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Il 18 luglio, al Palavobis di Milano, è avvenuto un avvenimento di portata, oserei dire, epocale. Quale? Continuate a leggere...

Tiziano e Fausto, due cuori, un solo colore:
il rosso

Rosso delle bandiere comuniste per Fausto Bertinotti, rosso del sangue dylaniato per l'inafferrabile Tiziano Sclavi. Ma, al contrario di Salinger e Mina che non hanno alcuna voglia di uscire dalla clausura autoimpostasi, il demiurgo di Dylan Dog lancia evidenti segnali di cambiamento psicologico ai suoi molti lettori. Un cambiamento che si evince dai suoi romanzi, dalla sua più recente produzione a fumetti (cfr. recensione di DD n.140). Un cambiamento che ora neanche i più miopi possono negare, palesato da pezzi firmati di suo pugni su redazionali della SBE (ricordiamo il pezzo sui CD-ROM nell'Almanacco della paura 1997, la pagina rubata alla posta su DD n.141 e la prefazione al Maxi DD n.1). Proprio nel pezzo che compare a pag.4 del DD n.141 "L'angelo sterminatore", Sclavi scrive: "Ehilà, mi chiamo Tiziano Sclavi e se non sbaglio questa è la prima volta che ci parliamo a tu per tu (a io per voi?). Ho pensato di farlo per semplificare e rendere tutto meno "impersonale" [...]". Sentire uno dei prìncipi dell'anonimato scrivere di "rapporto personale" fa un po' specie. Ma l'ultimo, e per ora, più clamoroso sviluppo di questa riapertura di Sclavi al mondo si è verificato, come si accennava, il 18 luglio: Tiziano è apparso in pubblico, non davanti a pochi, bensì alle migliaia di militanti di Rifondazione Comunista presenti al Palavobis per l'annuale Festa di Liberazione. Non poche sono state le critiche piovute su Sclavi perché le storie, secondo alcuni, sembravano buttarsi troppo a sinistra (cfr. soprattutto l'albo "Cattivi Pensieri", DD n.138), ma Tiziano non avalla l'ipotesi di una sua adesione a RC: la sua presenza alla Festa Rossa è dovuta solo alla sua amicizia personale con Fausto Bertinotti. I quotidiani nazionali, sempre attenti a quanto fa "costume" nel mondo della politica non hanno lesinato parole sull'evento della sortita pubblica di Dylan D...pardon, di Sclavi ;-).

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I titoli dei quotidiani dedicati allo storico incontro
(c)1998 La Stampa-Il Corriere della Sera-Il giornale

Già il 26 giugno il fatto veniva segnalato su Stampa e Corriere. Guido Tiberga, nel pezzo "Dylan Dog seduce Bertinotti" (pubblicato a pag.2) scriveva:
" [...] Su Tiziano Sclavi circolano molte leggende metropolitane. Una dice addirittura che non esce mai di casa, se non per andare all'editrice o dall'ana1ista. Il debutto a una festa di partito potrebbe spiegarsi con un improvviso innamoramento politico. E invece no: perché tra i due i1 più entusiasta è proprio Bertinotti, "Qualcuno dirà che Dylan Dog è diventato comunista - continua Sclavi -. La cosa non mi preoccupa perché non è vera. Io stesso non sono comunista. A dire il vero non sono niente: non leggo i giornali, non guardo la tv, non so che cosa succede. Bertinotti e io siamo diventati amici, ma non abbiamo mai parlato di politica. Non una sola volta" Niente trentacinque ore, niente maggioranze variabili, niente allargamento della Nato. Ma allora di che cosa parlano, il comunista e il fumettaro? "Di letteratura - spiega Sclavi - di filosofia e anche di fumetti. Lui è un grande appassionato: tempo fa gli ho fatto un regalo, gli ho mandato la collezione completa di Tex e di Dylan Dog, i suoi preferiti. Quando ha ricevuto il pacco, mi ha telefonato: era commosso, ha detto che era una delle più belle sorprese che avesse mai ricevuto...". L'amicizia tra i due è recente, nonostante la clausura di Sclavi e la serie di problemini che Bertinotti ha provocato e subito, tra uno sgambetto all'Ulivo e un chiarimento con Cossutta. "E' cominciato tutto con una scheda pubblicata qualche mese fa da un quotidiano - dice ancora Sclavi -. Un confronto fra i due leader della sinistra, Fausto e Massimo D'Alema, dopo una lite per qualcosa che non sapevo allora e non so neppure adesso. C'erano le solite voci: il 1ook, l'età, i libri preferiti. Per Bertinotti c'era naturalmente Marx e c'era Dellamorte Dellamore di Tiziano Sclavi. Che potevo fare? Gli ho mandato un fax per ringraziarlo. Fausto mi ha telefonato, ed è stato una specie di colpo di fulmine. Ci siamo visti qualche volta: è nata un'amicizia forte, sempre senza una sola parola di politica".

