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Bandiera bianca

il capitolo finale del ciclo delle Black Hills
Scheda di  |   | magicovento/


Bandiera bianca
IT-MV-101


uBCode: ubcdbIT-MV-101

Bandiera bianca
- Trama

1877, l’inverno è una prova terribile per gli indiani ribelli che sono rimasti con Cavallo Pazzo. Braccati dall’esercito, in lotta con la fame ed il gelo e con le loro famiglie al seguito, il malcontento aumenta e con esso i traditori. E Cavallo Pazzo, dopo avere affidato un ultimo incarico a Magico Vento, va incontro al suo destino...

Recensione

Recensione

data pubblicazione Dic 2005
testi (soggetto e sceneg.) di ubcdbGianfranco Manfredi
disegni (matite e chine) di ubcdbStefano Biglia
disegni (matite e chine) di ubcdbGiovanni Talami
copertine
Magico Vento 101<br>copertina di Corrado Mastantuono<br><i>(c) 2005 SBE</i>
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Annotazioni

Perché è da ricordare

Perché chi ha letto queste pagine non potrà dimenticarsene facilmente. E’ lo struggente, e tuttavia privo di retorica, capitolo finale della saga delle Black Hills, che conduce all’inevitabile epilogo storico: la morte a tradimento di Cavallo Pazzo. La dignità del grande guerriero Sioux emerge con forza sui tanti (brillanti) comprimari: è consapevole che, dopo che si è rifiutato di seguire Toro Seduto in Canada, i ribelli che non lo hanno lasciato vedano in lui un capo (titolo che, formalmente, non ha mai avuto). Lui, che nel profondo del suo cuore è ancora un guerriero solitario e che preferirebbe combattere da solo. Gianfranco Manfredi espone con efficacia il suo contrasto interiore derivante dal peso di questa responsabilità, i dubbi, la fermezza ed anche le incomprensioni con i suoi stessi uomini, sino alle estreme conseguenze: il guerriero che non ha mai cercato né creduto nella pace con il nemico si sacrificherà negoziando per permettere la sopravvivenza di chi è rimasto con lui.

La sua tragica figura permea l’albo grazie al contatto tra lui ed il lettore: il punto di vista di Magico Vento ed i loro dialoghi. Da questo punto di vista è comprensibile, quindi, che ci siano state taciute le avventure dello Sciamano bianco (che, anche dopo il doloroso distacco, soffre per non avere notizie sulla sorte dell’amico) con un altra grande figura storica, Capo Giuseppe. Quella della scarsità di notizie è un altro fattore caratteristico, e realistico, di questa saga: le voci circolano senza poterne verificare l’autenticità, si lanciano sospetti (il coinvolgimento di Piccolo Grande Uomo nella fine di Cavallo Pazzo) ma non esistono certezze, accentuando il senso di precarietà delle esistenze.

Se questo racconto romanzato è incisivo per la lucidità con cui ci narra la vita, i gesti quotidiani ma anche il malcontento degli indiani ribelli e delle loro famiglie, esposti ad un rigido inverno e braccati dall’esercito, attaccati anche dai guerrieri delle riserve, va dato merito anche alla coppia ai pennelli. Giovanni Talami e Stefano Biglia materializzano e narrano dialoghi ed accadimenti con una sontuosa professionalità fatta di sguardi, espressioni, ambientazioni, sofferenza, sorrisi tenui di speranza e disagi che dal gelido inverno da loro dipinto ci suscitano brividi, senza inutili esagerazioni e con l’impiego di una meravigliosa ed emozionante semplicità.

La volontà di Cavallo Pazzo
Magico Vento 101, pag.128, disegni di Talami e Biglia

(c) 2005 SBE

La volontà di Cavallo Pazzo<br>Magico Vento 101, pag.128, disegni di Talami e Biglia<br><i>(c) 2005 SBE</i>

Note

  • L’episodio si svolge tra il dicembre 1876 e l’ottobre 1877 e conclude il ciclo di cinque episodi delle guerre indiane nelle Black Hills.
  • E’ il primo albo della nuova periodicità bimestrale. Aumenta il numero di pagine (quelle a fumetti passano da 94 a 124, raddoppia lo spazio dedicato a posta e "Blizzard Gazette"), mentre la veste grafica non subisce cambiamenti.
  • Il "Blizzard Gazette" è dedicato al colossale monumento in memoria di Cavallo Pazzo, ideato dallo scultore Korczak Ziolkowski ed in lavorazione da decenni sul costone di una montagna nelle Black Hills, del quale Manfredi narra la storia e le polemiche nel consueto stile maturo e scevro di facile o banale retorica.
  • Pag.95, Magico Vento e Poe si ritrovano dopo il più lungo periodo di separazione da quando si sono conosciuti. E’ il febbraio 1877: il loro ultimo incontro (o, perlomeno, quello che ci è stato raccontato) era avvenuto nel marzo 1876 (n.97), nel bel mezzo di un’azione di disturbo di un pugno di Sioux nel campo di Crook.
  • Poe ha raggiunto Magico Vento al seguito di Coda Chiazzata (che però non ci viene mostrato), grande capo Brulé delle riserve, conosciuto nel n.85.
  • Dalle parole di Poe, veniamo a conoscenza che, con il protrarsi della guerra tra esercito e Sioux, Nuvola Rossa, il grande capo del passato, è caduto in disgrazia: Crook gli ha tolto la riserva ed il comando dei Sioux.
  • Tra il febbraio e l’ottobre 1877 Magico Vento, per seguire la volontà di Cavallo Pazzo, combatte al fianco di Capo Giuseppe e dei Nasi Forati. Queste avventure non ci vengono raccontate, se non la nota conclusione, con la resa di Capo Giuseppe (narrata anche in Storia del West n.63) a poca distanza dal confine con il Canada. Speriamo che in futuro magari ci venga svelato qualche retroscena di quei mesi. Maggiori informazioni su Capo Giuseppe possono essere reperite qui.
  • Pag.105, marzo 1877, le contrastate elezioni del nuovo presidente americano si concludono con la vittoria del repubblicano Rutherford Hayes, che succede ad Ulysses Grant. Poe è testimone della proclamazione ufficiale da parte di una commissione elettorale speciale nominata per risolvere ogni controversia sui risultati.
  • Tre Orsi, guerriero della riserva di Nuvola Rossa che si schiera con l’esercito americano per dare la caccia ai Sioux Ribelli, era già comparso nel n.86.
  • Nella versione di Magico Vento, la morte di Cavallo Pazzo vede la probabile (ma non sicura) responsabilità di Piccolo Grande Uomo, guerriero Sioux passato dalla parte di Crook negli ultimi mesi della guerra.

