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Giant Killing

Davide e Golia, ma senza violenza
Recensione di  |   | manga/


Giant Killing
Giant Killing


"Giant Killing": una squadretta di fondo classifica che batte la favorita, dilettanti che portano i professionisti a temere la sconfitta, Harry Koveleski che con i suoi lanci dal monticello mette in ginocchio i celeberrimi Giants e diviene il nume tutelare della giovanissima eroina di I Kill Giants.
Davide e Golia, insomma, ancora una volta, ma solo nello sport. Senza il sangue e la crudeltà che accompagna la leggenda biblica.

Forse per questo un tipo indolente, trasandato ed apparentemente innocuo come Takeshi Tatsumi si può appassionare a questo al punto da diventare prima la punta di una squadra della prima divisione giapponese e poi, dopo il suo abbandono, venire cercato assiduamente per diventare l'allenatore della stessa squadra in grosse difficoltà.
Forse per questo, Daisuke Tsubaki, definito dallo stesso Tatsumi "un fifone" per la sua eccessiva timidezza ed apparente incapacità a reggere la pressione, continua con determinazione a praticare il calcio ed a condividere il sogno di questo anomalo, giovanissimo, mister.
Forse per questo il severo capitano Murakoshi e l'insopportabile "primo ballerino" della squadra, l'italo-nipponico Luigi "Gino" Yoshida detto "Principe", decidono di impegnarsi in quella che da qualsiasi parte la si guardi sembra una causa persa, nonostante i caratteri e la visione completamente differente.
Forse per questo gli altri membri della squadra, veterani e novellini, titolari e riserve, e poi la dirigenza rappresentata dal manager ex-giocatore Goto e dalla responsabile stampa Yuri Nagata, si trovano a doversi rimettere completamente in discussione per affrontare una novità sconvolgente: la concreta possibilità che l'ETU (East Tokyo United) da squadra materasso possa diventare aspirante al titolo.
Perché il "Giant Killing" è a disposizione di tutti coloro che dentro di sè non hanno mai smesso di credere che si possa vincere senza arrecare dolore.

Davide sfida Golia
La dichiarazione di guerra di Tatsumi agli allenatori del Giappone

(c) 2012 Planet Manga

Davide sfida Golia<br>La dichiarazione di guerra di Tatsumi agli allenatori del Giappone<br><i>(c) 2012 Planet Manga</i>

Prima di proseguire è bene fare una premessa, il manga di cui parleremo non è certo una novità ma è serializzato in Italia da un anno. E' passato "sotto i nostri radar" a causa del tema trattato: lo sport.
L'evidenza dei fatti è che fare manga sportivi che coinvolgano il lettore oltre una certa soglia è incredibilmente difficile, spesso si cade nella ripetitività e nella formula collaudata, spesso la sospensione di incredulità viene messa a dura prova, spesso si ha l'impressione che il manga che si legge lo si legge non per lo sport e la sua rappresentazione ma per qualcosa d'altro. Così, accanto a manga che si incidono nella mente dei lettori per il carisma dei protagonisti e la loro crescita atletica (pur essendo spesso poco credibile) come il celeberrimo Slam Dunk, ce ne sono altri in cui non si riesce a tenere a bada l'impressione di stare leggendo un manga di arti marziali, con contorno di tecniche segrete, mascherato da manga sportivo: da Capitan Tsubasa a Kuroko no Basket.
C'è sempre una vocina nella testa del lettore che denuncia: "non si può tirare un calcio tanto potente da far ovalizzare il pallone in quel modo!" o "non può esistere un playmaker privo di doti atletiche", ed anche, purtroppo: "un liceale giapponese medio non schiaccia a canestro a due mani dietro la schiena".

