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Another

il thriller secondo i manga
Recensione di  |   | manga/


Another
Another


      "Tutti continuarono a fare finta che Misaki fosse ancora viva."

Koichi Sakakibara avrebbe dovuto iniziare l'anno scolastico nella sua nuova scuola nel piccolo paese di Yomiyama, città dove è ospite dei nonni a causa di un padre sventato e sempre assente per lavoro. Invece si trova ricoverato in ospedale a causa del perforamento spontaneo del polmone, rara affezione di cui è vittima.
Durante la degenza incontra una strana ragazza con una benda sull'occhio sinistro e la divisa della sua futura scuola, che si presenta come Mei Misaki, e la segue fino al piano delle camere mortuarie. Si tratta di un incontro banale ed a cui Koichi non presta attenzione. Finita la degenza, finalmente inizia la scuola e comincia a far conoscenza con i suoi nuovi compagni, il serioso rappresentante di classe Tomoiko Kazami, la sua controparte e giullare della classe Teshigawara la timida Sakuragi e l'angelico Mochizuki. L'ambiente appare subito cordiale: i compagni sono disponibili, amichevoli e non paiono dare troppo peso all'handicap che la sua particolare affezione gli causa... eppure di tanto in tanto, nella "3C", una strana tensione permea improvvisamente quelli che sarebbero normalissimi scambi di battute ed inevitabilmente viene detta una frase di troppo.
Inoltre nella sua stessa classe Koichi ritrova la misteriosa Misaki e non ci vuole molto prima di rendersi conto che non solo è lui è l'unico a parlarle, ma parrebbe quasi che sia l'unico a riconoscerne la presenza.
C'è qualcosa di strano che permea l'atmosfera della classe 3C, la classe maledetta.

I nomi di buon augurio
Koichi e Mei

(c) 2012 Star Comics

I nomi di buon augurio<br>Koichi e Mei<br><i>(c) 2012 Star Comics</i>
Su testo di Yukito Ayatsuji, disegnato da Hiro Kiyohara e pubblicato per l'italia da Star Comics, Another va a collocarsi in quella ristretta nicchia dei manga thriller-horror.
Siamo di fronte ad un manga dalla scrittura pulita, robusta e coerente. Indubbiamente gli autori dimostrano di "aver fatto i compiti" attingendo con discrezione alla vasta "letteratura" di genere, intesa ovviamente in senso lato: dal gotico classico fino alle morti crudeli dell'horror cinematografico nipponico contemporaneo, passando dalle inquietanti domande lasciate in sospeso alla Ai Confini della Realtà. La sceneggiatura quindi pesa attentamente i dialoghi e per tutto questo primo volume sta ben attenta a non scivolare nel grottesco ma piuttosto si appoggia a dialoghi normalissimi in cui si introduce un'affermazione inquietante, riflessioni a ruota libera del protagonista che improvvisamente si bloccano su una domanda senza risposta. Il tutto stemperato da qualche siparietto comico, spesso sufficientemente breve da non disturbare.
La stessa filosofia la troviamo nel disegno: tratto pulito, molto attento all'estetica, con utilizzo di chine nette per tratteggiare i personaggi e le loro (gradevoli) anatomie e, per contrasto, chine pesanti date a pennello per i momenti di tensione. Ancora più classica, per il genere, la costruzione di tavola, che saccheggia il vasto "dizionario" del cinema horror: dai dettagli di occhi e, sopratutto, bocche, alle figure intere inquadrate diagonalmente dal basso, alle riprese aeree "distorte".

Normali conversazioni tra compagni di scuola
Koichi, Teshigawara e Kazami

(c) 2012 Star Comics

Normali conversazioni tra compagni di scuola<br>Koichi, Teshigawara e Kazami<br><i>(c) 2012 Star Comics</i>
In ultima analisi, se dobbiamo trovare un difetto a Another, non possiamo che individuarlo proprio nella scelta di genere. Nel corso del tempo, affinando il suo linguaggio, il fumetto ha dimostrato di poter tenere testa alla sua arte sorella, il cinema, su praticamente ogni terreno. Tranne uno: l'horror. L'impossibilità di imporre al lettore il suo tempo, l'impossibilità di impedirgli il salto di pagina, la rilettura, l'impossibilità insomma di fargli vivere in prima persona l'ansia dei personaggi, sono oggettivamente handicap difficili da compensare.
Se invece dobbiamo riconoscere il suo principale pregio, Another cerca di comportarsi come se questi limiti non ci fossero. Alla fine non potremo provare la strisciante inquietudine che il protagonista comincia a percepire, ma apprezzeremo la robusta scrittura e la capacità registica del disegnatore. Another di Yukito Akatsuji (testi) e Hiro Kiyohara (disegni) - volume brossurato con sovracopertina - Star Comics - 4,90€

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