(tratto da Fumo di China - agosto 1996, di Maurizio Boscarol)

Cos'ha il Colonnello Imperiale Paulina Zumo, Milady, contessina della dinastia imperiale Zumo, di così speciale da affascinare tanto ancora oggi? Gli elementi sono molti, a partire dall'eleganza del tratto di Magnus, che ricrea un universo fantascientifico non ipertrofico e ipertecnologico, ma aristocratico e decadente. Non sono i combattimenti stellari (pure presenti) a prendere il sopravvento ma gli intrighi di corte, le abitudini corrotte, i valori in bilico fra misticismo cosmico e sensualità. L'importanza dell'ambiente qui va di pari passo con perfetta definizione dei personaggi che si muovono. Come l'ambiente oscilla tra un misticismo orientaleggiante e un materialismo tecnologico, così anche i personaggi sono sfaccettati pur nella compostezza dei loro ruoli narrativi.
Non si può non pensare a Uèr, l'androide elettrochimico di prima classe dotato di facoltà telepatiche che, nella sua funzione di servitore della splendida e altera Milady, deve nascondere l'impossibile amore che nutre per lei e del quale Milady stessa non esita a prendersi beffe.

Ma è certo Milady il personaggio in cui Magnus ha saputo sintetizzare tratti contraddittori e anticipatori tali da renderla, già nel 1980, un personaggio proiettato verso conflitti che la società avrebbe affrontato forse dieci anni dopo. Non è di questi tempi il fiorire di eroine stile 'bad girl', violente e arroganti, eppure vincenti? Milady, è bene precisarlo, non si può assimilare a questi personaggi ma sintetizza -meglio- le contraddizioni sociali che ne stanno alla base.
 
Il tratto che forse più la caratterizza è la forte negazione delle emozioni. Certo, è un militare dell'Impero, in più è anche la rampolla della dinastia: come potrebbe accettare di esprimere quello che, da sempre, per la ferrea disciplina militare sono debolezze? Accanto a questa rigorosa maschera, attraverso la quale non esita a trattare bruscamente i suoi sottoposti, Milady rivela un forte lato torbido. Nel primo episodio si traveste da ballerina-puttana, per smascherare un intrigo, senza alcun imbarazzo. Nel secondo scopriamo che si aiuta con psicofarmaci per attutire le tensioni e il terzo è tutto incentrato su un incontro erotico. Non solo, ma nell'episodio successivo si adombra una relazione omosessuale nel passato di Paulonia.
Tuttavia Milady rimane una giovane bellezza che si fa fiera paladina della vecchia tradizione, della Storia, di ciò che è stato grande e già mostra i sintomi del tracollo. Del seguito, del futuro, si sa poco. Milady è là, abbandonata al suo complicato destino, senza poterci più suggerire qualcosa su come uscire dal caos della transizione.