Giant Killing si libera subito di questo carico di cianfrusaglie mettendo in campo una situazione verisimile: siamo nella prima divisione giapponese ed atleti, personale tecnico e dirigenza sono dei professionisti che vivono di sport. Il gesto atletico o lo schema di gioco sono il loro pane quotidiano e quello che il pubblico si aspetta da loro e non da ragazzini prodigio che superati da poco i 10 anni già imprimono ad una palla di cuoio accelerazioni orbitali.
Su questa "liberazione" la penna di Masaya Tsunamoto costruisce poi un soggetto abbastanza semplice e classico, forse il più classico: il percorso di rivincita.
Lo fa sceneggiando le gesta di un personaggio più che adatto: anticonformista, indolente, apparentemente svogliato, privo di vergogna, persino irritante, "Mister" Tatsumi più che un protagonista sembra l' "aiutante magico", un "Gatto con gli stivali" in forma umana ma con lo stesso sorriso strafottente.
Pur essendo il motore della narrazione di Giant Killing, in 11 volumi di lui sappiamo ancora molto poco, mentre le motivazioni, le speranze, le grandezze e (spessissimo) le miserie di quelli che gli stanno intorno sono sviscerate di volta in volta. Nella maggior parte dei casi Tatsumi entra in scena, dice alcune frasi, fa invariabilmente perdere le staffe a qualcuno e, conseguentemente, "qualcosa accade": si tratti della presa di coscienza di un giocatore o di una vittoria inaspettata.
Uno schema narrativo lineare ma, proprio per questo, coinvolgente e spassoso.

Flessibilità contro determinazione
Il Principe affronta Murakoshi

(c) 2012 Planet Manga

Flessibilità contro determinazione<br>Il Principe affronta Murakoshi<br><i>(c) 2012 Planet Manga</i>

Tsujitomo ai pennini sembra essere poi il partner ideale per questa narrazione. Se dovessimo prendere in analisi solamente il tratto, ci troveremmo ad una sufficienza risicata: un tratteggio a pennino spesso grossolano, anatomie ben realizzate ma continue imprecisioni ed incertezze nei volti, scenografie spesso "tirate via".
Tutto questo però passa in secondo piano di fronte al "talento registico" di questo disegnatore che si esprime a piena potenza nelle partite: in ogni partita c'è almeno la scena in cui tutto l'inventario di tecniche proprio della narrazione per immagini viene preso e messo al servizio della costruzione di un momento di epica sportiva. Repentini cambi di campo, montaggio alternato, campo e controcampo, fast forward, ralenty e still motion, linee cinetiche e cancellazione dello sfondo: tutto concorre a togliere al lettore qualsiasi dubbio sul fatto di aver assistito ad un gesto atletico epico.

Costruire l'epica
Il momento in cui Tsubaki iniziò a volare.

(c) 2012 Planet Manga

Costruire l'epica<br>Il momento in cui Tsubaki iniziò a volare.<br><i>(c) 2012 Planet Manga</i>

Prima di concludere è comunque necessario un chiarimento che non inficia in nulla il valore di questa opera, anzi, per certi versi aggiunge ulteriore piacere alla lettura: quando ci si complimenta con Giant Killing per la sua "verosimiglianza" non si parla di "realismo".
La visione sportiva che dà Giant Killing del calcio professionistico è incredibilmente "romantica": in questa prima divisione i dissidi, le invidie, persino i rancori sono "sportivi" e spesso superati in vista di un obiettivo comune. Per quanto continuino a definirsi dei "professionisti" i calciatori dell'ETU, ma anche delle altre squadre, sono rappresentati praticamente senza eccezioni come degli appassionati, l'ETU viene rappresentato come una aziendina a conduzione famigliare in cui il vicepresidente è fratello del presidente e l'addetta alle pubbliche relazioni ne è la figlia, e tutti vivono in grande sobrietà.
I vecchi tifosi dell'ETU che ricordano le imprese del Tatsumi giocatore sono dei padri di famiglia posati, ma anche la nuova tifoseria, raccolta sotto il nome minaccioso di "Skulls", che prende in antipatia questo "traditore ritornato" alla fine è teppista più nella nomea che nei comportamenti.
Anche tra le squadre avversarie il peggio che si possa trovare è qualche allenatore o giocatore che ritiene (giustamente) che il professionismo si esprima nell'usare ogni mezzo a disposizione per raggiungere la vittoria. Ma i mezzi sono sempre "leciti".
Certo, ci sono differenze tra la prima divisione giapponese e quella nostrana, ma il sospetto è che quello che viene rappresentato in Giant Killing sia un calcio professionistico "ideale".
Il che in realtà non è per niente un difetto: fino a che esisteranno autori che ricordano che il dovere di uno sportivo è arricchire lo sport che pratica e non, come si è frainteso, il contrario, si manterrà la memoria delle cose come devono essere. Giant Killing di Masaya Tsunamoto (testi) e Tsujimoto (disegni) - volume brossurato - b/n - Planet Manga - 4.50€

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