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Storia di un personaggio cambiato

spettacolari le tavole di Darko Perovic
Recensione di  |   | magicovento/


Storia di un personaggio cambiato
Magico Vento 102-104 "Ritorno di Aiwass, Il"


Storia di un personaggio cambiato

Scheda IT-MV-102-104

Il chiaroscuro di fatti che attengono alla Storia è sfilato via, indietro. E' di nuovo notte. Lunga lama d'acciaio, la locomotiva manfrediana, sbuffante e illuminata, torna a narrare le vicende della Volta Nera, del suo fondatore, di Howard Hogan. Il serpente a vapore ha dimezzato il proprio chilometraggio per incrementare sensibilmente il carico in quantità e - soprattutto - qualità. E se la puntualità non ha mai rappresentato un problema, ora può tranquillamente dirsi risolto quello dell'arrivo a destinazione: non più tratti conclusivi percorsi a perdifiato inseguendo precipitosi recuperi, stop allo stridio di freni incandescenti: i trenta minuti ulteriori concessi al macchinista consentono al convoglio di coprire senza affanni il tragitto previsto e di calcolare con esattezza il punto di fermata. Nessuno dei secondi componenti la mezz'ora aggiuntiva è stato sperperato: ognuno di essi è stato speso utilmente, investito in un'unica azione: migliorare il servizio. Un caso paradigmatico: che dovrebbe essere studiato con la dovuta attenzione da chi da - troppo - tempo è alla guida del più grande e lussuoso treno delle ferrovie Bonelli.

Sull'isola dei pescatori

Questo viaggio non è concluso: è la terza di cinque stazioni, l'isola dei pescatori. Prima che il motore torni a ruggire, prima che la locomotiva torni a splendere sui binari lanciata verso la fine della corsa, c'è il tempo per pensare, per chiudere gli occhi e rivedere.
I tragici resti di un triplogiochista, per cominciare: del dottor Kernan, per anni al servizio di Hogan, poi dei federali. Infine di se stesso, convinto com'era che l'avrebbe fatta franca, che nessuno l'avrebbe sorpreso a guidare senza patente: che le terribili forze del male di cui era ministro Aiwass avrebbero acconsentito a nominarlo erede del fondatore della Volta Nera. Così non è stato. Anche se, a voler guardare con precisione, il medico dal volto sfregiato il posto di Aiwass l'ha preso: all'inferno. Non è esattamente ciò che desiderava e ora, orrendamente inchiodato nell'eterno supplizio di uno straziante cerchio di ferro infuocato, forse e con colpevole ritardo capirà che a giocare col fuoco senza conoscerne le regole si finisce ustionati. Gravemente e per davvero.

H. H.

Quel diavolaccio dello zio Howard non ha simili problemi: e dà l'impressione di aver brillantemente eliminato quelli che lo affliggevano. Messer Satanasso ha rischiato seriamente, quel giorno in cui Chicago bruciava, di trovarselo tra gli zoccoli: in quell'occasione l'ha visto da vicino e da allora spergiura e spergiura - sudando come un dannato - che giù non c'è più posto. Va capito, il poverino: con un concorrente come Hogan avrebbe una gran paura di perdere il suo, di posto! Oh, sì, l'affarista si è ripreso: salute e potere. Gli occhi non l'hanno mai tradito: fornaci fiammeggianti che nei giorni del dolore hanno custodito e messo in vetrina il suo spirito mai domo e fatto lievitare l'odio che lo ha tenuto in vita e guarito. Fuori dall'indispensabile prigione che stringe in un soffocante abbraccio busto e collo, le sue braccia e le sue mani son tornate all'antico e mai scordato mestiere: distribuire punizioni e ordini: adesso vogliono l'artiglio dorato. Perché? Lo sapremo. Solo le gambe gli rifiutano obbedienza. Al contrario di Lex Milius: per tutti il successore del senatore Fulton sulla poltrona di capo dei Servizi Segreti, per la verità fantoccio manovrato da mangiafuoco Hogan.

