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"É un personaggio
aristocratico, non veramente mio..."
"Nell'universo di Milady non
volevo gente comune. Né mostri extraterrestri. Né alieni di nessun tipo.
Mettevo unicamente in scena l'aristocrazie terrestre e la immaginavo
all'apogeo
del proprio splendore, padrona di ogni parte del cosmo,
sparsa (o sperduta?) nella suprema vastità celeste. Senza più problema
alcuno, se non gli intrighi, i tradimenti, i complotti che si tessevano
nelle corti italiane del Cinquecento, all'ombra del Potere. In una
dimensione di veleno e pugnali, sullo stile del Mantello Scarlatto"
"É un modo per portare
dentro delle figure, Raymond è veramente una fonte di modelli e quindi
pescare in Raymond significa avere l'opportunità di presentare una
figura intera con molta dignità. Però, dopo, restarne legato
costantemente....no. Molti mi hanno rimproverato di non aver disegnato,
nei Briganti, Astro di Voluttà dalla testa ai piedi. Allora l'ho un po'
sviluppato nel 'Principe della Quiete Galattica', perchè tra Briganti e
Milady stavo andando vicino" |