Ecco charito l'arcano: galeotto fu il fax ;-)

Poi, nei giorni successivi al passaggio di Sclavi al Palavobis, i giornali sono partiti con cronache e interpretazioni dell'evento. Il Corriere della Sera, in un pezzo di Francesco Battistini "E il leader di Rifondazione stana il "papà" di Dylan Dog", scrive:
" Dellamorte presunta del comunismo e di chi vuole resuscitarlo, ha poco da dire: "Si figuri, sapevo a malapena che Rifondazione venisse dal vecchio Pci". Dellamore dichiarato da Fausto Bertinotti (al "Giornale", il lider maximo ha confessato di sentirsi simile a Dylan Dog), è sorpreso e felice: "Ha detto così? Mi fa piacere. Ma non so se c'è qualche somiglianza, Dylan non ha nulla di politico". [...] "Ho accettato questa cosa folle solo perché me l'ha chiesto lui (Bertinotti, NdR) - racconta Sclavi -. Non sopporto che la gente mi veda, sudo all'idea di parlare a un microfono. Vivo nascosto. Ho sempre rifiutato la pubblicità e assegni da centinaia di milioni: Dylan, l'ho prestato gratis soltanto alle campagne per gli alluvionati del Piemonte, contro l'AIDS e la droga. Stavolta però non era bello dire di no [...] Il primo incontro col leader di Rifondazione in un hotel di Milano, ora il confronto pubblico al Palavobis su "Comunicazione e linguaggio giovanile", con Carlo Lucarelli. In fondo Non è successo niente, cita l'ultimo romanzo l'(ex)invisibile scrittore, e non si compie alcuna reincarnazione nel verbo neocomunista: "Dylan è impegnato più socialmente. Forse vota laburista. Qualche punto di contatto può essere l'attenzione ai problemi della droga, degli immigrati, degli oppressi. Ma Dylan è contro tutti i poteri costituiti, è un anarchico, ha l'incubo di qualunque persona detenga un minimo di potere. Ed è un po' un controsenso che personaggi del mondo politico s'identifichino in lui, perché sono persone di potere. Anche Bertinotti, a suo modo, è un uomo di potere". Poche cose interessano Sclavi. La politica meno di tutte: "Con Fausto parliamo di fumetti, perché se ne intende. O di letteratura. Lo trovo sensibile e affascinante. Ma di quel che fa lui, di quel che accade nel mondo sono ignorantissimo. Non leggo giornali', non vedo tv. Distinguo a malapena Berlusconi da D'Alema e l'Inter dal Milan. Un funzionario di Rifondazione una volta, equivocando sulla nostra amicizia, mi ha telefonato per domandarmi se fossi 'disposto a pronunciarmi per le 35 ore. Dissi: "35 che?". Dall'altra parte del filo, capì: "Lasciamo perdere"". Se lo chiedessero, però, a Sclavi non dispiacerebbe illustrare il Capitale o il Manifesto del Partito comunista. Perché votava Pci, un tempo: "Ero per Berlinguer, finché c'era: è stato una delle figure più grandi del Novecento, quand'è morto ho pianto Però mi sentivo anarchico, avevo il mio amico Pietro Valpreda che mi diceva sempre: "Dai, vieni al Ponte della Ghisolfa che bruciamo le schede elettorali! Non ci andavo, perché ho l'agorafobia e la demofobia, ma in fondo la pensavo come lui. Insomma, votavo Pci e non glielo dicevo, per non farlo arrabbiare. L'arrivo della Cosa mi ha liberato. Oggi non voto più".

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Una delle foto di Tiziano Sclavi pubblicate sui quotidiani
(c) 1998 il Giornale
   
 
Il giornalista palesa poi tutta la sua ignoranza fumettistica quando dimostra di ritenere che i fumettisti siano SOLO i disegnatori di fumetti. Fa dire infatti a Sclavi: "[...]Una volta, racconta, gli capitò un incidente con Bossi: "Sapevo che esisteva, ma non l'avevo mai visto. Dovevo 'disegnare un razzista inglese e feci uno che incredibilmente gli somigliava [...]". "Dovevo disegnare!". Allibiamo... (l'episodio si riferisce a "Doktor terror", DD n.83)

Anche La Stampa torna sul fatto: r.m. ("Fausto abbraccia Sclavi "Sono io il tuo Dylan Dog") ci descrive il look del fumettista:
"Tutti se lo rimirano. Faccia liscia. Bel sorriso, occhi chiari, capelli corti. Abbigliamento del tutto fuori stagione: pantaloni pesanti, camicione, sahariana, Clark beige ai piedi con stringhe rosse. Perché rosse? Quando il grande Carlo Lucarelli (coordinatore dell'incontro qui alla festa di Rifondazione comunista> gliene chiederà ragione, lui dirà: "Me lo domandano spesso. Non lo so. Di solito rispondo: 'e stringa rossa la trionferà'"."

