stesso astuto mix mirato a suscitar empatia lo abbiamo anche con la seconda dei "Peccati Capitali" ad essere presentata: Diane "Serpent Sin: il Peccato dell'Invidia", una gigantessa mora, vivace, iraconda e perdutamente innamorata del suo capitano, nonostante i circa 5 metri di "separazione verticale".
L'autore dà prova di una buona arguzia nello scrivere dialoghi e situazioni che rendano immediatamente simpatici i personaggi: da momenti comici e spigliati a momenti molto più drammatici o eroici, senza nessuna remora nell'opporre antagonisti decisamente poco gradevoli che vengono affrontati in battaglie fin da subito pirotecniche da cui i protagonisti emergono in virtù di una potenza semplicemente inarrestabile, per il catartico piacere del lettore.

Elisabeth e due porcelli
Momenti un po' meno eroici

(c) 2014 Star Comics

Elisabeth e due porcelli<br>Momenti un po' meno eroici<br><i>(c) 2014 Star Comics</i>

Tirando le somme: Seven Deadly Sins è un prodotto inaspettato. "Vecchio Stile" sia nel suo tratto grafico che nella narrazione da fiaba picaresca. Se si cerca un puro intrattenimento, sia sotto il profilo dell'azione, già da subito a livelli esagerati, che umoristico, questo manga è "un peccato di gola" caldamente consigliato. Seven Deadly Sins di Nakaba Suzuki (testi e disegni) - volume brossurato - b/n - Star Comics - 4.30€

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