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Gli americani li chiamano sparring partners, nel senso che
condividono il ruolo di protagonisti, però un po più
sotto... Eppure a volte sono proprio loro i protagonisti, le stelle,
e allora sarebbe appunto meglio chiamarli starring partners.
Come dire, dalle spalle alle stelle...
STARRING PARTNERS
Funzione narrativa dei comprimari nei fumetti Bonelliani
articolo di Giuseppe Pelosi
Diciamolo subito, allinizio non era così... I primi
numeri di Tex si snodano con un unico protagonista e al
massimo occasionali comprimari, ma molto secondari... Poi, qualcosa
è cambiato: Kit Carson diventa un protagonista abituale
delle avventure del ranger... E da quel momento in poi (quasi) ogni
eroe bonelliano che si rispetti avrà il suo fido partner al
fianco. Certo, alcuni saranno più azzeccati di altri, alcuni
più simpatici, alcuni arriveranno addirittura, più di una
volta, a togliere le luci della ribalta al titolare di
testata, ma ciò che caratterizza tutti loro è, in
definitiva, una funzione narratologica ben precisa. Si tratta di
personaggi, cioè, che non sono semplici macchiette o aggiuntivi,
ma caratteri con un ruolo ben definito ai fini della narrazione, essi
servono, cioè, allautore, per raccontare in un
certo modo ciò che racconta. E ognuno di loro ha una funzione
diversa, serve ad attuare strategie comunicative e situazioni
narrative differenti. Vediamo come.
Tex
Qua i(l) comprimari(o) serve a permettere al protagonista di
sdoppiarsi (o addirittura di farsi in quattro): Carson, Tiger,
Kit, sono in pratica reduplicazioni del protagonista che
consentono di dividere i piani della narrazione: mentre Tex svolge una missione in un certo
luogo, i pards ne svolgono unaltra in diverso luogo; si
raddoppiano, almeno, le possibilità dellazione. In
aggiunta, il dividere il protagonista in quattro alter ego, permette
di sicuro di far venire a trovare almeno uno dei quattro alter ego in
difficoltà, con conseguente possibilità narrativa del
salvataggio del pard, secondo un classicissimo topos narrativo.
Peraltro, la differenziazione tra i tre pard è minima: a Carson
il ruolo del vecchio brontolone, con talvolta funzione comica, a
Tiger il fascinoso ruolo dellaltro, con possibili
variazioni delle tecniche delleroe (dalla pistola
allarco, per intenderci), a Kit il ruolo di giovane impetuosa
mascotte, ma in sostanza, i quattro sono uno.
Zagor
Dal punto di vista delle possibilità narrative, Cico
nasce come protagonista di siparietti comici che hanno scopo di
divagazione. E questa funzione è importante, senza dubbio, al di
là del fatto, magari, che il principio che fa scattare la sua
comicità è dei più classici e dei più impoveriti
appunto dalla tradizione: Cico è Arlecchino, cioè il
servo sciocco mosso solo dai suoi istinti, e nel caso di Cico,
significativamente, solo da quello del mangiare. Il problema nasce
dal fatto che questo Arlecchino è il partner di Zagor, il supereroe made in
Bonelli: Zagor ha una preparazione fisica da Tarzan, è
forza e agilità pura, pertanto risulta assolutamente
inverosimile che Cico riesca in qualche modo a stargli dietro, in
qualsiasi avventura il nostro sia impegnato. Molti autori hanno
mostrato più volte un certo imbarazzo nel gestirlo: delle volte
Cico è solo una palla al piede del protagonista, altre è in
grado di sparare con una certa utilità; resta il fatto che
vederlo così adiposo tuffarsi in mezzo alle rapide e recuperare
sebben con sforzi indicibili Zagor svenuto tra le acque, resta molto
difficile da accettare. Il comprimario è troppo lontano dal
protagonista, non è logicamente in grado di vivere le avventure
narrate, è un semplice servo, peraltro piuttosto sciocco e
monocorde, con la sua fissazione assoluta per il cibo, e oltre a
ciò, a sollevare perplessità sulla sua figura è
proprio la diversità che ha con il protagonista: diciamo la
verità, Cico non è il compagno davventure di Zagor:è
sua moglie. Attenzione, non vogliamo fare illazioni
sulleventuale relazione omosessuale del dinamico duo e mezzo,
dato che non è questa la sede. Ma la presenza di Cico di fianco
a Zagor ci pare come quella di Wilma di fianco a
Barney, o di Flo di fianco a Andy Capp: colei
che rompe le scatole alleroe. Riesce difficile persino dire che
Cico condivida lideale di giustizia di Zagor, dato che in
realtà sembra solo che Cico si faccia mantenere dalleroe,
che gli procura il cibo. E in cambio Cico fa i mestieri...