Poi si sofferma sullo Sclavi-autore: "Parla pacato, smorza le iperboli: "La parola genio la lascerei perdere...". Dice: "Non è che faccio fatica a essere riservato... La verità è che non mi piace uscire di casa, quando sono su' pianerottolo sento già la nostalgia. Non mi piace viaggiare Non prendo un treno da trent'anni. Non leggo i giornali, non guardo la tv. Sono fatto così e basta". Dice cose di molto buon senso: "Non chiedetemi il significato di quello che scrivo. Mi viene così. Non scrivo per piacere al pubblico. Ho in mente un lettore e ho in mente le cose che piacciono a me. Non sono uno scrittore horror, non sono come qualcuno dice lo Stephen King italiano, anche perché non ho ancora chiamato Stephen King per chiedergli se si sente il Tiziano Sclavi americano"."

Infine chiude con lo Sclavi-politologo: "Dice (pure) di non occuparsi di politica. Di avere ammirato Berlinguer. Di detestare Berlusconi. Di pensare "che dietro a ogni grande ricchezza, ci sia sempre un grande crimine". Si riconosce "uomo di sinistra" perché "gli ideali sono lì" e a destra "non c'è proprio niente". Ride parlando degli intellettuali: "Mi sembra che abbiano poco da dire, ma lo dicono moltissimo".

Anche Il Giornale si è appropriato dell'evento, in maniera tutta sua. L'uscita pubblica di Tiziano è diventata un randello per percuotere gli intellettuali di sinistra e il "regime" dell'Ulivo. In un articolo di Massimiliano Lussana, che comincia addirittura in prima pagina e si conclude a pag.4, si delinea l'incubo del regime intellettuale ulivista e si offre una soluzione:
" [...] Il beneficio del dubbio concesso deal leader di Rifondazione ("Ditemi voi, sono io un incontestabile pessimista o è proprio così?", crolla di fronte alle risposte di Tiziano Sclavi che gli sta attorno. E il creatore del fumetto più venduto d'Italia –premesso che "L'intellettuale non può essere di destra, è per definizione di sinistra perché gli ideali stanno a sinistra"- conferma, conferma tutto: "E' vero, se penso agli intellettuali devo dire che sono proprio un po' scarsini. Tutta gente che ha poco da dire, ma lo dice tanto". L'incubo disegnato dalle parole di Sclavi sembra senza uscita. Ma il papà di Dylan una via d'uscita la trova. E sta seduta vicino a lui. E' un uomo solo al comando dei sentimenti dell'amico Tiziano, la sua maglia è biancoceleste,il suo nome è Fausto: "Sono d'accordo -confessa Sclavi - con chi ha detto che l'unico intellettuale di sinistra sopravvissuto in questi tempi grigi di un'Italia in cui gli intellettuali hanno paura di parlare è Fausto Bertinotti. Mi sembra che gli altri abbiano davvero poco da dire e quel poco lo dicono nei salotti televisivi con la copertina del loro ultimo libro in bell'evidenza".

Nel finale, per fortuna, il pezzo torna di cronaca e ci regala altri dettagli della sortita pubblica di Sclavi:
" [...] firma autografi, cena con Fausto in uno dei ristoranti della festa e -rifiutando il "percorso protetto" che gli organizzatori avevano studiato per non farlo sentire a disagio - passeggia fra i viali con in testa un cappellino rosso con la falce, il martello e una stella. Sclavi racconta battute che sono gioielli rubati ad amici ("Proprietà privata significa che il 90 per cento della gente è privata della proprietà e l'altro 10 percento se ne appropria") e regala alla platea e al suo amico Fausto che lo ringrazia commosso "per averci regalato questo evento" le parole più dolci di 25 giorni di festa. Lui, il poeta della neve fuori della finestra e della speranza che viene dall'amore, dice: "Mi chiedete se quello che scrivo può cambiare il mondo? Penso che l'unico modo per cambiare le cose sia cambiare nel nostro piccolo. Quel poco che possiamo cambiare". Non è una frase comunista, ma è una frase rivoluzionaria.".

Beh, ora che Tiziano Sclavi ha fatto il grande passo della pubblica piazza, ora noi di uBC possiamo sperare nel prossimo: un'intervista esclusiva ;-)

 

 


 
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