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Morto il 25 giugno

il Little Big Horn visto da vicino
Scheda di  |   | magicovento/


Morto il 25 giugno
IT-MV-98-99


uBCode: ubcdbIT-MV-98-99

Morto il 25 giugno
- Trama

Tutto giunge a compimento: Custer-Crook contro Toro Seduto-Cavallo Pazzo. E giunge il destino per molti personaggi della serie...

Recensione

Recensione

data pubblicazione Lug 2005 - Ago 2005
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGianfranco Manfredi
disegni (matite e chine) di ubcdbPasquale Frisenda
disegni (matite e chine) di ubcdbBruno Ramella
disegni (matite e chine) di ubcdbFrederic Volante
copertine
Magico Vento 98<br><i>(c) 2005 SBE</i> Magico Vento 99<br><i>(c) 2005 SBE</i>
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Annotazioni

In due parole

In guerra vi sono vittorie che non premiano e addirittura vittorie che portano alla sconfitta. E se vi raccontano storie di eroi, forse stanno mentendo.

Perché è da ricordare

Semplicemente, non esiste nessuna narrazione dei più volte narrati fatti riguardanti il Little Big Horn che abbia questa medesima ampiezza di vedute. Ovviamente non si poteva narrare tutto, ma qui sicuramente la visione di insieme prevale sui particolari. E ne emerge soprattutto la figura di un Custer se non proprio inedito, quanto meno originale. Per precisa scelta narrativa, comunque storicamente motivata da molte testimonianze, Custer non è una figura in bianco o nero, eroe o mascalzone.
Quello che ci rende indimenticabile il Custer di Gianfranco Manfredi è la sua ambiguità: è capace di un gesto cretino come sparare per scherzo al fratello Tom e pure di allontanare, da quello che percepisce come il suo fatale obiettivo, tutte le persone care (tra cui lo stesso Poe, per cui nutre stima e affetto nonostante la divergenza di vedute). Inoltre, nella interpretazione di Manfredi emerge con chiarezza la strumentalizzazione che la politica di Washington fece di Custer stesso: scomodo, scomodissimo, perché ribelle e imprevedibile, da vivo, utilissimo a ogni propaganda da morto, determinante per lo sviluppo della guerra indiana, da eroe.

Little Big Horn
Magico Vento n.99, pag.72, disegni di Ramella e Volante

(c) 2005 SBE

Little Big Horn<br>Magico Vento n.99, pag.72, disegni di Ramella e Volante<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Oltre a ciò, Manfredi si dimostra molto più equilibrato del lettore, cui non riesce di non fare il tifo, di non rimanere emotivamente coinvolto dalle figure della saga e stilarsi a bordo albo una sua personalissima classifica di “buoni” e “cattivi”. Manfredi invece resiste ai facili manicheismi, e alle stereotipizzazioni politicamente corrette: vi sono imbecilli nell’esercito delle giacche blu; e pavidi. Ma vi sono anche tra i Sioux. E vi sono tragici errori di valutazione da entrambe le parti, come dimostra la sottotrama di Pioggia-in-faccia e il tenente Tom Custer (n.99) o l’episodio in cui Poe rischia di essere ucciso sulla diligenza dai Sioux (n.98).

Lo stesso equilibrio nel gestire i “suoi” personaggi, che in realtà sono figure storiche, Manfredi lo mostra nella scrittura. A leggere questi episodi mi è sembrato che ci siano poche cose difficili da scrivere come la guerra. La tentazione della retorica, del dire che “la guerra è bella anche se fa male”, o del contrapposto pacifismo ad oltranza, sono entrambe magistralmente evitate: è tempo di narrare, non di giudicare. Il giudizio, il lettore, saprà ben darlo da sé, dato che il lettore di Magico Vento non è stupido.

In questa operazione attenta e precisa, in questa scrittura al bisturi, Manfredi è assistito da disegnatori rari, di quelli che sanno mettersi al servizio dell’autore, con umiltà ma anche con intelligenza. Se la prova di Pasquale Frisenda appare un po’ fredda, e solo in relazione agli standard a cui ci ha abituato, il numero disegnato da Bruno Ramella e Frederic Volante è perfettamente esemplificativo della simbiosi tra autore e disegnatori. E ci viene da dire che, dopo 100 numeri, qualche complimento in più al maestro Ramella, forse lo dovevamo: un tratto che non concede molto a spettacolarizzazioni: mai un’esagerazione, raramente un’inquadratura di scorcio o da prospettive bizzarre, nessuna ricerca dell’effetto fine a se stesso, nessun espressionismo di maniera nell’uso del bianco e nero nonostante le sue campiture piene; in altre parole, solo e soltanto purissima narrazione. Plauso.