Le prove più convincenti come personaggio a fumetti, Cico le
ha date non da comprimario ma da solista, negli albi di ampio respiro
e di carattere comico che lo vedono come protagonista.
Mister No
Ecco la prima eccezione: Jerry
Drake non ha una spalla. Il più anarchico degli eroi
bonelliani può avere occasionali comprimari, per lo più con
lo scopo di scatenare lavventura mettendosi nei guai, ma non ha
unautentica spalla fissa: Esse-esse ha rivestito questo
ruolo più che occasionalmente, ma ciò non basta a farne una
presenza costante della testata. Forse che lo stesso Guido
Nolitta si rese conto che Cico era stato un po un errore?
Forse non desiderava avere più le limitazioni e gli obblighi che
una spalla come Cico gli aveva causato? Forse sì!
Nick Raider
E ora leccesso opposto: una marea di coprotagonisti! La
fonte di ispirazione qui è il Distretto 87 di Ed McBain.
E dunque Nick Raider si ritrova con
una serie di spalle che ridanno lidea della coralità delle
avventure del nostro. Certo, più vicino di altri vi è
Marvin, le cui battute servono a stemperare lassoluta
serietà del protagonista, ad alleggerire latmosfera noir.
Ma non minor ruolo rivestono gli altri personaggi, dal genietto
dellinformatica Jimmy al saggio Tenente Art, per
non parlare della giornalista Violet o dellinformatore
Alfie: ognuno di questi ultimi ha un ruolo preciso: fornisce
informazioni, interviene, limita, suggerisce, in altre parole
costituisce regolarmente pretesto per lazione, o la determina.
Martin Mystère
Ci siamo: questo è un comprimario geniale. Intanto la sua
originalità è pressoché assoluta, essendo Java
un uomo di Neanderthal affiancato ad un ampiamente informatizzato
professore del 2000; inoltre è assolutamente e splendidamente
complementare al protagonista, questa volta in maniera convincente:
Martin è logorroico, Java
neanche verbalizza; Martin è un uomo di ragione, un professore,
Java è mezzo selvatico, e ha un istinto formidabile; Martin non
tira cazzotti (una volta lo faceva, ma ora molto meno), Java ha
ancora la forza delluomo primitivo, la forza delluomo che
deve procurarsi il cibo cacciando. Insomma, Java è in grado di
fare tutte le cose che il protagonista non può verosimilmente
permettersi.
Dylan Dog
Il sonno della ragione genera mostri. E la storia di Dylan Dog è la storia della lotta
contro i mostri, contro laspetto assurdo della vita, contro
ciò che non si può ricondurre alla razionalità
dellesistenza; anzi, ancor di più, quello che Dylan Dog
spesso afferma, è che il reale è tuttaltro che
razionale: Kafka, o Beckett, come numi tutelari, per
sostenere che il dolore, la vita, la morte, non hanno senso; e
nellaffermare ciò, la testata più
esistenzialista della Bonelli, a volte cade nel
moralismo, o nel nichilismo decadente: cosa è bene, cosa è
male? La saggezza greca ci insegna che la risposta che luomo
può dare al dolore dellesistenza è di due tipi: il
pianto catartico della tragedia, come rito collettivo che riconduce
allaccettazione della dimensione assurda del dolore, o la
risata esorcistica della commedia, che nega la dimensione assurda
della sofferenza. Ecco, questo è Groucho: lassurdo
che fa ridere. Dire che Groucho sdrammatizza è anche poco: egli
è costante negazione delle affermazioni del protagonista, presa
in giro totale dello stesso Dylan; Groucho è laltra chiave
di lettura dei mostri di Dylan Dog, è lomerica e
dissacrante risata di fronte allassurdo dellesistenza,
è il non senso eletto ad arma contro lassurdo. Ed è,
spesso, lunica risposta al nichilismo decadente di Dylan Dog.
