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Il volto nuovo di Ned

dalla Storia alla storia, Magico Vento si conferma
Recensione di  |   | magicovento/


Il volto nuovo di Ned
Magico Vento 105-106 "Volto del Male, Il"


Il volto nuovo di Ned

Scheda IT-MV-105-106

La grande Storia cede il passo a una storia non meno grande

Nel leggere la pentalogia lovecraftiana che Gianfranco Manfredi ha orchestrato su Magico Vento si comprende il perché di qualche mugugno colto in rete qui e là: manca la Storia. Però c'è la storia. Il problema sta tutto in quella maiuscola.

Il lettore si era abituato alla grande lirica nativista di Manfredi; oppure a vedere interagire Ned con i Grandi Avvenimenti, in storie epiche. Manfredi gli cambia le carte in tavola, abilmente si sottrae a un registro che potrebbe diventare monocorde.

Un potente ritorno alle radici della narrativa popolare

Nel presentare Brad Barron, Tito Faraci proclamava l’intenzione di tornare alle radici del fumetto bonelliano, del fumetto popolare, della grande narrativa di genere. Senza dichiarazioni, Manfredi attua, in modo naturale, questo programma, e lo attua con una ricchezza di ispirazione, una molteplicità di soluzioni che affascina e lascia ammirati.

Parlare del dittico “Il volto del male”/Scontro finale” senza fare riferimento alla precedente sequenza di tre albi con i quali esso compone un’opera unica divisa in due tempi è impossibile, e anche errato.

Il nuovo gioco tra Aiwass e Magico Vento
disegni di Bruno Ramella

(c) 2006 Sergio Bonelli Editore

Il nuovo gioco tra Aiwass e Magico Vento<br>disegni di Bruno Ramella<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>

Un mutamento di pelle, un'evoluzione che guarda in avanti senza rinnegare quanto fatto.
A una trilogia epica dove intesse una purissima avventura fantasy-horror di richiami e suggestioni della grande epica (Commedia e Odissea principalmente), facendo uso di tutti i simbolismi, tutti i topoi caratterizzanti del racconto avventuroso - e facendolo con un'abilità letteraria rara nel fumetto italiano contemporaneo - a questa trilogia iniziale segue infatti questo dittico più raccolto, meno maestoso, ma che tuttavia si rivela una storia horror perfetta, nella quale echi di Poe e Stevenson incontrano le tradizioni popolari e ricreano atmosfere da romanzo gotico.
Un fluviale, unico affresco, diviso in due atti e cinque scene.

Cinque albi, oltre seicento pagine, siamo in presenza di un vero e proprio romanzo: complesso, giocato sull'alternanza di ritmo tra avventura frenetica e riflessione, dove i principali protagonisti, Ned e Poe, agiscono quasi sempre lontani l'uno dall'altro, il primo, diremmo, impegnato in Altri Mondi, il secondo nel più prosaico ma non meno pericoloso mondo a noi ben noto; e dalla gestione dei cambi di scena tra il “modo di Ned” e il “modo di Poe” nasce il ritmo asimmetrico della storia, che si ricompone in unità nell’idea di amicizia e collaborazione tra lo sciamano e il giornalista.

Attenzione e cura dei dettagli

Manfredi è non meno attento alla psicologia dei suoi attori, e non solo i due di punta - anzi. Dal triangolo edipico Hogan/Rose Milius/Lex Milius nasce una sottotrama venata di potenti allusioni sadomasochistiche;

A fondo nella psicologia dei personaggi: il triangolo Hogan/Rose Milius/Lex Milius.
non meno interessante il modo sottile eppure netto con cui Manfredi differenzia Henry da Boris, distinguendone chiaramente le personalità, in modo da evitare di creare il personaggio della coppia di investigatori intercambiabili da due distinti individui, lasciando a ciascuno una propria specifica individualità: in ultima analisi rifiutando di adagiarsi sulla soluzione più facile; oppure il diverso tendere al potere di Fulton e Lex Milius.

Il triangolo edipico
disegni di Luigi Siniscalchi

(c) 2006 Sergio Bonelli Editore

Il triangolo edipico<br>disegni di Luigi Siniscalchi<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>

Tutto quanto sopra servito da una ricchezza e varietà grafiche che tuttavia hanno mantenuto una coerenza unica nel corso dell'intera storia. I disegnatori coinvolti – Bruno Ramella e Luigi Siniscalchi quelli nei due ultimi albi - sono stati gli interpreti e traduttori visivi di questa maestosità epica, materializzatori dell'orrore evocato, perfetti nel rappresentare le sfumature psicologiche dei personaggi.

Un modo di narrare da non perdere

Che si continui così, si torni a un più abituale registro, oppure ancora si alternino le soluzioni, Magico Vento dimostra di essere ben vivo.

Magico Vento è ricchezza grafica e narrativa da perpetuare
La sola ombra all'orizzonte è questa possibilità che sotto la pressione dei lettori ormai privi di pazienza e abituati al mordi-e-fuggi non si pubblichino più storie di così ampio respiro: una iattura, viste le straordinarie possibilità narrative che offrono: questo fluviale Magico Vento DEVE avere diritto di cittadinanza accanto a storie più brevi e della più varia ambientazione. Magico Vento è questa sua straordinaria ricchezza di possibilità.

Magico Vento n.105-106 - Il volto del Male Luglio/Settembre 2006 - Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 256 pagine - 3,50 € - bimestrale

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