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I videogiochi nelle storie
di Fabrizio Gallerani

F&V (7k) Il boom dei videogames è un fenomeno tutto sommato recente e solo in questi ultimi anni ha iniziato a "contaminare" i più classici media dell'intrattenimento come cinema e letteratura. Il più influenzato dalle "nuove frontiere del divertimento" è senz'altro il cinema, sempre alla ricerca di spunti capaci di attirare l'interesse dei giovani spettatori: dagli antesignani "Tron" (1982) e "WarGames" (1983) ai recenti "Super Mario Bros." (1993) e "Wing Commander" (1999) senza dimenticare l'italico "Nirvana" (1997) e l'emblematico "Tomb Raider: the adventures of Lara Croft" annunciato per il 2000.

Il fumetto, come d'altro canto la letteratura di genere, ha senza dubbio recepito in maniera minore questa silenziosa invasione, tuttavia qualche passo in questa direzione è già stato fatto. In conclusione di questo speciale vogliamo ribaltare le posizioni fin qui assunte, cercando di tracciare un breve percorso nel quale le storie dei personaggi bonelliani si sono ispirate ai videogiochi.

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"Martin Mystère: Invasione elettronica!"
(c) 1990 SBE - Glamour International Production

Martin Mystère. L'antesignano, in questo come in molti altri casi di innovazioni in ambito bonelliano, non poteva che essere il "solito" Castelli, pioniere informatico e soprattutto grande appassionato, che nel 1986, sul supplemento settimanale "Il Messaggero Estate" del quotidiano "Il Messaggero", pubblica, in formato rivista, la seconda storia breve extra collana del suo Martin Mystère, intitolata Invasione elettronica!, per i disegni di Giampiero Casertano.

Il breve racconto (si tratta in tutto di 8 tavole su quattro strisce) è stato più volte ristmpato (nell'immagine vedete la copertina della ristampa in albetto allegato al volume "Martin Mystère" edito nel 1990 da Glamour International Production) ed è basato su di plot semplice ma geniale: il timido Mister Henry, inventore autodidatta, integrando elettronica e alchimia è riuscito a creare il televisore del futuro, in grado di materializzare letteralmente le trasmissioni. Frustrato dai ripetuti rifiuti di un kafkiano Ufficio Brevetti, si adopera per applicare la sua scoperta al computer di casa, orchestrando un gigantesco Space Invaders "reale" che lo vede protagonista ai danni, prima dei poveri impiegati dell'ufficio, e quindi dell'intera umanità.

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"Martin Mystery: Manhattan Ghosts"
(c) 1999 SBE - Dark Horse
   
 
L'idea alla base di questo racconto piace evidentemente molto a Castelli, che infatti, un anno dopo, ne amplia il plot originario per regalarci una delle migliori avventure della serie regolare del suo detective dell'impossibile. La storia, pubblicata nei nn. 64 e 65 della collana ("Fantasmi a Manhattan" e "Invasione elettronica") è ormai divenuta un classico tanto da essere scelta per la pubblicazione negli Stati Uniti da parte della Dark Horse (Martin Mystery #4 of 6: "Manhattan Ghosts").

Nathan Never. Buon secondo, sempre in ambito bonelliano, arriva il fantascientifico Nathan Never che affronta l'argomento per la prima volta nell'albetto NN 19al "Giochi di guerra", allegato al n.19 della serie.

Il fascicolo (16 pagine) non è altro che un banale divertissement di Serra per i disegni di De Angelis: il collaudo pubblico dei nuovi esoscheletri in dotazione alla polizia viene interrotto dall'involontario intervento di Ricky, giovane hacker infiltrato nella rete, che ha scambiato il tutto per un nuovissimo e ultra tecnologico videogame, con il rischio di commettere una strage.

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"Nathan Never: Giochi di guerra"
(c) 1992 SBE
   
 
Fortunatamente Nathan e Legs provvedono a sistemare le cose e al povero Ricky una tirata d'orecchie non la leva nessuno.