Grandissimo. Groucho è il vero protagonista della testata,
è colui che ha tutte le risposte (peccato che non conosca le
domande...), e svolge pertanto una funzione narrativa davvero
fondamentale: lui, comico del non senso, fornisce il vero senso della
testata, testimonia filosoficamente come stanno veramente le cose:
abbastanza bene, a parte un po di mal di testa...

Quando Groucho fa Dylan... di Piccatto (c) 1992
SBE
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Nathan Never
Chi è il vero comprimario di
Nathan Never? Sigmund? Legs? Lintera
Agenzia Alfa? In effetti, dal punto di vista narrativo, i vari
elementi dellAgenzia svolgono spesso la medesima funzione dei
comprimari di Tex: reduplicano il protagonista, di volta in volta
aiutandolo, moltiplicando la potenza di fuoco, oppure facendosi
trovare in difficoltà e creando pretesto narrativo per
lazione delleroe. E il fatto che siano così numerosi
fornisce lo stesso aspetto di coralità già visto in Nick
Raider. Chi ci sembra comunque staccarsi da questo ruolo,
costituendosi pertanto come autentico coprotagonista di testata,
è Sigmund: il polacco è spesso il deus ex machina
narrativo: tramite la sua abilità informatica fornisce
alleroe il supporto tecnico o i dati di cui ha bisogno per
risolvere i suoi casi, fornisce inoltre importanti informazioni
narrative al lettore (quando spiega a Nathan, spiega a noi) e a volte
sblocca proprio con il suo intervento gli empasse del protagonista.
Insomma, come Java ma al contrario, Sigmund da a Nathan ciò che
Nathan non ha: non il braccio, ma la mente.
Legs Weaver
Legs non ci pare essere il vero
comprimario di Nathan, tantè che si è guadagnata la
sua testata. E a pieno merito, dato che essa coniuga la famosa
bestemmia bonelliana, unendo in sé caratteristiche
per cui storicamente la casa editrice milanese ha sempre mostrato
idiosincrasia: donne e fantascienza, per un personaggio che ha come
modello licona classica della Bonelli stessa: Tex. E quindi
ecco la geniale bestemmia, inventarsi un Tex del futuro in gonnella.
Un personaggio simile non può non diventare protagonista...
Forse non altrettanto azzeccato il suo comprimario, May Frayn,
sebbene altrettanto iconoclasta: alla fin fine, May è la
bambolona dalle grosse bombole che affianca leroe. E difatti
dal punto di vista narrativo ha fornito i più tipici pretesti
narrativi del genere, compresa la storia damore con la
protagonista...
Magico Vento
Ecco, Poe più di altri personaggi, conferma il
concetto della spalla che a volte sovrasta il protagonista: oltre a essere
lesatto complementare delleroe, nonché interpretare
il pensiero dellautore, Poe è spesso attore in solitario
di avventure condotte parallelamente a quelle del protagonista. Ma il
personaggio è complesso, e per una considerazione più
completa sulle sue potenzialità narrative,rimandiamo alla scheda a lui dedicata.
Julia
Non abbiamo, in Julia, un vero
comprimario, ma vari coprotagonisti occasionali, da Emily per
le parentesi comiche a Webb per scatenare lazione, a
Leo per muoversi nella paralegalità... Del resto Berardi è sempre stato
straordinario narratore di avventure corali (anche senza citare Ken
Parker, basta ricordare il suo unico Tex, Oklahoma), e proprio
per questo, forse, mal si adattava allobbligo narrativo
costituito da un unico comprimario. E, probabilmente, così
facendo ha dimostrato inequivocabilmente che è meglio soli che
male accompagnati... La mancanza della spalla fissa, in Julia, non si
sente neanche un po!
Napoleone
Tra i più originali comprimari che esistano in Bonelli!
