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Dagli esordi con Bunker in poi,
abbiamo incontrato un Magnus nero, grottesco, comico,
fantascientifico, erotico e sfrontatamente pornografico. Nelle Femmine Incantate troviamo un Magnus inaspettatamente lirico e raffinato.
Probabilmente ad essere incantato è lo stesso autore, mentre si appresta a descrivere
l'universo femminile, ispirato da un volume di novelle cinesi, I racconti
fantastici di Liao.
L'opera è composta da sette brevi storie disegnate
dal 1987 (Il muro dipinto) al 1991 (La Grande Signora). Sono dei racconti ad
ampio respiro, in cui Magnus elabora un impianto grafico particolare,
fatto da enormi tavole in formato tabloid dove spiccano delle lunghe strisce di
paesaggi e prospettive.

Con un tratto a volte
realistico e a volte fiabesco, Magnus mette in scena una serie di piccoli poemi
che raccontano spaccati di vite umane, molto diverse tra loro.
Queste vite vengono stravolte da passioni improvvise, segnate da eventi
oscuri ed imperscrutabili. Nascono così delle storie senza
tempo e luogo, di ispirazione orientale ma assolutamente universali.
Sensualità e
misticismo sono i temi dominanti di questi racconti e le protagoniste sono
spesso delle figure femminili circondate da un alone
di mistero, di divinità o di morte. A volte con un'alta carica erotica, a
volte materne. Così Magnus dipinge, quasi con riverenza, questo universo di
donne, cercando di raccontarne espressioni e stati d'animo. Rimane
sempre l'impressione di non poter andare troppo a fondo, di doversi
fermare di fronte a
qualcosa di indecifrabile.
Nelle
Femmine Incantate la tecnica di Magnus è ormai raffinatissima. La
precisione maniacale con cui vengono rifinite le tavole è evidente, lo
stesso Magnus si dichiara 'scoraggiato' dalla mole di lavoro che gli
impone ogni singolo racconto. Dimostra anche di sapere mescolare i contrasti
marcati, che da sempre lo contraddistinguono, con dei tratti inaspettatamente
leggeri.
L'opera ha avuto una complessa storia editoriale. Inizialmente fu pubblicata in Francia,
mentre in Italia apparve solo in parte e in formato
ridotto (Magnus aveva creato le sue tavole in un maxi-formato 30x40). Nel
1990 furono finalmente pubblicati integralmente, in un unico volume,
tutti i racconti. |