Legs Weaver. Anche la stessa Legs si trova alle prese con videogiochi inquietanti, sono quelli creati dai perfidi fratelli Dumas che sfruttano allo scopo le mutazioni di un popolo che è stato a contatto con radiazioni nucleari in LW9, "Il paradiso perduto" di Katia Albini e dello stesso Serra, ancora per i disegni di Roberto De Angelis.

Zona X. Nel 1996, i videogiochi fanno il loro esordio anche su Zona X. L'"esperto" Beretta è infatti l'autore del soggetto del "classico" Giochi pericolosi, pubblicato nel n.17 della collana. Il tema serve tuttavia esclusivamente a dare il "la" alla vicenda che racconta di potentissime organizzazioni che utilizzano il software ludico per diffondere il risultato di inquietanti esperimenti genetici.

Più interessante si rivela invece il soggetto di "Hardware" (ZX 35b), scritto da Maurizio Mantero e disegnato da Laura Zuccheri, pubblicato 2 anni dopo nel n.35 della stessa collana. Avvolta da atmosfere pesantemente bladerunneriane, l'indagine dell'ispettore Dahl ruota attorno ai misteri che si celano all'interno della "Virtual Experience", la più grande casa di produzione di giochi per computer. L'ispettore proverà sulla sua persona gli effetti dell'innovativo sistema RVT (Realtà Virtuale Totale) e riuscirà alla fine a sbrogliare l'intricata matassa.

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L'ispettore Dhal e la Realtà Virtuale Totale di "Hardware"
disegni di Laura Zuccheri - (c) 1998 SBE

Dylan Dog. In questa nostra breve rassegna non manca neppure il malinconico Dylan Dog. Malgrado l'indagatore dell'incubo nutra ancora una istintiva e profonda allergia per la tecnologia e i computer (al contrario dell'amico Martin Mystère e del suo alter-ego Castelli) lo stesso non si può certo più dire oggi per il suo creatore. Sclavi ha infatti denunciato più di una volta la sua passione per i videogiochi, arrivando addirittura a sceneggiare una sorta di "dichiarazione d'amore" per Myst "il più bel videogioco d'avventura mai realizzato", per dirla con parole sue.

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La vignetta di apertura de "Il mistero dell'isola d'YD"
disegni di Enea Riboldi - (c) 1997 SBE

La storia in questione, Il mistero dell'isola d'YD, un breve racconto di 16 pagine per i disegni di Enea Riboldi (del quale potete vedere riprodotta la vignetta d'apertura ispirata dall'immagine della confezione del gioco) è stato pubblicato sull'albo gigante n.6.

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La versione (italiana!) di Rama
da Dylan Dog n.140 "Verso un mondo lontano"
disegno di Luigi Piccatto - (c) 1998 SBE
   

Numerosi altri riferimenti ai videogiochi appaiono anche in numeri recenti di Dylan Dog, sia ad opera dello stesso Sclavi (in DD140, "Verso un mondo lontano", con la riproduzione, fra gli altri, della confezione di Rama, tratto dalle opere di Arthur C. Clarke e in DD145, "Il cane infernale", dove al centro della vicenda troviamo un clone virtuale di Dylan protagonista di un elaborato videogioco) e di altri autori (Chiaverotti, ad esempio, che nella terza storia del primo Maxi Dylan, "La vendetta del tempo", cita i Lemmings, gli inarrestabili omini con la piccozza che muoiono esplodendo, protagonisti dell'omonimo videogioco della Psygnosis, oppure De Nardo che nella storia contenuta nell'Almanacco della paura 1999, "Sperduti nel nulla", si inventa il SEV, avanzatissimo simulatore di realtà virtuale, che per colpa di un (sic!) virus fa piombare Dylan in un regime nazista).

 

 


 
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