Lucrezia, Scintillone, Caliendo, sono lì a dirci una
cosa: Napoleone è pazzo...
Daccordo, secondo lautore sono emanazioni psichiche del
protagonista, suoi fantasmi nel senso junghiano del termine,
proiezioni coscienziali. Ma fatecelo dire, questa spiegazione suona
estremamente razionale, per personaggi che, a partire dal nome, molto
razionali non paiono... No, in realtà i tre sono semplicemente
ciò che fanno: una porta sullinfinito. Rendono possibile
lo scarto narrativo che dal reale porta al surreale (che spesso
è la vera dimensione in cui si muove Napoleone, più che
lonirica...). E oltre a ciò sono lamico immaginario
con cui giocavamo da piccoli, divertendoci molto di più che con
il nostro fratellino, e sono Harvey, il coniglio invisibile.
Dal punto di vista narrativo offrono possibilità che
probabilmente non sono ancora state esplorate, limitandosi, per il
momento, a costituire appunto lelemento di stacco.
Jonathan Steele
Anche locchio vuole la sua parte... Ma che parte sarebbe se
ci fosse solo quella? E quindi evviva queste belle comprimarie!
Intanto sono due, per accontentare tutti i gusti, e poi sono sì
topolone, ma anche dotate dei poteri magici che invece il biondino non ha... Dal punto di vista
narrativo dunque consentono, oltre alle situazioni glamour e a quelle
umoristiche (soprattutto Myriam), anche di togliere
dimpaccio leroe con un intervento magico (magari grazie
al libro di Jasmine). Le possibilità narrative sono
dunque molteplici, e ci paiono ancora aperte molte soluzioni!
Brendon
Christopher è una spalla perché non sa che non
può esserlo. In realtà da quanto letto finora il
personaggio non si può definire se non come il classico
siparietto comico, la cui funzione narrativa è piuttosto
limitata: Christopher non è verosimilmente in grado di aiutare
il protagonista nelle sue avventure,
e allora lo disturba, come un servo invadente, che, appunto, funziona
perché non sa che non potrebbe funzionare...
Dampyr
I due comprimari di Harlan Draka,
Tesla e Kurjak, inverano in maniera evidente la tesi di questo
nostro articoletto: i comprimari servono allautore per
raccontare quello che racconta. E in effetti, se le storie di Dampyr
privilegiano lelemento bellico, prevale il ruolo narrativo di
Kurjak, che in definitiva è un soldato, mentre se prevale
lelemento vampiristico, è Tesla a mettersi maggiormente
sotto i riflettori. Naturalmente questo non accade come regola, ma
è risultato molto frequente nei numeri usciti finora, e appare
chiaro che i comprimari servono spesso a questa testata per definire
il clima delle storie, e ciò viene confermato proprio da quelle
storie che non presentano i due compagni di Harlan, e che quindi
tendono ad avere solitamente un clima narrativo diverso da quelli
prima specificati. Il problema più grosso per il lettore, con
questi comprimari, è proprio capire cosa facciano quando non
sono con Harlan, e, più ancora, come mai appunto talvolta non
siano con lui. Quella che appare come una legittima esigenza degli
autori (variare gli ingredienti per variare i sapori delle storie),
non ottiene però una spiegazione a livello narrativo.
Gregory Hunter
Davvero pochi i numeri usciti finora per poter pretendere di dare
unanalisi significativa di questo comprimario, Badger;
quello che sembra è che egli ricalchi il ruolo classico della
spalla a 360 gradi: un po elemento umoristico, un po fido
aiutante che cava dagli impacci leroe, un po dialettico antagonista
dello stesso. Insomma, niente di nuovo: lautore ripesca
nostalgicamente e ingenuamente tutti gli stereotipi narrativi del
fumetto davventura, e di fianco a Topolino mette...
Pippo. Non ci sembra possibile, al momento (dopo due numeri
usciti!), considerare comprimario di Gregory il Monaco
Errante: al momento questo personaggio si presenta come
narratore esterno alle vicende vissute dalleroe, espediente per
fornire al lettore informazioni sullambientazione della
testata, ma ancora non in grado di intervenire nellazione.
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