Salta direttamente al contenuto

Mahgico Vento!

Magico Vento ha fatto dello stupire il lettore la sua missione
Recensione di  |   | magicovento/


Mahgico Vento!
Magico Vento 107 "Vampiri Cinesi"


Mahgico Vento!

Scheda IT-MV-107

In questo episodio non si parla di guerre indiane. E neanche della Volta Nera. Ai fini della continuity, gli unici aspetti di rilievo sembrano essere nel fatto che veniamo a sapere che Ned ha abbandonato l’idea di imbarcarsi e di raggiungere l’Europa, dopo che il suo popolo è stato sconfitto, e manifesta invece l’intenzione di dirigersi in Canada, dove lo troveremo nel prossimo episodio. Insomma, un semplice fill-in. Un riempitivo. Un numero che se Magico Vento fosse una qualsiasi altra testata, ti scoccerebbe di avere comprato e riposeresti con un sonoro “Mah...”.

Mahgico Vento

Però questo è Magico Vento, e dunque tutta un’altra storia. In questo numero si parla di un delinquentello cinese che fa arrivare dalla Cina delle bare, che contengono dei Vampiri cinesi, degli Ch’iang Shi. Si prepara uno scontro tra due bande. Magico Vento ci si ritrova in mezzo perché per sconfiggere i Vampiri serve un potere speciale. E lui ce l’ha, anche se non lo sa. Insomma, d’accordo che la trama è qui raccontata in breve, però chiunque può intuire che non brilla per elementi di originalità: gli ingredienti sono quelli già noti, sono quelli di sempre, sono quelli che... “Mah.” Ma Magico Vento ha fatto dello stupire il lettore la sua missione. E non si accontenta di facili luoghi comuni, li reinterpreta sempre. Ecco dunque cosa succede.

Vampiri

“Ah, be’, se c’entrano i Vampiri, sicuramente avrò già letto qualcosa...” I Vampiri sono il tema più usato (e abusato) del genere horror. Ogni tanto capita una variazione su tema piuttosto interessante, ma assai più spesso ci si ritrova la minestra riscaldata. Però, io che non sono un vampirologo, io che tutto quello che so sui Vampirli me l’ha detto Dampyr, io che il mio Vampiro preferito è quello che viene dal pianeta Drakulon e indossa un costume ma talmente succinto che al confronto due gocce di chanel n. 5 sono un cappottino... Be’, questa cosa dei Vampiri cinesi mica la sapevo. Dunque si può prendere un tema diciamo ben noto e trovare qualcosa che non si è ancora detto. Trovare, con un po’ di ricerca, quel risvolto meno ovvio, quella variabile che ancora sorprenda almeno un pochino a proposito di un tema assai sviscerato. E si può raccontarlo senza particolare spocchia. Be’, altri non lo fanno. Dunque un po’ mi sorprendo ancora. E emetto il mio: “Mah.” Nel senso di “però!”.

Vampiri 2, la vendetta

Quando ti porti in un fumetto dei cattivi così, francamente puoi scrivere metà albo anche solo con la lotta che il buono deve affrontare contro simili mostri. E diciamo che te la cavi anche, in sede di scrittura. E invece no: l’enorme potere di questi vampiri (e, ovviamente, noi lettori vogliamo solo vedere i mostri) non si vede quasi se non a tre quarti di albo. E lo scontro con l’eroe è una parte brevissima del tutto. Ma come? Anzi, “Mah come?”.

La bella

Magico Vento, ad un certo punto dell’episodio, si ritrova casualmente a salvare una bella cinesina che sta fuggendo dalla banda del suo padrone. La povera fanciulla è una prostituta, ma non per vocazione. E qua, noi scafatissimi lettori, abituati ad anni e anni di topoi narrativi tranquillizzanti, cosa ci aspettiamo, lecitamente, pur essendo su un fumetto bonelli? Ma (mah) una storia d’amore tra l’eroe e la bella traviata! E invece no. Oddio: Magico Vento in realtà chiede a lei di togliersi i pantaloni. Ma per medicarle la ferita. Insomma, un altro luogo comune disatteso. Mah.

Dalla Cina con sudore

Se metti in un fumetto dei Cinesi, ci puoi scrivere metà albo in combattimenti marziali. E botte di qui, e botte di là, e il pubblico si diverte, e tu non fai neanche troppa fatica. E poi son belli, spettacolari, questi combattimenti. E invece in Magico Vento cosa succede? Che le Tong si scontrano con le armi da fuoco. Ma dai. Insomma, un altra occasione facile evitata. E poi perché, visto che comunque li fai scontrare, non li fai scontrare con un po’ di arti marziali? Ah, ho capito: perchè le hai già fatte vedere in un vecchio numero, il 40 della serie, in cui appariva un cinesino molto bravo nel karate. E non vuoi ripeterti. Magico Vento non si ripete mai: non usa mai uno stratagemma, un tema, una scena, un dialogo, per più di una volta. Scusa, ma trattandosi di fumetto seriale, posso sbalordire? E allora sbalordisco: “Mah!”.

Leomahcs

Una prova che segna una ricerca in atto, una prova di evoluzione del segno. L’esordio di Leomacs avvenne sul n.94, e allora Manfredi lodò la prova ma segnalò la difficoltà incontrata dall’artista ad esprimere il movimento, a causa del suo segno molto arrotondato. Seconda prova di Leomacs: il segno arrotondato non c’è più, il dinamismo ne guadagna. Ma non solo a questo pone attenzione l’artista, bensì anche alla “recitazione” dei personaggi, particolarmente curata, e alla ricerca di un tratto più sintetico ed espressivo. Il tutto con grande attenzione allo stile grafico che contraddistingue la serie. Leomacs spersonalizza, forse, e solo un poco, il suo tratto, mettendolo al servizio di una ricerca di qualità ulteriore, e osservando attentamente gli esempi già prodotti nella serie. Il risultato non è ancora quello della compiutezza, ma ciò che conta è altro. Insomma, un disegnatore che si mette, direi anche umilmente, a seguire indicazioni dell’autore. Davvero, solo su Magico Vento, quasi... Dunque, mah. "Vampiri Cinesi", Magico Vento 107, di Gianfranco Manfredi e Leomacs, 130 pp. b/n, brossurato, Sergio Bonelli Editore, in edicola dal 21 novembre 2006, € 3,5

Vedere anche...

Scheda IT-MV-107

Condividi questa pagina...