Eppur...
I Maid Cafè. Luoghi ormai parte dell'immaginario del Giappone moderno, dove avvenenti cameriere, spesso poco più che adolescenti ai primi lavori part-time, accolgono i clienti con un caloroso: "Benvenuto, Signor Cliente!" (o, anche direttamente: "padrone"). Contemporaneamente stigmatizzati ed esaltati come luoghi dove prendono forma le più elementari pulsioni e seduzioni... più o meno... in teoria...
Perché pur non volendo sminuire il fascino della donna matura, se la capocameriera del Maid Cafè "Seaside", viene chiamata
Riuscirà la grazia di Toshiko a compensare la sventatezza di Hotori e ad acquistare punti nei confronti del compagno di classe
Onestamente... abbiamo forti dubbi...
Masakazu Ishiguro inizia nel 2005 la delirante avventura di Eppur... la città si muove: una commedia situazionale in cui personaggi apparentemente normali, apparentemente anonimi, saltano da una situazione demenziale all'altra cercando di risolvere i guai da loro stessi combinati nello svolgere quelle che sarebbero normalissime mansioni. Ereditando in parte dalla "slapstick comedy" ed in parte dagli sketch di botta e risposta, il duo comico che tradizionalmente prevede il "tonto" e il "normale" è perfettamente interpretato dalle due protagoniste Hotori e Toshiko con, come da regola, l'occasionale sconfinare della razionale Toshiko nel profondo entroterra della sventatezza.
La sceneggiatura porta avanti questo gioco continuo senza quasi pause: quando non ride a bocca larga il lettore come minimo sorride vedendo il rapido degenerare di una situazione altrimenti normalissima e pregustando l'inevitabile climax. E quando non è buonumore dato dalla commedia, i piccoli e quotidiani sentimenti dei protagonisti strappano un tipo di sorriso più sereno. Per poi ricominciare con qualche altra idea dissennata che mieterà vittime e sconcerto presso i vari caratteristi che animano il distretto commerciale di quella che è una cittadina della provincia giapponese pari a tante altre.
Il pennino dell'autore non ha poi particolari dubbi nel rappresentare le situazioni, le anatomie sono minimamente caricaturali, debitrici di quella "ligne claire" giapponese fatta di pochissimi tratti per delineare un viso, molte linee morbide, campiture uniformi e tavole per lo più pulite. Con qualche tavola di gusto "espressionista" per sottolineare il momento in cui "è successo il disastro" ed alcune immagini caricaturali o metaforiche per rafforzare il concetto.
Non è però il disegno, come si capisce, il punto forte di questo manga portato in Italia da GP Publishing, quanto la sua scrittura lineare ed equilibrata. Che fa venire in mente le sit-com contemporaneamente caciarone e modeste di qualche decennio fa, che ti facevano passare in allegria una mezz'ora e ti lasciavano con la voglia di vedere la puntata successiva. In cui non sarebbe successo niente, ma sarebbe successo in maniera divertente. Eppur... la città si muove di Masakazu Ishiguro (testi e disegni) - volume brossurato con sovracopertina - b/n - GP Publishing - 5,90



