1868. Il principio: nasce la Volta Nera
Disegni di Darko Perovic

(c) 2006 SBE

1868. Il principio: nasce la Volta Nera<br>Disegni di Darko Perovic<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Incroci

Scrivere di un'avventura di Magico Vento significa tradurla nei suoi personaggi, padroni e padri di quel che vi accade, significa osservarla in controluce: traspare così in filigrana la storia di Ned, personaggio cambiato. La sua anima è pesante, trattenuta; le sue orme sono oggi più profonde poiché egli porta con sé, dentro di sé, gli incroci che ha attraversato, nessuno escluso, un universo complesso e poliedrico: è la sua ricchezza, la sua condanna, la sua grandezza.
Le orme di Ned sono oggi più profonde poiché egli porta con sé, dentro di sé, gli incroci che ha attraversato, nessuno escluso.
In un aldilà governato da una proteiforme disumanità, arredato e riassunto da un crogiolo di culture e simboli, l'oggetto dello sguardo dello sciamano lakota non coincide con quello degli occhi della sua mente, di una mente scossa, vicina all'amato popolo sconfitto, impigliata nel ricordo di Cavallo Pazzo.
Uscito dal Regno degli Antichi, Magico Vento è stanco, maledettamente fragile: la vittoria su Aiwass si dichiara incapace di restituirgli serenità. "Il vento non canta, le stelle sono fredde, gli spiriti si sono ritirati... O forse sono io che non li sento più...": sono questi silenzi, nuovi e oscuri, a tormentarlo. Poe lo scruta: vorrebbe raccontargli l'alfa e l'omega della Volta Nera, parlargli del passato del suo fondatore, del ventre di Providence, dello scenario infestato da superstizioni, fanatismo, religione e cari estinti che ritornano in cui le indagini condotte lo hanno portato a fluttuare. Non una parola, invece: "Non torturare la tua mente, Ned... Sei sconvolto. Ora devi solamente riprenderti. Ci sarà tempo per parlare...".

La lunga strada

Il tempo concesso ai pensieri volge al termine. Viene quello di riprendere il cammino, mentre incessanti echeggiano gli ultimi lugubri rintocchi scanditi dal negromante: "Credi di potermi eliminare con un colpo di pistola? Noi due siamo avvinghiati l'uno all'altro, Magico Vento... Non capisci che cosa significa? Guardami! Io sono te!". Ne sono certo: Ned è fuori dall'inferno, ma la strada per riveder le stelle è ancora lunga...

Aiwass, il fondatore della Volta Nera
Disegno di Darko Perovic

(c) 2006 SBE

Aiwass, il fondatore della Volta Nera<br>Disegno di Darko Perovic<br><i>(c) 2006 SBE</i>

Perovic!

Sono quattro i disegnatori che hanno portato in scena "Il ritorno di Aiwass": il primo a dover salire sul palco delle premiazioni è senza dubbio alcuno Giuseppe Barbati, autore di un lavoro realmente notevole per la mole e in particolar modo per la quadrata ed efficace estrinsecazione grafica di una sceneggiatura quanto mai densa e articolata. L'illustratore ha costruito uno scheletro solidissimo che Di Vincenzo - a differenza dell'insufficiente Volante - ha splendidamente rivestito con chine eccellenti, capaci di conferire ai protagonisti una caratterizzazione e una recitazione - vista e considerata in tutti i suoi aspetti - pressoché perfette.
Poi, Darko Perovic: le sue tavole sono fuochi d'artificio, sono spettacolari, autentici capolavori che scendono a valle generati da un monte superbo e imponente chiamato talento. Purissimo e assoluto nel far germogliare la magistrale combinazione delle ombre e delle luci, nel tessere geometrie narrative e anatomie che sfrontate lambiscono l'incanto, nel calibrare armoniosamente le masse in ogni vignetta. Avesse scelto di fare il calciatore, Darko sarebbe stato un regista offensivo, di quelli recalcitranti a tornare per difendere la propria metà campo in fase di non possesso della sfera: e infatti non torna, corre in avanti, non perde troppo tempo nella cura del dettaglio fine a se stesso, degli interni: la biblioteca di Gabriel Tillinghast è pronta in qualsivoglia momento a testimoniare in tal senso. Il profilo e in generale il volto di Magico Vento - sporcati da un naso e un mento sovente eccessivamente marcati - continuano a rappresentare un problema che l'artista serbo può e deve risolvere. E lo farà. Correndo, ovviamente.

Magico Vento n.102-103-104 - Il ritorno di Aiwass Gennaio/Maggio 2006 - Sergio Bonelli Editore - 16 x 21 cm, brossurato, b/n, 384 pagine - 3,50 € - bimestrale

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Scheda IT-MV-102-104

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