Incongruenze

  • Pag.78, ultima vignetta, refuso del colonnello Miles che chiama il tenente Prince con il nome Pope (quello del soldato che manovra il cannone).

La frase

"Se un giorno qualcuno vorrà ricordarmi, non avrà bisogno di riunirsi intorno a un catafalco funebre... Gli basterà volgere lo sguardo alle alture, alle valli, ai fiumi e ai boschi delle Black Hills. Io sarò là per sempre."
Magico Vento riporta le parole di Cavallo Pazzo, pag.128.

Personaggi

Magico Vento Cavallo Pazzo Poe Hanno-paura-di-lei donna cheyenne d’azione Spirito della notte guida di Cavallo Pazzo Piccolo Grande Uomo Toro Seduto col.Miles fedelissimo di Crook detto "Giacca d’orso" Stella Pallida donna cheyenne il cui bimbo muore congelato Coltello Spuntato capo cheyenne Ultimo Toro [+] (nel racconto di Coltello Spuntato) capo del clan della Volpe Tre Orsiguerriero delle riserve passato con i militari Bisonte Bianco [+] uomo della medicina cheyenne Lepre Zoppa ricco capofamiglia sioux Scialle Nero moglie di Cavallo Pazzo Aquila Reale [+] capo Sioux Spina Aguzza moglie di Aquila reale Crow di stanza al fortino di Miles ten.Prince agli ordini di Miles Pope soldato che manovra il cannone Nuvola Rossa (in racconto Poe) Harriet giornalista amica di Poe Capo Giuseppe capo dei Nasi Forati

Locations

Villaggio di Cavallo Pazzo in varie località Forte del col.Miles nella valle del fiume Tongue Washington Campidoglio Charlies Bar Bear Paw montagna del Montana Canada Campo di Toro Seduto Black Hills Forte di Crook dove Cavallo Pazzo viene ucciso (in racconto) Tomba nella terra di Cavallo Pazzo

Elementi

Guerra Black Hills Morte Cavallo Pazzo Tradimento Capo Giuseppe Elezioni presidente degli Stati Uniti Cannone Rodman Resa

Trama

101
Dicembre 1876 - Gennaio 1877. Toro seduto è in salvo in Canada, mentre Cavallo Pazzo è rimasto a combattere, e con lui molti ribelli, tra cui Magico Vento. Le condizioni di vita sono però disperate: neve, freddo, scarsità di cibo. E le truppe di Crook continuano a dare loro la caccia senza pietà. Altre disastrate tribù si aggiungono ai ribelli, dopo essere state attaccate dai Sioux delle riserve, alleatesi con i militari. Il malumore aumenta, ed il tentativo di negoziazione di un gruppo di capi Sioux con il colonnello Miles per mettere in salvo le famiglie dei guerrieri si risolve, per una beffa del destino, tragicamente. Furioso, Cavallo Pazzo decide di attaccare il nemico ma, pur vincendo contro le truppe di Miles, i ribelli non possono sferrare il colpo finale poiché ormai hanno esaurito le munizioni.
Febbraio 1877. A sorpresa, ora Crook è intenzionato a parlamentare: il Congresso ha ridotto le truppe (la guerra si è protratta troppo a lungo per le casse dello stato) e, inoltre, deve combattere anche i Nasi Forati di Capo Giuseppe, che hanno aperto un altro fronte. Cavallo Pazzo sceglie di negoziare per ottenere concessioni e permettere alla sua gente di superare l’inverno, e chiede a Magico Vento di aiutare Capo Giuseppe nella sua battaglia.
Settembre-Ottobre 1877. Capo Giuseppe si arrende ai militari, dando così il tempo a Magico Vento di portare in salvo la maggior parte dei Nasi Forati in Canada. Qui Magico Vento ritrova Toro Seduto, che lo informa della morte di Cavallo Pazzo, ucciso dalla polizia indiana nel forte di Crook, forse con la complicità di Piccolo Grande Uomo. Magico Vento torna sulle Black Hills per mantenere una promessa fatta all’amico, quella di seppellirlo nella terra per cui ha dato la vita.

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