Note

  • Nella Posta di Poe, Manfredi nega anticipazioni a chi gliele chiede domandandosi che divertimento ci sia a sapere ora cosa farà Ned tra due anni. E dà la colpa di questa curiosità a internet, che alimenta il gossip spoilerante...
  • Apprendiamo sempre nella posta che Magico Vento verrà pubblicato anche in Brasile.
  • La Blizzard Gazette è dedicata a Jack Red Cloud, figlio del grande capo Nuvola Rossa, che avrà un ruolo nei numeri a seguire; per Manfredi, egli rappresenta la difficoltà di essere “figlio d’arte” e al contempo lo smarrimento di chi fu costretto a passare dalle riserve ai campi di battaglia. Una figura molto umana, che commuove e fa tenerezza per la sua inadeguatezza alle situazioni che si trova a vivere.
  • Nel numero appare chiara l’interpretazione di Manfredi: Custer fu mandato verso lo scontro del Little Big Horn privo di rinforzi e con il Settimo Cavalleggeri ridotto ad arruolare ragazzini; fu insomma, a detta dell’autore, un massacro annunciato, al duplice scopo di togliersi dai piedi lo scomodo Custer e fornirsi di motivi per una controffensiva definitiva nelle Black Hills.
  • Nella posta del n.99, Manfredi afferma che la sua attenzione alla realtà storica non ha mai prevalso sul suo vero obiettivo, che era quello di una narrazione romanzata.
  • La Blizzard Gazette del n.99 è dedicata al mistero storico di come morì Custer: suicida? Ucciso in battaglia? Ucciso dai suoi? L’episodio stesso, poi, si proverà a fornire una propria risposta.
  • Tra i vari comprimari della serie, nella battaglia del Little Big Horn muoiono, oltre a Custer e a suo fratello Tom, lo scout Coltello Insanguinato (freddato da Lungo Sacerdote) e il capo cheyenne Aquila Bianca (marito di Hanno-Paura-Di-Lei). Di quest'ultimo non ci viene mostrata la morte, ma lo stesso Aquila Bianca ne aveva avuto una visione a pag.36 del n.92.
  • Pur nell’aspro del conflitto, Magico Vento trova l’occasione per flirtare un po’ con Sette Frecce, figlia di Grande Silenzio.

Incongruenze

Frase

“Sì, fratelli! Oggi è un buon giorno per morire! Ma non dimenticatelo: è per vivere su questa terra che noi combattiamo...”
Toro Seduto, n.98, pag.6

Personaggi

Toro Seduto Jack Nuvola Rossa Cavallo Pazzo Piccolo Grande Uomo Ned Ellis, Magico Vento Poe Harriet , giornalista Pioggia-in-faccia Tom Custer [+] George Armstrong Custer [+] Spirito della notte Crook Washakie Mamoulian , vivandiere Coltello Insanguinato [+] Sette Frecce Grande Silenzio Zampa di Corvo Cavallo Zoppo Maggiore Reno Aquila Bianca [+] Hanno paura di lei

Locations

Valle del Fiume Yellowstone Rosebud Fort Lincoln Capanna di Grande Silenzio Little Big Horn

Elementi

Custer Guerre Indiane Little Big Horn

Trama

98
Mentre Magico Vento è con Toro Seduto e Cavallo Pazzo e si prepara allo scontro con l’esercito, Poe viaggia su una diligenza e viene assalito da un gruppo di Sioux. Si salva grazie alla sacca della medicina che indossa sempre e facendo il nome di Magico Vento. Dopo poco incontra il capitano Tom Custer e si accorge di quanto giovani siano le truppe di Custer. Nel frattempo, Toro Seduto effettua una prolungata e impegnativa danza del sole e ha una visione, benché difficile da interpretare. Sembra, però, una visione di vittoria.

L'ultimo incontro tra Custer e Poe
Magico Vento n.98, pag.40, disegni di Pasquale Frisenda

(c) 2005 SBE

L'ultimo incontro tra Custer e Poe<br>Magico Vento n.98, pag.40, disegni di Pasquale Frisenda<br><i>(c) 2005 SBE</i>
La narrazione procede a montaggio alternato: da una parte i Sioux e Magico Vento che si preparano allo scontro, dovendo anche gestire le intemperanze immature del figlio di Nuvola Rossa, Jack; dall’altra Poe, che segue da vicino, in qualità di giornalista inviato al fronte, la preparazione di Custer ma anche il suo sacrificio annunciato: debole è infatti il suo contingente, non viene rinforzato da Crook, e Custer stesso a quel punto rinuncia anche alle mitragliatrici che gli offre il suo amico generale Terry. Presagi di morte, nell’aria... E tanto per cominciare, Crook e Washakie rimediano una sconfitta da Cavallo Pazzo e Toro Seduto sul Rosebud.

99
Toro Seduto si riprende nella tenda di Grande Silenzio e viene ad apprendere da Magico Vento che Crook si è ritirato.

Non si vive di sole battaglie
Magico Vento n.99, pag.7, disegni di Ramella e Volante

(c) 2005 SBE

Non si vive di sole battaglie<br>Magico Vento n.99, pag.7, disegni di Ramella e Volante<br><i>(c) 2005 SBE</i>
Negli ambienti dell’esercito, però, la notizia che Crook riporta è quella di una vittoria, anche se Poe si accorge bene dello stato in cui le truppe di Crook sono rientrate. E capisce anche un’altra cosa: Custer è stato lasciato solo, affiancato da ufficiali di cui non si fida e non informato neppure della sconfitta di Crook. Lo stesso Custer, rendendosi conto del fatto, cerca di allontanare da sé le persone che ha care, tra cui suo fratello Tom, che però rifiuta di abbandonarlo, e Poe, a cui preferisce un altro giornalista. E entrambi gli schieramenti viaggiano verso lo scontro. La descrizione che ci da Manfredi della battaglia è priva di ogni poesia, è spietata: tutti commettono azioni di cui devono pentirsi: Pioggia-in-faccia scalpa Tom Custer, già morto, credendolo suo nemico mentre lo aveva aiutato; Curly, lo scout di Custer, si nasconde e lo lascia solo; il maggiore Reno non da prova di coraggio; persino Magico Vento, nella confusione della battaglia, si trova costretto ad uccidere un soldato che è poco più di un ragazzo. Nel suo racconto Manfredi ci offre un’interpretazione personale della morte di Custer, che qualche problema ha posto agli storici. Ma quello che resta, in definitiva, è il silenzio.

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