Le 110 pillole sono una delle opere più discusse e controverse di Magnus. La storia è tratta dal romanzo cinese "Chin P'ing Mei" e narra di Hsi-Men Ching, un ricco e gaudente farmacista, e delle sue sei mogli. Le centodieci pillole del titolo sono un miracoloso afrodisiaco che un anziano monaco dona al farmacista con l'avvertenza di farne un uso moderato. Hsi-men invece ne abusa come di una droga e si fa travolgere in un vortice di sesso, orge e depravazioni che lo portano ad un rapido logoramento mentale e fisico, fino alla morte. La matita di Magnus è stata più che generosa nel descrivere questo vortice di sesso, scatenando polemiche e costringendo persino Totem (la rivista che ospitava la prima pubblicazione) a censurare alcune scene.
pillole2.gif (19224 byte)D'altro canto proprio le 110 Pillole furono un grosso successo e fecero conoscere Magnus in tutta Europa ( il volume fu pubblicato in Francia, Spagna, Olanda, Grecia, Danimarca, Svezia; ma anche negli Stati Uniti, Brasile e perfino Giappone).

Magnus è sempre stato un apripista della raffigurazione del sesso nel fumetto, sin dai tempi delle donnine in baby-doll di Kriminal. All'epoca delle Pillole (1985) il fumetto erotico era già stato sdoganato grazie ad artisti come Manara, Crepax e Giardino e riconosciuto ufficialmente come arte. Tuttavia qualche pudore rimaneva e Magnus nutriva una forte antipatia verso i pudori, si definiva 'allergico' all'erotismo ipocrita e poco realistico, quello che "inquadrava spesso sederi maschili per nascondere gli amplessi".
Dunque le 110 Pillole abbondano, nella prima parte, di ogni genere di amplessi e fellatio. Il sesso, tuttavia, è gioioso all'inizio per diventare sempre più cupo e avvilente mentre accompagna il declino di Hsi-Men. E' più morte che vita. Dopotutto anche il contesto è piuttosto desolante e raffigura una Cina Medievale dove i ricchi possidenti come Hsi-Men collezionano mogli come soprammobili e frequentano, nei bordelli, ragazzine istruite sin da piccole alla prostituzione.
Per breve tempo lo Hsi-Men lussurioso ritorna a una dimensione più umana e tenta di riconquistare la stima della prima moglie, Madama Luna. Questo è l'unico rapporto sessuale che viene nascosto al lettore. La scena si chiude con un castissimo bacio e si riapre dopo alcune ore. Madama luna sentenzia  "Ognuno segue la sua felicità e compie così il proprio destino",. Infatti Hsi-Men morirà lentamente consumato da un oscuro morbo e la voluttuosa Loto d'Oro, come ci rivela l'epilogo, non avrà sorte migliore, mentre per la stessa Madama Luna "...ci fu molta pace e una vecchiaia riposante". Con questa di morale si chiude il racconto.
Le Pillole sono una importante tappa di maturazione per Raviola: la ricchezza del disegno é massima, ma al tempo stesso il tratto e più leggero, liberato dai neri e dalle ombre del Magnus vecchia maniera (una svolta che era iniziata con Necron) e del tutto svincolato dal grottesco di Alan Ford.